Forti dubbi sulla legittimità della delibera “estiva” del Comune di Rovereto

Il consigliere regionale Claudio Cia interviene con una interrogazione sulla deliberazione del Comune di Rovereto che ha recentemente introdotto modifiche radicali nell’assetto organizzativo delle strutture, dell’organigramma e della pianta organica comunale, evidenziando dei possibili vizi di legittimità.

Nello specifico Cia evidenzia come l’adozione della deliberazione non è di competenza della Giunta comunale, ma invece del Consiglio comunale, secondo quanto disposto dal Testo Unico delle leggi regionali sull’ordinamento dei Comuni della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige che attribuisce al Consiglio comunale la competenza deliberatoria, quindi una competenza assoluta, sulla “disciplina del personale non riservata alla contrattazione collettiva e le dotazioni organiche complessive”. Pertanto nella deliberazione della Giunta comunale di Rovereto n.118 dell’1 agosto 2016 si ravvisa vizio di legittimità per incompetenza e in violazione di legge in quanto adottata da un Organo (la Giunta comunale) non competente a deliberare poiché la materia è esplicitamente attribuita dalla legge al Consiglio comunale. La competenza dell’Organo deliberante è uno degli elementi essenziali per la validità della deliberazione, che nel caso di specie manifesta invece motivo di nullità.

Al riguardo, Cia sottolinea come traspaia anche la volontà di escludere il Consiglio comunale dalle scelte trattate in merito, visto che per l’adozione deliberazione si è attesa la pausa estiva dei lavori del Consiglio. Ecco che il consigliere interroga la Giunta regionale per chiedere se la deliberazione della Giunta comunale di Rovereto, che dovrebbe divenire esecutiva il 14 agosto, manifesti vizi di legittimità per incompetenza dell’Organo deliberante e violazione di legge, determinando così la nullità del provvedimento.

La stessa deliberazione riferisce inoltre in premessa che “…l’Amministrazione comunale, su proposta del Direttore generale, ha quindi condiviso di procedere alla riorganizzazione della struttura organizzativa comunale…” risulta pertanto, con inequivocabile chiarezza, che il proponente del provvedimento non è un Organo del Comune titolato, ma una figura di nomina politica e fiduciaria quale il Direttore generale. Cia evidenzia come il Direttore generale, di nomina politica e fiduciaria, non solo cura l’istruttoria della deliberazione, ma rilascia anche il “Parere in ordine alla regolarità tecnico–amministrativa”, nonostante questo sia di specifica competenza del Segretario comunale. Si evidenzia quindi un’ulteriore violazione di legge, che anche nel caso la deliberazione fosse stata assunta dall’Organo competente (il Consiglio comunale) è però motivo di annullabilità della deliberazione, poiché il Direttore generale, peraltro in un contesto che favorisce visibilmente proprio lo stesso, si sostituisce nelle funzioni che la legge inequivocabilmente e tassativamente assegna al Segretario comunale. Claudio Cia chiede quindi per quale motivo e con quale legittimazione il “Direttore generale” del Comune di Rovereto si sia sostituito al Segretario comunale e se questo rientri nelle cause di annullabilità.

Il Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento del Personale dei Comuni della Regione Autonoma Trentino–Alto Adige dispone che “Il direttore generale è nominato dal sindaco che lo sceglie tra il segretario dell’Ente, un dirigente di ruolo ovvero un dirigente assunto con contratto a tempo determinato”. Pertanto, presupposto e requisito necessario per l’incarico di Direttore generale è quello di essere in già possesso della qualifica di “Dirigente” al momento della nomina. Dal “curriculum vitae” presentato dall’attuale “nominato” all’incarico di Direttore generale del Comune di Rovereto e agli atti del Comune di Rovereto, si può constatare che il medesimo proviene dai ruoli della Provincia Autonoma di Trento ed è “Funzionario amministrativo” della Provincia Autonoma di Trento e con tale qualifica in comando presso il Comune di Rovereto.

Da questo si desume che alla data della pubblicazione del Bando di data 2 ottobre 2015 non possedeva la qualifica di “Dirigente” prevista quale presupposto imprescindibile per l’accesso alla selezione pubblica e successiva nomina concernente l’incarico di “Direttore generale” del Comune di Rovereto ed in mancanza di tale qualifica, il sopra citato “Funzionario amministrativo” non poteva ottenere l’ammissione a tale selezione né in conseguenza poteva ottenere l’incarico di Direttore generale del Comune di Rovereto. Cia chiede a questo punto se debba essere annullata la nomina all’incarico di “Direttore generale” nella persona dell’attuale nominato e riaperto l’accesso all’incarico derivante dalla graduatoria dell’attuata selezione pubblica.

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 14 agosto 2016:

Nuovo assetto dirigenti in Comune, i dubbi di Cia

La lettera sul quotidiano “l’Adige” del 17 agosto 2016:

Valzer di dirigenti illegittimo

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 13 agosto 2016.

 

 

In allegato a fondo pagina l’articolo del quotidiano “Trentino” del 14 agosto 2016 e la lettera sul quotidiano “l’Adige”.

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