L’Unione Famiglie Trentine all’Estero viene colonizzata dal Partito autonomista?

Di recente un’assemblea dei soci dell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero ha rinnovato l’intero direttivo. Un direttivo che, rispetto al precedente, ha una ben precisa caratteristica: praticamente tutti gli eletti sono di provenienza del Partito Autonomista Trentino Tirolese! Alcuni addirittura svolgono attività dirigenziale.

Mauro Verones, scelto come nuovo Presidente, lo troviamo ad esempio nel Consiglio del PATT, nonché come dipendente del gruppo consiliare del PATT presso il Consiglio provinciale (solo pochi giorni dopo, ironia della sorte, sanzionato con 11.000 di multa da Bankitalia come ex consigliere della ex Cassa Rurale della Valle dei Laghi in quanto insieme agli altri vertici ritenuto responsabile di carenze nell’organizzazione, nei controlli interni e nella gestione del credito, dopo che una ispezione dell’organismo di controllo nazionale aveva accertato i conti del 2015 in rosso per 21,4 milioni di euro).

Nel nuovo Cda troviamo poi Simone Marchiori, nientemeno che giovane vicesegretario politico del PATT, dipendente dell’Ufficio del Vicepresidente del Consiglio regionale sempre in quota PATT, candidato alle provinciali 2013 e da recenti notizie sulla stampa locale mai smentite, dato già come candidato alle prossime elezioni nazionali per la Camera dei Deputati e come successore dello stesso Panizza alla guida del partito; Daiana Boller, responsabile del movimento femminile del PATT e candidata alle provinciali 2013, che sulla pagina Facebook dell’Unione promuove gli incontri organizzati dal Vicepresidente del Consiglio regionale Ossanna (PATT) e con insostituibile presenza del Senatore Panizza (PATT); Alessio Osele, fresco di nomina nel direttivo della sezione PATT di Trento come “responsabile dell’immagine”; Giancarlo Filoso, a suo tempo presidente del PATT di Levico, precursore dell’attuale presidente della Camera Laura Boldrini quando dichiarava nel 2008 Gli extracomunitari sono una risorsa. Occhio alle ronde, troppo pericolose”; un altro consigliere del nuovo Cda, Paolo Praindel, risulterebbe iscritto al PATT. In tal modo la dirigenza del PATT ha raggiunto un preciso obiettivo: quello di avere nell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero la longa manus del partito.

A questa Assemblea, svoltasi per l’esattezza il 27 aprile 2017, il Consiglio di amministrazione dell’Ufte era arrivato dopo una serie di travagliate vicende interne, dovute in parte alla gestione della presidente, dott.ssa Giorgia Pezzi (anche quest’ultima in quota PATT nel Consiglio del partito, nonché dipendente dell’Ufficio del Vicepresidente del Consiglio regionale Ossanna sempre del PATT), in parte alla volontà non conclamata ma esplicita di modificare lo Statuto e la natura dell’Ufte, eliminando la finalità della solidarietà internazionale e verso i discendenti degli emigrati trentini, trasformando di fatto l’Unione in un circolo pseudo culturale utile per organizzare festicciole e serate informative in provincia di Trento, ovviamente con i contributi della Provincia.

Questo aveva provocato la reazione di una parte dei consiglieri che, oltretutto, hanno visto la risicata maggioranza del Consiglio bocciare ed affossare definitivamente un importante progetto di solidarietà da realizzarsi nel Chaco (Argentina). Si voleva realizzare un asilo infantile dove accogliere bimbi in tenera età, figli di ragazze madri vittime di violenza, ma la presidente tanto ha fatto che ha bloccato il tutto, rinunciando perfino ad un contributo di 35 mila euro che la Regione aveva già assegnato e depositato per tale opera. Da tenere presente che era già stata realizzata la recinzione del terreno dove dovrebbe sorgere la struttura progettata – dono della Comunità della Valle dei Laghi – e sono già depositati ben 30.000 mattoni donati dalle imprese del luogo, inoltre l’amministrazione comunale di Machagai (Chaco) – che ha già donato il terreno – ha messo a disposizione la manodopera fino a conclusione dei lavori.

