La sanità trentina in mano a Pulcinella

Il presidente Rossi e l’assessore Zeni dopo aver subito lo scacco matto da Flor, non trovano di meglio che dilettarsi nello sport dello scaricabarile. Con inusuale celerità e indignazione, il primo se la prende con l’ex Assessora Borgonovo Re, imputandole di aver delegittimato Flor, mentre il secondo incolpa le minoranze di aver artatamente montato un clima di esasperazione tale da indurre Flor a gettare la spugna. Insomma è sempre colpa degli altri. Un detto dialettale trentino ci ricorda che «i òci i varda sempre en fora e mai en dentro».

Chi getta una colpa su qualcuno, dovrebbe innanzitutto saper guardare se stesso. Rossi forse dimentica che fu proprio lui in qualità di Presidente della Provincia, a decapitare il dipartimento sanità trasferendo la dott.ssa Livia Ferrario, allora dirigente, al dipartimento istruzione della Provincia. Un’operazione insensata che privò l’allora assessora Borgonovo Re – stimata giurista ma a digiuno sui temi della sanità – della figura che più di altre possedeva una radicata conoscenza del comparto sanità e che ora, non a caso, pare sia tra i papabili a ricoprire il ruolo di Direttore generale della APSS. È questo il peccato originale delle politica di Rossi. Non dimentichiamoci, inoltre, che Rossi e Flor sono gli artefici del fallimento della procedura di gara per la realizzazione del Not, dunque se una colpa ha la Borgonovo Re è quella di non aver taciuto questa e altre anomalie, successivamente riprese dalla Corte dei Conti come gravi irregolarità per la presenza di possibili partite a perdere.

Per quanto riguarda le minoranze si sa, fanno il loro lavoro, e direi che l’hanno fatto anche bene, non tanto perché Flor si è dimesso, ma perché sono riuscite a portare a galla le contraddizioni, le responsabilità e l’inconsistenza di una giunta ormai allo sbando. All’assessore Zeni che – si sa -, è avvocato e pertanto gli è congeniale tentare di addossare a terzi le responsabilità di errori che vuole non siano riconducibili a sè e alla sua cerchia, mi sento di dirgli che quando si sbaglia, bisogna cercare la soluzione, e non bambinescamente affannarsi a puntare il dito sugli altri, nella speranza di convincere la propria mamma a non farsi mettere in castigo. Negli ultimi mesi, il plurivaloroso Zeni ha reiterato nell’agire quasi fosse telecomandato. Lo abbiamo visto impegnato più a parare i colpi che a dipanare dubbi sul futuro della sanità trentina, ha perso tempo in proclami seguiti da imbarazzanti ritrattazioni, ha dato garanzie che puntualmente sono state smentite dai fatti, e così via.

In conclusione, non è avventato credere che abbiamo in Trentino un Presidente e un Assessore con un’attitudine al culto della personalità pari a quella di individui spacconi e carisma pari a quello di Pulcinella. Accusare gli altri delle proprie disgrazie è conseguenza della propria ignoranza; accusare se stessi significa cominciare a capire.

Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Corriere del Trentino” del 3 gennaio 2016:

Giunta ostaggio delle decisioni di Flor

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 3 gennaio 2016:

Rossi e Zeni dei Pulcinella

La mia lettera sul quotidiano “l’Adige” del 7 gennaio 2016:

Sanità, Rossi e Flor facciano autocritica

La mia lettera sul quotidiano “Trentino” dell’8 gennaio 2016:

Lo scacco matto di Flor sulla sanità

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai media locali il 2 gennaio 2016.

 

 

La lettera su “La Voce del Trentino”: Sanità trentina in mano a Pulcinella

 

In allegato a fondo pagina gli articoli sui quotidiani locali.

 

 

 

La relazione della Corte dei Conti sulla gestione dell’Azienda Sanitaria:

 

Delibera 2015 – Corte dei Conti su bilancio APSS

 

 

 

 

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