Relazione del Presidente Fugatti, Cia: “Meno retorica e più concretezza nelle piccole cose, ecco perchè i trentini ci hanno dato fiducia”.

Grazie Presidente,

ho seguito con interesse gli interventi dei colleghi della minoranza espressi in quest’aula, ma anche quelli riportati nei giorni scorsi dai media locali, e devo dire che in alcuni momenti mi è sembrato di assistere ad una puntata del Grande Fratello, con i vari opinionisti in studio che devono riempire l’ennesima puntata con le loro elucubrazioni e possibilmente fomentare lo scontro per aumentare l’interesse e quindi l’audience.

Vi sembrerà strano, ma io questa volta devo dare ragione al consigliere Ghezzi, perché in effetti, come da lui affermato, il discorso del Presidente Fugatti non è stato propriamente istituzionale… è stato infatti un discorso estremamente umano. E forse proprio per questo, perché umano, è stata una sorpresa per molti, per qualcuno addirittura difficile da comprendere, dimostrando ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, l’enorme distanza dalla normalità vissuta dalla gente trentina: per questo il centrosinistra è stato bocciato dai cittadini trentini alle elezioni provinciali e prima ancora alle elezioni nazionali, ma nonostante ciò insiste a ergersi come entità giudicante, trascinato da una presunta superiorità culturale che lo porta a snobbare, bocciare e giudicare negativamente qualunque pensiero che non sia il proprio.

Abbiamo sentito in questi giorni esponenti della sinistra rilasciare numerose interviste, per tornare al concetto degli “opinionisti”, che hanno provato a distrarre l’attenzione concentrandosi su due sole parole pronunciate dal Presidente Fugatti: Presepe e Crocifisso. Sono bastati questi due simboli, richiamati con delicatezza nel discorso del Presidente, per mandarli in delirio e vederli sperticare in curiose esegesi bibliche.Amerai il prossimo tuo come te stesso”… qualcuno si è anche scomodato con le citazioni evangeliche, pensando che magari il “prossimo” significhi semplicemente “avanti il prossimo!”; senza ricordare che in italiano il “prossimo” è il tuo “vicino”… altra dimostrazione che hanno perso il contatto con la realtà e a forza di puntare all’“avanti il prossimo!”, sempre ed esclusivamente con le risorse dei trentini, si sono dimenticati di chi è loro più vicino, dei propri concittadini. È soprattutto per questo che hanno perso le elezioni, nel caso lo avessero già scordato. A loro che si ritengono gli unici in tante cose, i più belli, i più buoni e ancor di più quando si tratta di essere accoglienti, io dico che non si è accoglienti se non si è attenti alle nostre famiglie con figli; non si è accoglienti se non si è attenti ai nostri giovani costretti a scappare all’estero per costruirsi un avvenire; non si è accoglienti se non si è attenti ai nostri anziani che vivono con 500 euro al mese e soffrono la solitudine; non si è accoglienti se non si è attenti ai cittadini costretti a rivolgersi al privato per una diagnosi e una cura in tempi ragionevoli; non si è accoglienti se non si sanno riconoscere queste e tante altre voci di preoccupazione che chiedono solo di essere ascoltate, prese sul serio. Il centrosinistra da tempo ha perso la capacità di rappresentare la politica come l’arte di decifrare e interpretare le preoccupazioni e i bisogni della gente perché questo presuppone umiltà e capacità di stare in mezzo alla gente, cosa di cui evidentemente è privo.

Io vorrei fare alcune brevissime considerazioni su quello che c’è nella relazione del Presidente, non su quello che non c’è. Abbiamo sentito numerosi consiglieri della minoranza riempire i loro discorsi con quello che avrebbero voluto sentire e con quello che secondo loro avrebbe dovuto esserci nella relazione del Presidente… sicuramente interessante perchè c’è sempre occasione per prendere spunto per migliorarsi, ma ricordo che hanno avuto alcune legislature come maggioranza di governo per inserire i loro pensieri e le loro visioni nei loro discorsi e possibilmente concretizzarli. Sempre ricordando il risultato elettorale, i trentini ci hanno dato fiducia anche perchè sono stufi degli esercizi di retorica e vorrebbero meno parole sui massimi sistemi e più concretezza nelle piccole cose. Se vogliamo ricordare la relazione di insediamento della precedente legislatura, era tutta incentrata sui giovani e il loro futuro… un’immagine sicuramente positiva e bucolica, peccato che il tasso di disoccupazione giovanile dal 2010 al 2016 in Trentino è salito dal 15,3% fino al 24,2% e nel 2005 era al 10,5% (dati Ispat).
Ecco che della relazione del Presidente Fugatti ho apprezzato come finalmente siano spariti certi toni auto-referenziali e la falsa positività con la quale avevamo imparato a convivere, sostituiti invece da toni più umili, semplici, concreti. Nella precedente legislatura ho già avuto modo di citare una massima che dice come “I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere”. In questi giorni e anche in quest’aula abbiamo sentito tanti dirci cosa dobbiamo vedere, a differenza invece della relazione del Presidente nella quale ci è stata proposta una direzione. Una direzione che propone un modello di società diverso da quello che in questi anni ci è stato imposto dall’alto da una sinistra che ha rinunciato al buon senso, arrivando ad apparire pure ridicola su certi temi, tra i quali le questioni sulla famiglia, sul genere e altro ancora. A proposito di famiglia e genere, essi, piaccia o meno, traggono origine dalla natura, quella natura a cui la sinistra vorrebbe sostituirsi con strampalate teorie. Signori e signore fatevene una ragione, due padri non fanno una madre e i figli nascono per essere accolti in una famiglia e non messi in vendita come dei comuni prodotti con tanto di listino prezzi per essere commercializzati. Siete talmente ingabbiati dalla vostra ideologia, che non vi siete ancora accorti che i trentini in questo vi hanno abbandonato, non vi seguono più.

