La Provincia taglia servizi, ma finanzia le acacie in Uganda

In più occasioni i mass media hanno denunciato un disagio economico che investe tutta la società con un crescendo di situazioni che vedono sempre più la famiglia trentina impoverirsi, gli anziani costretti a consumare i pochi risparmi per far fronte alla dipendenza che malattia e vecchiaia portano con sé, aumento della disoccupazione giovanile e via di questo passo. Un quadro questo, aggravato anche dai recenti rincari delle tariffe di tutti i servizi: utenze, trasporto pubblico, rette Rsa, rette asili nido, tariffe rifiuti, ecc…

A ricordarci che la crisi c’è, ed è seria, ci sono anche le recenti considerevoli sforbiciate al bilancio dell’amministrazione pubblica che ha portato a rinviare o cancellare diverse opere di grande interesse collettivo. Dopo decenni di spesa incontrollata e spesso clientelare ora, costretta dagli eventi, la politica sembra aver ritrovato il senso della ragione. La parola d’ordine è sobrietà. Dalla Provincia però arrivano segnali contradditori a conferma che «il lupo perde il pelo ma non il vizio».

È infatti di questi giorni la notizia secondo cui, chi ci governa, ha autorizzato il finanziamento di progetti di riforestazione di acacie e altre specie di alberi in Uganda (91 mila euro), in Tanzania e Amazzonia (99 mila euro), in Kenya (100 mila euro) e in Somalia (80 mila euro).

È difficile comprendere, in tempo di crisi, l’uso di detto denaro sottratto dalle tasche delle famiglie, per sostenere interventi, in capo al mondo che, per di più, non portano né pane né altri generi di prima necessità ai popoli di queste terre. Così facendo, la nostra classe politica trasmette alla gente la certezza di avere a che fare con una gestione di denaro pubblico che non sa leggere i tempi e riconoscere le priorità.

Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Claudio Cia – “l’Adige” – 8 marzo 2011

 

(pubblicata anche sul Trentino)

 

 

 

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