A fronte di questo tentativo di modificare le finalità dell’Ufte una parte dei consiglieri si era opposto. Ci sono state sedute incandescenti e due consiglieri si erano addirittura dimessi. Di qui la convocazione di un’Assemblea straordinaria, in data 11 marzo 2017, che aveva sfiduciato la presidente e tutto il Cda e la successiva convocazione dell’Assemblea di data 27 aprile per la nomina del nuovo direttivo.

In questo lasso di tempo, cioè fra l’11 marzo e il 27 aprile, la presidente, seppur sfiduciata, convocava in data 24 marzo il Cda sfiduciato con all’ordine del giorno i seguenti argomenti: surroga consiglieri (cioè dei due che erano in precedenza dimessi), approvazione di nuovi soci, presentazione ed approvazione bilancio consultivo 2016, presentazione ed approvazione bilancio preventivo 2017/18, valutazione iter Statuto (da tempo era all’o.d.g. la modifica dello Statuto con l’intento di cancellare il volontariato come tale).

La prima domanda è come mai una presidente sfiduciata abbia potuto convocare un Consiglio di amministrazione. Ma l’illegittimità non si ferma qui. Alla seduta erano presenti tre consiglieri, numero insufficiente per aprire i lavori (il CdA è di nove componenti). Ma la presidente non si è persa d’animo: al posto dei due consiglieri dimissionari ha fatto nominare seduta stante due nuovi consiglieri, uno dei quali tra l’altro ricoprente la carica di probiviro e quindi teoricamente non eleggibile se non dopo aver rinunciato alla carica di proboviro. Con questa manovra assolutamente irrispettosa delle regole il Consiglio ha poi proseguito i lavori, dando per approvati sia il bilancio consuntivo 2016 che il preventivo 2018. Sono stati poi approvati i verbali delle sedute precedenti, tutti verbali contestati tanto che provocarono le dimissioni dei consiglieri sopra menzionati. Di fatto una specie di golpe “trentino-tirolese”.

Trattandosi di una seduta assolutamente illegittima per i motivi sopra esposti va da sé che i due bilanci non possono considerarsi legalmente approvati. In sostanza si tratta di due documenti che non hanno avuto regolare approvazione e che tuttavia – si presume – verranno inviati in Provincia come regolarmente approvati al fine di giustificare contributi richiesti e contributi da chiedere pro 2018.  La Provincia dovrà tenere conto di questo per non avallare a sua volta mistificazioni utili solo per ricevere i circa 80/100 mila euro che permettono all’Unione di vivacchiare, come fatto in questi due anni passati. Ma c’è un’altra domanda: se l’Unione non svolge attività di solidarietà anche verso i nostri emigrati (come di fatto non ha svolto negli ultimi due anni) perché dovrebbe avere soldi pubblici. Per promuovere l’immagine del PATT sul territorio provinciale?

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se è al corrente delle ultime vicende dell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero e della nomina del nuovo direttivo, marcato prepotentemente dal Partito Autonomista Trentino Tirolese;
  2. se ritiene di dover dare disposizione ai propri Uffici affinché verifichino la legittimità degli ultimi atti dell’Unione con riferimento alla seduta del 24 marzo u.s.;
  3. se ritiene di dover dare disposizione ai propri Uffici affinché accertino la validità dei documenti contabili presentati negli ultimi due anni in Provincia quali giustificativi per la richiesta di contributi finalizzati a sostenere iniziative per gli emigrati di origine trentina;
  4. alla luce della mancanza di iniziative a favore degli emigrati di origine trentina negli anni 2015/2016 e 2017 se ritiene di dover verificare la legittimità – ovvero se siano giustificati – dei contributi assegnati all’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero e se non ritenga opportuno sospendere i finanziamenti;
  5. se non si ritiene opportuno verificare se considerando l’accordo intercorso stipulato e sotto firmato tra la “Fundacion Camino a un Arcoiris” e la Ufte richiesto ai fini del finanziamento Pat della costruzione dell’asilo infantile, non sussistano i presupposti per valutare un danno economico in seguito alla mancata realizzazione dell’opera.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata in data 7 giugno 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 4616/XV

 

 

Risposta ricevuta l’11 novembre 2017: risposta interrogazione 4616 – Famiglie trentine all’estero

 

 

 

 

Per approfondire:

 

 

la precedente interrogazione: Il PATT vuole trasformare l’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero in circolo culturale?

 

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Unione Famiglie Trentine all’Estero colonizzata dal PATT: ha senso continuare con contributi per la solidarietà internazionale?

 

 

 

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