Nelle Giudicarie a lezione con l’Imam senza interpellare i genitori?

“L’imposizione ideologica quando entra in una scuola, per giunta senza che i genitori sappiano nulla, è sempre una cosa non positiva”.

Lo dice il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia, a proposito della decisione dell’Istituto comprensivo del Chiese “Don L. Milani” – Valli Giudicarie – di far intervenire un Imam per affrontare il tema dell’Islam, senza alcun preavviso.

“Lo scopo della scuola è sicuramente quello di trasformare gli specchi in finestre e la conoscenza delle religioni è di certo una cosa positiva, che a scuola va insegnata – ha aggiunto Cia – ma non può che rendere perplessi la scelta dell’Istituto di invitare un Imam ad insaputa dei genitori degli studenti, i quali dovrebbero essere sempre informati sui temi e sui percorsi della didattica, e al di fuori di un contesto più ampio e comparato, magari con la presenza di più esperti e diversi rappresentanti di altre fedi”. Cia denuncia che oggi questo modus operandi ha indotto alcuni genitori a non mandare a scuola i propri figli.

Infine, si è chiesto Cia, “perché, se qualcuno volesse organizzare un incontro su altri temi rilevanti, come la disabilità, ci vogliono permessi e contropermessi, mentre si è potuto organizzare alla chetichella, in quattro e quattr’otto un faccia a faccia tra gli studenti e la guida spirituale dell’Islam? Bisogna rifuggire dalle imposizioni delle idee, soprattutto a scuola”.

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 15 ottobre 2016:

limam-invitato-a-scuola-cia-sarrabbia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 13 ottobre 2016:

Cia contro l'imam a scuola

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 26 ottobre 2016:

L'imam in classe fa parte del programma

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 13 ottobre 2016.

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