Istituto Agrario, i nuovi criteri di iscrizione penalizzano i figli di contadini e allevatori?

L’Istituto Agrario di San Michele, costituisce da sempre un vanto per la nostra Provincia ed un punto di riferimento per il mondo dell’agricoltura. Negli ultimi anni il numero di studenti è costantemente cresciuto, tanto da rendere necessaria l’adozione di iscrizioni a numero programmato.

Ciò che ha sollevato la protesta da parte soprattutto dei contadini di montagna, sono i nuovi criteri di accesso per l’iscrizione alla prima classe dell’indirizzo riservato all’“Allevamento, coltivazioni, gestione del verde” che hanno prodotto l’esclusione di alcuni figli di contadini e allevatori che vedevano nei figli la continuità del loro lavoro, che comunque rimane faticoso e difficile.

Si chiede alla Giunta se è a conoscenza del fatto che gli attuali criteri adottati dalla Fondazione Mach per l’iscrizione, non tengono conto in maniera sostanziale della necessità di garantire continuità alle aziende zootecniche a conduzione familiare del nostro territorio e se ritiene che tale condizione penalizzante possa ritenersi compatibile con la politica di una Provincia alla quale lo Stato ha riconosciuto uno statuto speciale proprio per essere più aderente alle necessità della sua popolazione e del proprio territorio.

Si chiede inoltre alla Giunta se non ritenga necessario, visto gli esiti dell’applicazione dei nuovi criteri di selezione per l’accesso al percorso di formazione professionale sopra evidenziato, intervenire per correggere una stortura che penalizza i giovani trentini che desiderano dare continuità alle aziende familiari del settore zootecnico. Il rischio di questa strada è quello di ritrovarsi con disoccupati altamente qualificati e con aziende famigliari senza possibilità di continuità.

Cons. Claudio Cia


La risposta: Rossi, in qualità di assessore all’istruzione ha precisato che la scuola di formazione professionale era inizialmente rivolta a figli di imprenditori agricoli. A seguito di forti pressioni esterne di famiglie e scuole si decise di aprire l’accesso a tutti gli interessati, svincolandoli dall’appartenenza al mondo agricolo. Questo ha contribuito ad aumentare il numero di iscritti, tanto che si è determinato un accesso a numero programmato tramite selezione per i soggetti “esterni al mondo agricolo”. L’evoluzione didattica, le verifiche e i monitoraggi sull’apprendimento hanno determinato una carenza di motivazione e una diminuzione dei risultati misurati all’uscita del percorso.

Questo ha fatto pensare di estendere l’obbligo di sottoporre tutti i preiscritti ad un test di selezione che ha visto diminuire il numero di figli di contadini, valutati rispetto agli esiti della formazione. Forse perché avere un’azienda di famiglia li rende meno competitivi rispetto agli altri nell’approccio allo studio, ha osservato Rossi. Dal prossimo anno, per ovviare a questo problema, secondo il modello duale, si cercherà di conciliare le due esigenzeintroducendo una modalità che affiderà la parte formativa di base a realtà scolastiche sul territorio, e mantenendo dentro l’azienda agricola la parte di apprendistato.

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta immediata in aula depositata il 19 gennaio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2534/XV

 

 

 

Risposta ricevuta il 26 gennaio 2016: risposta interrogazione n. 2534 – criteri accesso Istituto Agrario

 

 

 

Il video del confronto in Consiglio:

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Claudio Cia in deifesa dei figli degli agricoltori

 

 

 

 

Allegati:

 

si allega anche la risposta ad una domanda di attualità analoga, presentata dal consigliere Tonina il 9 marzo 2016: risposta interrogazione 2786

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