Drena e Dro, nonostante le gestioni associate si affidano all’esterno adempimenti contabili?

E’ giunta notizia che un Comune della Provincia di Trento ha recentemente affidatonon disdegnando gli usuali e quasi ormai abusati termini dell’efficienza e dell’efficacia -, a soggetto esterno all’Amministrazione, un incarico con oggetto la “Consulenza per la predisposizione della documentazione preordinata all’approvazione del rendiconto per la gestione 2016 del Comune”, attraverso le attività di verifica dell’avvenuta adozione dei provvedimenti di parificazione del conto del tesoriere, dell’economo e degli altri agenti contabili e la verifica della correttezza del riaccertamento ordinario dei residui, dietro corrispettivo di quasi cinquemila euro.

In questa vicenda, in cui l’unico elemento positivo pare riconducibile alla constatazione che almeno nella nostra provincia i Comuni, potendo disporre di risorse per iniziative del genere, finanziariamente non sono messi tanto male, le perplessità non sono marginali o di scarso rilievo, ma appaiono sostanziali soprattutto per il messaggio che ne deriva, per l’esempio offerto. Che un Comune, nel caso quello di Drena in gestione associata con quello di Dro per il Servizio Ragioneria e Finanze, affidi all’esterno un adempimento magari complesso ma pur sempre ordinario e rientrante nelle incombenze riconosciute dal mansionario in tema di contabilità, pone qualche interrogativo.

Le considerazioni che si possono trarre sono molteplici, riguardo al funzionamento del Comune, ai rapporti lavorativi al suo interno, alla funzionalità e validità delle gestioni associate. Non sfugge certo alla Giunta provinciale che, nonostante la presenza nei comuni di personale preparato e coscienzioso, le critiche e le lamentele rivolte dalla periferia alle gestioni associate sono diffuse, generalizzate. Ovvio che se la gestione associata fosse una felice intuizione, si rileverebbe produttiva, soddisfacente per gli amministratori e il personale dipendente. In più sarebbe in grado di economizzare risorse, nel mentre si sente dire che i risparmi, ammesso siano realizzabili, saranno avvertiti in un futuro piuttosto lontano. Sicuramente l’Assessore sarà a conoscenza dei costi di certe gestioni associate. Che i due comuni di cui si paria non dispongano di personale qualificato e professionalmente preparato, completo in organico, pare abbastanza strano. Secondo “vox populi” – il condizionale però è d’obbligo – l’organico comunale godrebbe – sia chiaro, non perché previsto o prescritto dai regolamenti di merito – di personale in possesso di qualifica di revisore contabile e, sempre secondo la detta voce popolana, esercente regolarmente tale professione presso comuni peraltro di dimensioni molto più ampie di quello di Drena. A essere chiari, gente apprezzata e professionalizzata, che con il rendiconto dovrebbe scherzarci.

Tra l’altro sintetizzare la gestione contabile dell’esercizio nel documento rendicontale non dovrebbe essere cosa dell’altro mondo: il sistema contabile comunale è ovunque informatizzato e la situazione di ogni posta di bilancio (previsioni, accertamenti impegni, residui attivi e passivi) dovrebbe, o almeno così pare, essere verificabile in ogni momento premendo sulla tastiera per collegarsi immediatamente al programma.

Ciò che inquieta è come mai non si sia riusciti a intravedere, nella nostra realtà locale, uno spiraglio di disponibilità, di collaborazione, di solidarietà, capaci di andare oltre l’ordinaria e ripetitiva routine della quotidianità, innestando al bisogno un cambio di marcia ed evitare di sprofondare nel ridicolo. Il pensiero va alla gestione associata, di cui il Comune di Drena, forse in maniera incolpevole, ne registra un insuccesso: non essere riusciti ad amalgamare, a creare integrazione, a promuovere sinergia tra i due comuni all’attenzione, a fare sistema. Se il buon giorno si vede dal mattino, non c’è da aspettarsi molto da una ipotetica fusione cui si stanno avviando i due enti. Che abbiano avuto ragione i cittadini di Dro nel rifiutare una prima volta la fusione in occasione del precedente referendum, inconcludente per non aver raggiunto il numero legale? Se manca cultura, convinzione, consapevolezza, disponibilità, anche l’eventuale fusione non potrà portare nulla di buono.

Tutto ciò premesso, si interroga il competente Assessore per sapere:

  1. se la predisposizione del rendiconto di esercizio del Comune è istituzionalmente, giuridicamente ed eticamente “appaltabile” a soggetti estranei all’amministrazione, che per forza di cose dovranno comunque avvalersi della collaborazione del personale contabile dell’ente “appaltante”;
  2. quali sono le ragioni per le quali l’amministrazione provinciale, anziché affidarsi alla gelida diffida ad adempiere alla compilazione del rendiconto entro un dato termine, non abbia preferito una soluzione maggiormente istituzionale, attraverso una dilazione della scadenza, un supporto professionale, fornendo essa stessa la tanto agognata “consulenza”, evitando in tal modo le comprensibili ironie suscitate;
  3. se l’impiego di risorse finanziarie nell’iniziativa intrapresa è coerente con i principi della corretta amministrazione;
  4. se è vero che i due comuni citati in premessa sono assistiti da “gestione associata” per i servizi finanziari e contabili, se questa gestione prevede anche la compilazione del rendiconto di esercizio, e se quindi ritiene che l’episodio segnalato segni nel caso l’insuccesso e l’inutilità della gestione associata stessa, quali presagi non certo propizi per una programmata o programmabile fusione tra i due comuni.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 17 gennaio 2018:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata in data 16 dicembre 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5459/XV

 

Risposta ricevuta l’8 febbraio 2018: risposta interrogazione 5459 – Drena e Dro

 

 

 

 

Allegati:

 

Comune di Drena- avviso pubblicazione

 

 

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