Espansione impianto motocross a Pietramurata: chi ha autorizzato e chi controlla?

Il Garda trentino è risaputo essere la prima area geografica per indotto legato al turismo della Provincia Autonoma di Trento. I numeri parlano da soli: le presenze sono state di 3.082.683 nel 2013, 3.100.904 nel 2014 e 3.234.391 nel 2015.

In tutta l’area dell’Alto Garda e Ledro è massiccia la presenza di turisti attirati dalla possibilità di praticare determinate discipline sportive, grazie naturalmente alla presenza del Lago di Garda e alla particolare predisposizione del territorio, ma altrettanti sono gli ospiti attratti dal fascino dell’inedito scenario naturale, dove in pochi chilometri la vegetazione tipica del clima alpino si fonde con quella che richiama l’ambiente mediterraneo, alla ricerca di una vacanza rigenerante nei numerosi campeggi e hotel della zona.

Si tratta di paesaggio che oltre ad essere cornice di molte vacanze è anche motore dello sviluppo locale e ricchezza per un territorio che va indiscutibilmente vissuto nel rispetto dello stesso, affinché questa preziosa risorsa possa rimanere inalterata nel tempo.

Risulta che la pista da motocross in località Ciclamino a Pietramurata, nel Comune di Dro, sia stata accettata con fatica dai residenti, sia per gli interventi invasivi che sono stati fatti, sia per il drammatico impatto dal punto di vista dei rumori e delle emissioni dei veicoli, oltreché sul traffico locale in concomitanza con le gare. E’ innegabile però che questa abbia anche prodotto una indubbia risonanza in termini di immagine e promozione del territorio stesso, attraverso le manifestazioni organizzate a livello mondiale.

Quello che si fa fatica a comprendere è come mai a nord-est di quest’area, sopra l’attuale pista da enduro, ci sia stata un’ulteriore espansone legata alla disciplina del trial che, partendo dal confine con la strada statale, destra orografica, ha prodotto uno scempio all’interno di una vasta area boscata, visibile anche da lontano a causa della sofferenza della vegetazione. Non solo, ma è recente un notevole intervento con mezzi meccanici dove sono state realizzate, con consistenti movimenti di terra, delle strade all’interno di un’altra ampia area boscata che si estende a nord di quella appena citata.

Sollecitato da diversi cittadini preoccupati per il danno ambientale, ho effettuato un sopralluogo sul posto dove ho potuto verificare quanto sopra descritto e dove ho trovato in azione degli operai intenti ad accatastare la legna derivante dagli alberi ormai già abbattuti. Da sottolineare che in tutta quest’area è presente una vegetazione di tipo submediterraneo favorita proprio dal clima mite del Garda, con la presenza caratteristica di boschi di leccio e boscaglie di roverella, carpino e orniello. A causa dell’abbattimento e rimozione di queste specie legnose autoctone, stanno crescendo sul suolo varietà cosiddette “aliene” come l’Ailanto, pianta che a causa della forte competizione per le risorse alimentari e per occupazione di spazi è causa di perdita della biodiversità.

L’attuale tracciato ha già ospitato diverse competizioni a livello internazionale come i recenti mondiali di motocross, viene quindi da chiedersi se sia necessario un ulteriore ampliamento dello stesso e soprattutto se questo sia in linea con la politica del territorio portata avanti dalla Provincia.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. la destinazione e la superficie dell’area oggetto dell’attuale intervento;
  2. la quantificazione e l’individuazione degli interventi effettuati su detta area;
  3. se il Comune di Dro abbia rilasciato autorizzazioni in merito;
  4. di chi è la proprietà delle aree interessate dall’intervento di espansione dell’impianto sportivo e se i proprietari ne hanno autorizzato formalmente l’utilizzo;
  5. se detti lavori sono stati autorizzati e da chi, e se non sia forse il caso d’intervenire per bloccare un utilizzo selvaggio di questa zona che gradualmente si sta impossessando di sempre maggior territorio compromettendone, pertanto, sia l’aspetto idro-geologico, sia quello paesaggistico;
  6. quali ditte stanno operando sull’area oggetto di interrogazione;
  7. se esiste un progetto relativo ai lavori oggetto di interrogazione, se ha avuto le autorizzazioni necessarie e se per tale opera sono stati chiesti pareri ai Servizi provinciali ed Enti interessati, quali il Settore Gestione ambientale dell’APPA, l’U.O. Igiene pubblica e prevenzione ambientale dell’APSS, il Servizio Gestione strade, il Servizio Bacini montani, il Servizio Foreste e fauna, il Servizio Geologico, il Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio e il Servizio Utilizzazione acque pubbliche, ed eventualmente quali;
  8. se sono in atto azioni per quantificare eventuali danni;
  9. se è prevista la concessione di finanziamenti da parte della Provincia per le opere oggetto di interrogazione ed eventualmente per quale entità;
  10. se il Corpo Forestale sta seguendo l’evolversi dei lavori e se relativamente a tale area sono già state prodotte segnalazioni ed eventualmente quali;
  11. nel marzo 2010 la Provincia rispondeva ad una interrogazione sul progetto di pista da motocross di Coredo, giustificando lo stesso in quanto “l’attività futura dell’impianto di Pietramurata pare compromessa in quanto l’area su cui insiste la pista sembra destinata alla realizzazione di un impianto per la disciplina del golf”: come mai si giustificava un nuovo impianto a Coredo con l’ipotetica chiusura di quello a Pietramurata, mentre ora si costruisce quello di Coredo, e si amplia pure quello di Pietramurata?

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” dell’11 maggio 2017:

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 19 dicembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata in data 3 maggio 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 4428/XV

 

 

Risposta ricevuta il 6 dicembre 2017: risposta interrogazione 4428 – impianto Pietramurata

 

 

 

 

Le foto del sopralluogo:

 

 

 

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