Droga in piazza Dante e disagio sociale in aumento

E’ di martedì scorso la notizia diffusa dai quotidiani locali avente ad oggetto la vendita di droga in piazza Dante a Trento. Il fenomeno sembra essere sempre più dilagante e preoccupa leggere che gli utenti maggiormente coinvolti siano i giovanissimi, ragazzi di 16 anni che scelgono di alienarsi dal mondo reale per sprofondare in un baratro di tossico degrado.

Sono molteplici i miei timori di padre, i miei pensieri di consigliere provinciale, e tante sono le domande a cui è difficile rispondere. Innanzitutto, com’è possibile che vengano vendute ogni giorno circa 100 palline di cocaina da iniettarsi? E’ normale nella vita di un essere umano ricorrere all’eroina? Quali sono le responsabilità della politica? Quali le colpe dei genitori?

Non è difficile comprendere il disagio che attraversa la gioventù, e per certi aspetti pare doveroso giustificarlo. Le ragioni di questo tracollo irrazionale sono intrinseche alla società stessa in cui viviamo, la quale è stata svuotata dei tre pilastri posti a suo fondamento: la famiglia, la politica, la religione. Il sistema di valori morali è ormai in crisi e regna un relativismo disarmante.

Le famiglie sono sempre più assenti e a volte rimpiazzate dalla scuola che a torto propaganda strane teorie antropologiche e assume ruoli che non gli appartengono. La politica è incapace di apprestare rimedi definitivi e si perde in giochi di opportunismo. La religione viene ridicolizzata e messa nella condizione di non poter più insegnare alcunché. Ci siamo spogliati dell’anima.

I giovani non vedono prospettive, sono pervasi dalla rassegnazione a cui segue la noia, e l’accettazione di un mondo che non si può cambiare. Pessimismo cosmico, direbbe Leopardi. Angoscia esistenziale, direbbero i simbolisti. Riusciremo un giorno a liberarci di questi fantasmi? La cura potrà essere efficace soltanto se tutti vorranno fare la loro parte, ammettendo per prima cosa di aver fatto degli errori, ma per far questo bisogna prima riconoscerli.

Claudio Cia

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