Follia di anarchici e centri sociali in centro città: violenti per motivare la loro esistenza

Questa è una città strana, nella quale pochi soggetti riconducibili a centri sociali e area anarchica, nel nome dell’antifascismo e della libertà (evidentemente la loro) si sentono autorizzati a utilizzare metodi squadristi in nome della propria ideologia, evidentemente così abituati anche da una certa politica che negli anni li ha assecondati.

Personaggi che girano incappucciati, con bottiglie e spranghe  danneggiando il centro città, con lanci di pietre verso questura e carcere, tutto in protesta verso gli arresti seguiti ad una vile aggressione ad un gazebo nel centro di Trento. Sempre più si evidenzia il divario tra una città fatta da cittadini onesti, tenuti a rispettare ogni regolamento, e una dei “furbi”, che possono fare quello che vogliono senza che nessuno gliene chieda conto.

Si esprime solidarietà a chi ha subito la violenza di questi personaggi, in particolare ai poliziotti che nell’aula del tribunale si sono visti sputare addosso da uno di questi: un gesto ignobile, che qualifica da solo l’autore. Si esprime altresì preoccupazione per quei politici che ancora vorrebbero giustificarli.

Questi personaggi hanno confermato ancora una volta di aver bisogno di inventarsi un nemico per motivare la loro esistenza.

Cons. Claudio Cia

 

La lettera sul quotidiano “l’Adige” del 25 ottobre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 23 ottobre 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Follia di anarchici e centri sociali per motivare la loro esistenza

 

 

 

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