La famiglia al centro del bilancio provinciale con diversi strumenti per andare incontro alle esigenze delle famiglie.

L’iniziativa del prestito per i giovani che vogliono crearsi una famiglia, anticipando le risorse necessarie a sviluppare un progetto di vita, sicuramente è un segnale forte, un passo avanti nel tentativo di dare una scossa immediata al calo della natalità, problema che affligge anche il Trentino.

Va riconosciuto che l’attenzione alla famiglia da parte della Giunta non nasce oggi, ma è parte fondamentale del nostro programma di coalizione, portato avanti con altre iniziative come il bonus bebè o gli interventi sulle rette degli asili nido, tutti strumenti che presi singolarmente non sono risolutivi, ma insieme cercano di andare incontro alle esigenze delle famiglie in diversi momenti di impegno economico. Un’attenzione che sicuramente deriva dall’operazione di ascolto che il Presidente sta portando avanti in prima persona dai primi giorni del suo insediamento. Non c’è dubbio che questa manovra è improntata al pragmatismo, e in politica bisogna essere pragmatici. Volendo essere più visionari, questi strumenti possono essere visti come i primi passi di un percorso più lungo.

Il mio auspicio è che in futuro si riesca a sviluppare un modello dove si dia al genitore la possibilità di rimanere con il proprio figlio nei primi tre anni di vita (periodo in cui al genitore va assicurato il mantenimento del posto di lavoro e il pagamento dei contributi figurativi o la previdenza complementare). Proprio qui, potrebbe intervenire l’ente pubblico, Provincia o Regione che sia, aiutando le imprese con un fondo per coprire le spese per la sostituzione temporanea del dipendente che ha scelto di rimanere accanto al figlio. Questo avrebbe molteplici ricadute sociali. Sono sicuro che ciò porterebbe a una gestione familiare più serena, sicuramente più attenta alle necessità del bambino e dei genitori, con un minor grado di stress a beneficio del clima famigliare. Oltre a ciò vi sarebbe un minor costo per l’ente pubblico, dovuto alla minore necessità di assicurare posti negli asili nido e a un minor rischio di patologie correlate ad esso.

La strada è ancora lunga, perciò va riconosciuto l’impegno dalla Giunta nella direzione della famiglia, con misure che potranno aiutare significativamente la natalità nel nostro Trentino, rendendolo sempre più un territorio dove vale la pena progettare un futuro.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 13 dicembre 2019:

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