Gestione dei migranti in Trentino, un’accoglienza fine a sé stessa senza prospettive per il futuro.

Ragazzi stranieri poco più che ventenni che vendono il loro corpo in cambio di denaro a Trento e Rovereto. La prostituzione maschile, fenomeno non certo diffuso in Trentino, è purtroppo una realtà, seguito della progressiva degenerazione della tanto decantata integrazione in salsa trentina. Sono infatti numerose le segnalazioni in proposito: nella zona dei “Murazzi”, poco prima di Rovereto, e in via Brennero a Trento, la notte si possono notare giovani migranti a lato strada, che offrono prestazioni sessuali agli automobilisti di passaggio.

Si tratta di un modello di accoglienza fine a sé stessa, senza la garanzia di una sicurezza sociale per queste persone. Il vero problema è capire quali progetti ci sono per il futuro, da parte della Provincia. Di questo passo rischiamo di creare le condizioni per conflitti sociali profondi, di cui abbiamo già avuto esempi nelle nostre città. Con queste farraginose politiche dell’accoglienza abbiamo inoltre messo in moto spregevoli dinamiche di emarginazione, come dimostrano le numerose segnalazioni.

I numeri parlano chiaro e fanno cadere il velo di buonismo e ipocrisia tenuto in piedi da questa Giunta: al 30 giugno 2016, su 252 migranti che hanno ottenuto risposta dalla Commissione che valuta le domande di protezione internazionale, ben 179, cioè il 72%, non hanno ottenuto risposta positiva. Significa che la maggior parte delle persone che accogliamo in Trentino non hanno diritto allo status di rifugiati e, quindi, cosa fanno queste persone in Trentino? Come si mantengono? Come passano la loro giornata?

È normale che se non si danno possibilità concrete, la via più facile da seguire è quella dello spaccio, dei piccoli furti, oppure, come dimostrano le sempre più numerose segnalazioni, della prostituzione. È peraltro recentissima la notizia dell’allontanamento di tre profughe dal centro di accoglienza di Rovereto per un sospetto caso di sfruttamento della prostituzione. Segno che i casi problematici legati all’accoglienza ci sono.

In merito alla prospettiva comunicata a mezzo stampa dall’assessore Zeni, di un aumento degli arrivi in Trentino e della conseguente inevitabilità di utilizzare gli alberghi, pare che l’Assessore sia in stato confusionale. Solo qualche giorno fa si parlava del raggiungimento del tetto massimo di migranti ospitati in Trentino, sulla scorta dei dati forniti dal Viminale, ora si intima agli amministratori locali di mettere a disposizione strutture private o in alternativa si provvederà con alberghi. Il passo successivo sarà occupare i campeggi?

Sarebbe interessante sapere quanti sono i politici che hanno messo a disposizione una casa, dando “il buon esempio” ai cittadini a cui chiedono l’ennesimo sacrificio. Abbiamo già superato la capacità di accoglienza, ed ora si vuole preparare l’opinione pubblica all’idea di altri arrivi, 9 persone per ogni 1000 arrivate in Italia, come sostiene l’assessore. Una situazione difficilmente gestibile, visti i risultati raggiunti finora.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. se risulta confermata la presenza di giovani stranieri che si prostituiscono a Trento e Rovereto;
  2. quali prospettive sono previste per quei migranti, la grande maggioranza, che non ricevono lo status di rifugiati?
  3. quali sono le prospettive concreta di nuovi arrivi in Trentino nei prossimi mesi e anni, anche alla luce delle proiezioni delle previsioni nazionali?
  4. in merito alla proposta di utilizzare le strutture alberghiere per l’accoglienza, si è stimato l’impatto che questa scelta potrebbe avere sull’immagine del territorio e quindi sul turismo e sul suo indotto?

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 12 agosto 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3428/XV

 

 

Risposta ricevuta l’1 settembre 2016: risposta interrogazione 3428 – gestione migranti

 

 

 

 

L’articolo dopo la risposta: La trappola dell’accoglienza, Zeni: migranti senza status rifugiato “non hanno alcuna prospettiva”

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