Estremismo islamico in Trentino, tra moschee abusive ed imam.

E’ un dato di fatto che non tutti i mussulmani sono terroristi, ma è ugualmente vero che i terroristi che in questi giorni hanno ucciso a Parigi e che negli ultimi anni stanno sempre più minacciando l’Occidente sono tutti di fede mussulmana. Da qui la volontà di comprendere come sia possibile che una religione possa generare mostri che uccidono in nome di Dio. Abbiamo davanti a noi dei sanguinari che, per poter essere buoni mussulmani, reputano doveroso togliere la vita agli “infedeli”, convinti che a legittimare le loro azioni sia il Corano.

Al contempo, non sarebbe però intellettualmente onesto generalizzare e pervenire alla conclusione che tutti i mussulmani abbracciano il Male. Al pari nostro, meritano rispetto i tanti mussulmani che si integrano, che rispettano le nostre regole, che rinnegano gli ideali di morte sponsorizzati da certa dottrina islamica. Ricordo che tra le vittime della carneficina francese vi sono diversi mussulmani, così come tra le Forze dell’Ordine (ad esempio un poliziotto che ha rincorso e bloccato un terrorista pronto a farsi saltare in aria); sono loro le prime vittime di una scellerata violenza, di una manipolazione mentale, di un odio distruttivo, di un’ideologia totalizzante.

L’Occidente paga a caro prezzo la sua sordità verso il pensiero della compianta Oriana Fallaci. Celebre un suo passo de La rabbia e l’orgoglio scritto all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle e rivolto “alle persone che si cullano ancora nella prudenza e nel dubbio”: “intimiditi dalla paura di andar controcorrente cioè d’apparire razzisti, non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci”. Occorre bandire la mentalità buonista e guardare con realismo al problema quanto mai attuale. Del resto, Oriana definiva l’Italia come “avamposto comodo strategicamente perché offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà”.

Nell’immaginario dei cittadini si rafforza la convinzione che non esiste un Islam moderato e che i fondamentalisti altro non sono che il vero specchio del Corano. In poche parole, un buon mussulmano per sua stessa natura non potrebbe essere moderato e lo stato di diritto, la libertà, la democrazia, ogni ambito sociale deve per costui essere ricondotto al Corano. Questa purtroppo è la “scienza sacra” che viene predicata nelle moschee, e quando tale pensiero viene estremizzato esso può sconvolgere psicologicamente la vita di un uomo fino a portarlo ad uccidere.

Come abbiamo avuto modo di apprendere dalla stampa locale, nemmeno il nostro territorio è esente dalla presenza di fanatisti islamici. I recenti fatti di Merano e Bolzano resteranno alla storia per le loro incredibili circostanze: un blitz dei Reparti Operativi Speciali dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine internazionale dell’antiterrorismo che porta all’arresto di 7 estremisti islamici in procinto di pianificare attentati. Il pericolo dunque è più che mai concreto anche in Trentino. Possiamo poi aggiungere che diverse sono le strutture in cui abusivamente avvengono predicazioni di imam: via Marino Stenico a Trento o via Abetone a Rovereto per citarne alcuni: chi li controlla? E come? La materia, a ben vedere, è assai ampia e complessa.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quali e quante sono le moschee presenti sul territorio della Provincia legalmente autorizzate, le generalità dei loro imam e se nel corso delle loro prediche adoperano sempre la lingua italiana;
  2. quante moschee presenti sul territorio della Provincia risultano abusive secondo i dati di cui dispone la Provincia anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini, e dove sono dislocate;
  3. quale linea intende adottare la Provincia per monitorare l’estremismo islamico e quali strategie ha attivato a seguito dei fatti di Parigi, quanti soggetti sono stati finora colpiti da ordine di espulsione e quanti di fatto allontanati, quanti sono attualmente presenti in Provincia e classificati come estremisti islamici e loro dislocazione territoriale.
  4. quanti e quali contributi sono stati elargiti negli ultimi 5 anni per attività riconducibili al mondo islamico, sua promozione all’interno delle scuole, attività di culto, ed eventuali.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 16 novembre 2015. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2373/XV

 

 

 

Risposta ricevuta il 17 marzo 2016: risposta interrogazione – Provincia e associazioni islamiche

 

 

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