Possibili irregolarità negli atti adottati dal CdA dell’Unione Famiglie Trentine all’Estero, colonizzata dal PATT.

Si fa riferimento alla risposta del Presidente della Provincia Ugo Rossi alla mia interrogazione 4342/XV relativa alle vicende dell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero. Si fa notare l’evasività e l’incompletezza delle risposte fornite alle varie domande. Tra l’altro si ha l’impressione che per forma e stile le risposte siano state scritte da un funzionario dell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero anziché da un funzionario del competente assessorato. Anche per questo sono costretto a tornare sul tema ponendo una serie di domande ben precise.

Preliminarmente va spiegato quanto segue anche per capire il “tipo” di gestione con la quale l’ex presidente Giorgia Pezzi aveva condotto l’Unione. In data 11 marzo 2017 l’Assemblea dei Soci dell’Unione delle Famiglie Trentine all’Estero decideva di sfiduciare il Consiglio d’Amministrazione dell’Unione, presieduto appunto dalla dott.ssa Pezzi. Benissimo, come avviene in questi casi è ovvio che la Presidente, in forza della prorogatio e in attesa di una nuova Assemblea, doveva dedicarsi all’ordinaria amministrazione, ad esempio pagamento di fatture, problemi del personale, ecc. Invece in data 24 marzo 2017 la Presidente Pezzi a sorpresa convoca un Consiglio di Amministrazione con un ordine del giorno ben nutrito, ovvero :

  1. surroga Consiglieri
  2. approvazione nuovi Soci
  3. presentazione e approvazione Bilancio Consuntivo 2016
  4. presentazione e approvazione Bilancio Preventivo 2018
  5. valutazione iter Statuto
  6. approvazione verbali precedenti.

In relazione al punto 1 dell’Odg è da precisare che all’epoca due consigliere d’amministrazione Luana Perotto e Alice Eccli erano dimissionarie. Quindi non si presentano al Consiglio del 24 marzo, così come non si presentano i consiglieri Bruno Girardi, Osvaldo Tonina ed Ettore Zampiccoli. Quindi alla riunione su 9 nove componenti del Cda ben 5 sono assenti.

Manca il numero legale e la riunione non potrebbe essere nemmeno avviata. Ma la Presidente procede ignorando questa circostanza e provvede a sostituire le due consigliere dimissionarie con i primi due componenti non eletti dalla precedente Assemblea dei Soci. Tra questi figura anche il dott. Andrea Broccoli, componente del Collegio dei Probiviri. Il dott. Broccoli per essere eletto componente del Cda si sarebbe dovuto dimettere in precedenza, cosa non avvenuta. Ma si supera anche questo scoglio, aggiungendo illegittimità (l’apertura del Cda pur mancando il numero legale) ad illegittimità (nomina dello stesso Broccoli). Imperterrita la Presidente procede ratificando nuove adesioni e approvando il Bilancio Consuntivo 2016 ed il Bilancio Preventivo 2018.

E’ fuori dubbio che il Bilancio Preventivo doveva essere di competenza del nuovo Consiglio di Amministrazione e non di un Consiglio sfiduciato. Anche il Consuntivo 2016 doveva essere di competenza del nuovo Cda, diventando base per la nuova gestione. Anche qui si verifica invece una illegittimità, nel senso che i due documenti contabili vengono approvati da un Consiglio d’amministrazione sfiduciato, scaduto e aperto nonostante la mancanza del numero legale. Occorre chiedersi e domandarsi se con questa procedura non si possa configurare un abuso di ufficio, se non un falso in atto pubblico (nel senso che i due bilanci approvati sono stati poi inviati in Provincia) costituendo base per possibili e nuovi finanziamenti.

Come detto i due documenti, illegittimamente votati dal Cda del 24 marzo 2017, vengono poi sottoposti in data 27 aprile 2017 all’assemblea dei Soci, la quale è tenuta all’oscuro della vicenda surreale del Cda e quindi li approva ritenendo che siano in regola. A questo punto le illegittimità non si contano più: apertura di un Cda nonostante l’assenza del numero legale, sostituzione di un Consigliere dimissionario con un componente del Collegio dei Probiviri, approvazione viziata di due importanti documenti contabili.

In attesa di una cortese risposta informo che di questa vicenda verrà data notizia sia alla Procura della Repubblica sia alla Corte dei Conti, affinché possano verificare la linearità e regolarità dei comportamenti tenuti dal Consiglio di amministrazione.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se, alla luce di quanto sopra descritto e dei documenti approvati in modo farlocco ed abusivo, non ritenga di raccogliere informazioni adeguate chiedendo al competente Servizio Emigrazione della Provincia di avviare un’ispezione per verificare la regolarità o irregolarità di quanto voluto dalla Presidente con la complicità del Consiglio di Amministrazione e di un componente del Collegio dei probiviri;
  2. se non ritiene di poter individuare nei comportamenti sopra accennati abusi di ufficio e falsi in atto pubblico (i due bilanci spacciati per approvati e così inviati in Provincia);
  3. se non ritiene che la documentazione contabile inviata in Provincia al fine di giustificare anche possibili contributi non sia viziata e perciò non permetta l’erogazione i eventuali contributi;
  4. si chiede copia del verbale, con relativi allegati, inerente l’assemblea dell’Associazione “Unione Famiglie Trentine all’Estero Onlus” tenutasi il giorno 11 marzo 2017 e verbale dell’assemblea del 27 aprile 2017; si chiede inoltre copia dei verbali dei CdA dell’Associazione “Unione Famiglie Trentine all’Estero Onlus” compresi tra il 10 marzo e il 30 maggio 2017.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 14 dicembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a rispsota scritta presentata in data 30 novembre 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5432/XV

 

Risposta ricevuta il 30 marzo 2018: risposta interrogazione 5432 – irregolarità Unione Famiglie Trentine

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Possibili irregolarità negli atti adottati dal CdA dell’Unione Famiglie Trentine all’Estero, colonizzata dal PATT.

 

 

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