Ex Villa Rosa ed ex Artigianelli, a che punto è l’iter del protocollo d’intesa tra Provincia e Comune per il recupero delle strutture?

Con comunicato stampa n. 1303 del 26 maggio 2017, la Provincia di Trento annunciava l’approvazione del protocollo d’intesa tra la stessa e il Comune di Pergine Valsugana. “Il rilancio economico, turistico e sociale di un territorio passa anche attraverso importanti investimenti in infrastrutture pubbliche […] – si legge nel comunicato –Perché questi obiettivi possano tradursi in realtà la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Pergine Valsugana si impegnano a collaborare con un protocollo d’intesa, il cui schema è stato approvato oggi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi”.

Parte di questa collaborazione includeva l’istituzione di un tavolo tecnico, composto da rappresentanti di Comune, Provincia e Patrimonio del Trentino S.p.a. per valutare «anche dal punto di vista finanziario e del reperimento delle risorse, gli interventi necessari e le modalità esecutive, in particolare individuando i beni immobili oggetto di riqualificazione e valorizzazione, farne la stima e sceglierne la futura destinazione».

Con i soldi ricavati dalla valorizzazione di immobili in disuso di Comune e Provincia, questa in sintesi la formula prevista, saranno costruite le nuove strutture sulla base delle necessità della comunità. Sono infatti molti gli immobili pubblici inutilizzati: solo quelle di proprietà della Provincia valgono circa 120 milioni. «Un valore nominale — spiegava ai quotidiani l’allora assessore al patrimonio Gilmozzi — che può aumentare di molto se gli immobili vengono valorizzati». Ma come trasformare in qualcosa di utile per il territorio strutture in disuso e in preda ai vandali, come l’ex Villa Rosa in località Maso Grillo, o l’ex Artigianelli a Susà di Pergine, solo per citare le più evocative?

Qui entra in gioco Invimit sgr, società controllata dal ministero dell’Economia, la cui missione, come riporta il sito ufficiale, è sintetizzabile nella “volontà di contribuire positivamente allo sviluppo e alla valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici, sia attraverso la leva urbanistico-edilizia che perseguendone una più ampia e profonda rigenerazione, anche sul piano del risparmio energetico e della riduzione dell’impatto sull’ambiente”, assumendo un ruolo di “cerniera” tra i soggetti pubblici, proprietari di ingenti patrimoni immobiliari, e il mercato. L’idea era che Invimit, Provincia e Comune di Pergine costituissero un fondo immobiliare nel quale conferire gli immobili provinciali e comunali inutilizzati. Poi gli esperti del tavolo tecnico avrebbero dovuto proporre le loro valutazioni, e una volta definito l’elenco degli immobili conferiti e il loro valore, un bando avrebbe dovuto individuare una società di gestione del risparmio “che opererà a condizioni di mercato per valorizzare gli immobili” (così riportava la stampa). Una volta individuati dei progetti appetibili il Comune si impegnava con una procedura accelerata prevista nel protocollo, ai necessari cambi di destinazione d’uso. Rivendendo gli edifici valorizzati, la società di gestione del risparmio avrebbe dovuto realizzare un utile che, in parte, sarebbe servito a pagare le nuove strutture, il resto cartolarizzato e restituito ai conferitori, cioè Provincia, Comune e Invimit. Per la realizzazione di alcune opere non sarebbe stato neppure necessario attendere la riqualificazione e la vendita degli ex immobili in disuso, essendo previsto il finanziamento delle ostesse al momento della costituzione del fondo.

Per il momento ciò si vede è purtroppo il degrado desolante delle strutture in disuso, come l’ex Villa Rosa, o l’ex Artigianelli a Susà di Pergine, già oggetto di interrogazioni provinciali da parte dello scrivente consigliere per via della “discutibile” permuta – per non definirla assolutamente svantaggiosa per l’ente pubblico – portata a compimento dalla precedente Giunta provinciale (dicembre 2014).

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  1. quale sia lo stato dell’arte dell’iter intrapreso con il protocollo d’intesa tra Provincia e Comune di Pergine Valsugana del maggio 2017 citato in premessa;
  2. se l’attuale Giunta provinciale ritenga prioritario, dopo decenni di realizzazioni di nuove strutture (e altrettanti abbandoni) avere un ruolo propulsivo nella razionalizzazione degli immobili di proprietà pubblica attualmente non utilizzati o che necessitano di ingenti investimenti per la loro necessaria funzionalità;
  3. se indipendentemente dal protocollo, sono note richieste da parte di soggetti privati interessati al recupero di immobili di proprietà della Provincia attualmente in disuso;
  4. quanto è costato, negli ultimi 5 anni, il mantenimento, sorveglianza, e messa in sicurezza degli immobili di proprietà della Provincia attualmente non utilizzati.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Le immagini del sopralluogo dell’8 febbraio 2019 all’ex Villa Rosa di Pergine Valsugana:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata l’8 febbraio 2019. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrgoazione n. 232/XVI

 

 

 

Sopralluogo del consigliere provinciale Claudio Cia (AGIRE) all’ex Villa Rosa di Pergine. Fino a pochi anni fa ospedale riabilitativo, ora devastata dai vandali. Una situazione di estremo degrado documentata fotograficamente sulla sua pagina Facebook. Nella precedente legislatura il consigliere di AGIRE ha portato in evidenza in numerose occasioni il grande patrimonio di immobili inutilizzati di proprietà pubblica, un impegno che intende continuare a portare avanti anche ora che è in maggioranza. Lo fa con una nuova interrogazionequi riportata.

 

 

 

L’articolo sul “Trentino” online: Ex Villa Rosa, Cia torna all’attacco

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Necessario recuperare l’ex Villa Rosa e l’ex Artigianelli a Susà

 

L’articolo su “Gazzetta delle Valli”: Ex Villa Rosa di Pergine Valsugana, interrogazione di Claudio Cia

 

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 9 febbraio 2019:

 

 

 

 

 

La mia interrogazione nella precedente legislatura sul complesso ex Artigianelli a Susà di Pergine, esattamente dall’altra parte della valle rispetto all’ex Villa Rosa: Complesso “ex Artigianelli” a Susà di Pergine: acquisito dalla Provincia e lasciato al degrado

 

 

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