Della relazione ho apprezzato soprattutto la visione che ne esce di una squadra di governo, e della voglia di lavorare in gruppo, cercando di valorizzare il più possibile le qualità di ognuno. E’ una visione che si riflette in tutto il discorso del Presidente Fugatti sul Trentino intero: siamo una terra che ha così tante potenzialità inespresse, e il dovere di chi la governa non è certo inserirsi in ogni ingranaggio del sistema per essere onnipresente, quasi asfissiante, ma al contrario saper farsi da parte e lasciare che queste potenzialità possano esprimersi da sole liberamentesenza tanti condizionamenti. Una Provincia che da matrigna vuole tornare ad essere madre, e una buona madre sa anche quando tenersi in disparte e lasciare libertà di iniziativa ai propri figli, se l’obiettivo è il loro bene. Stesso apprezzamento vale per i riferimenti, contenuti nella relazione, ad un Trentino con una personalità più definita. Per anni abbiamo cercato di copiare dai nostri vicini dell’Alto Adige, per una sorta di sindrome che ci porta a vedere l’erba del vicino sempre più verde, ma come spesso accade le cose copiate e non nate maturando un proprio percorso spesso non raggiungono lo stesso livello dell’originale, e così ci siamo ritrovati nell’ultimo periodo sempre a rincorrere. Finalmente nel discorso del Presidente vedo un Trentino che ha voglia di intraprendere una propria strada, con un pizzico di orgoglio e amor proprio, ma soprattutto con più consapevolezza, sia dei propri limiti che delle proprie potenzialità.

In tempi non sospetti, quando erano in pochi ad avvicinarsi alla Lega e ancor di meno quelli che si dichiaravano leghisti, ho creduto che lei, Presidente Fugatti, sarebbe stato un buon presidente e per questo non ho esitato a far conoscere il mio pensiero e a insistere su questo. Dai primi passi intrapresi dalla Giunta che presiede, oggi ne sono ancora più convinto. Conti sulla mia lealtà che, è bene precisare, è cosa ben diversa da una passiva fedeltà: infatti la mia azione politica sarà caratterizzata sì dalla lealtà, ma anche dalla franchezza. E la franchezza mi porta a metterla in guardia, dai tanti cortigiani e mercenari che solo oggi sono pronti a schierarsi con lei, a dichiararsi di fede leghista, perché vede Presidente, gli opportunisti abbondano sempre al cospetto dei vincitori perché sperano di trarne beneficio, ma sono anche quelli che all’occorrenza le volteranno le spalle per salire su un nuovo carro. La franchezza mi porta a chiederle di operare con determinazione per restituire credibilità alla pubblica amministrazione spesso tenuta in ostaggio da politici e, qualche volta, anche da dirigenti che non hanno a cuore la giustizia e il bene comune. La franchezza mi porta ad auspicare, Presidente Fugatti, che i concorsi pubblici tornino a premiare solo il merito, indipendentemente da chi lo esprime, e non l’appartenenza politica. La franchezza mi porta ad incoraggiarla a spezzare il cerchio magico costruito negli anni dal centrosinistra per liberare il Trentino dal clientelismo: una vera piaga, un freno allo sviluppo del nostro territorio. La franchezza mi porta a chiederle di lavorare sempre per una politica trasparente perché è un valore non negoziabile; non c’è vera democrazia senza trasparenza.

Almeno in tutto questo dobbiamo essere davvero diversi da chi ci ha preceduti al governo di questa Provincia.

Dobbiamo essere diversi anche nell’ascolto dei cittadini, qualunque cittadino, e in questo Presidente Fugatti ha già dato un forte segnale aprendo le porte del Palazzo della Provincia a chiunque lo voglia incontrare senza appuntamento, nessuno escluso. Anche la sua presenza nelle valli, umile e dialogante, sta onorando in modo concreto i cittadini dei territori più svantaggiati; in questo Presidente Fugatti sta mostrando audacia perché ci vuole coraggio a fermarsi ed ascoltare. Continui su questa strada perché se è vero che non saranno i miracoli, che non ci appartengono, a farla apprezzare, lo sarà invece la dimensione umana con cui saprà accompagnare la sua azione politica.

Auguro buon lavoro a Lei e a tutta la Giunta provinciale, che spero possa arricchirsi presto della presenza del consigliere Rodolfo Borga, persona competente e con una onestà intellettuale riconosciuta e apprezzata da tutti.

Grazie.


Esito dell'iniziativa

 

Intervento dell’11 dicembre 2018 sulla relazione di inizio mandato del Presidente Maurizio Fugatti.

 

 

 

La relazione del Presidente:

 

RELAZIONE PRESIDENTE FUGATTI – 27 novembre 18

 

 

 

 

Il video dell’intervento in aula:

 

 

 

 

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