L’assessore Zeni dà i numeri. Cia, Bezzi, Savoi: “Le nostre statistiche sono i nostri anziani e i pazienti che escono dal Pronto soccorso”.

Dopo la conferenza stampa di ieri, conclusa alle ore 16:30 fuori dal Pronto soccorso di Trento, sono bastate appena tre ore per vedere arrivare la pronta risposta dell’Assessore Zeni, corredata dalle immancabili tabelle colme di cifre, a supporto della consueta retorica dei numeri. Si dice che spesso ci si affida ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni… non per farsi illuminare, ma per farsi sostenere. Anche in questo caso Zeni presenta la sua sanità fatta di numeri, mentre noi abbiamo cercato di evidenziare i disagi della sanità vissuta quotidianamente dai cittadini.

Stupisce tutta questa solerzia nel “dare i numeri”, specie quando alcune delle nostre interrogazioni provinciali non trovano risposta da oltre un anno, quando dovrebbero ricevere un riscontro entro 30 giorni, e quando arrivano, magari, presentano risposte incomplete: vorrà dire che d’ora in avanti sarà forse opportuno fare più conferenze stampa e meno interrogazioni.

L’Assessore Zeni si è affrettato a dichiarare che “Quelle dei consiglieri di minoranza sono dichiarazioni di inizio campagna elettorale” dimostrando come sia evidentemente poco attento alla politica locale, considerato che è dal primo giorno in Consiglio provinciale che ci battiamo per denunciare queste lentezze e un’organizzazione della sanità che non mette al centro il paziente, ma i numeri.

Nel suo intervento l’assessore Zeni conclude in maniera imbarazzante, spostando l’attenzione sul lavoro del personale, mai messo in discussione, affermando che le dichiarazioni dei consiglieri Cia, Bezzi e Savoi “si dimostrano particolarmente ingiuste nei confronti di tutto il personale coinvolto in uno dei servizi più delicati e importanti della sanità provinciale”. Sono parole che dimostrano ancora una volta, se ce ne fosse la necessità, che l’Assessore non ha il dono dell’ascolto, altrimenti avrebbe capito che nulla è stato imputato al personale, che anzi si fa in quattro per garantire la migliore assistenza possibile ai pazienti, nonostante i tagli e l’organizzazione sanitaria. Tirare in ballo i professionisti della sanità, usandoli come scudo, appare però come un’operazione inqualificabile e che stigmatizziamo.

Invece di cogliere uno spunto per migliorare, l’assessore difende l’indifendibile, o più propriamente difende la sua autoreferenzialità. Le nostre statistiche sono i nostri anziani e i pazienti che escono dal Pronto soccorso, e nutriamo diversi dubbi sui numeri forniti dal direttore sanitario: o cambiano le cose, o a ottobre i cittadini cambieranno questa politica dei numeri e chi si nasconde dietro ad essi.

A dimostrazione che quella di Zeni è una sanità dei numeri, contro la realtà percepita dai cittadini, stamattina abbiamo ricevuto diverse telefonate da pazienti che, visti gli articoli sulla stampa, ci hanno chiamato proprio dal Pronto soccorso per dirci che sono già lì da 4 ore (quelle 4 ore non oltre le quali, secondo i numeri di Zeni, quasi l’80% dei pazienti verrebbe dimesso) e che probabilmente torneranno a casa stasera.

Ostinarsi a non vedere i problemi fingendo che tutto vada bene, ostentando pure sicurezza e presunzione, ci fa perdere l’occasione di agire e di prendere quei provvedimenti necessari affinché si possa migliorare. E non vale solo per il Pronto soccorso.

Consiglieri Claudio Cia, Giacomo Bezzi, Alessandro Savoi

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali l’1 agosto 2018, in replica al comunicato dell’Assessore Zeni: Pronto soccorso, comunicato APSS

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Nord-Est”: Pronto soccorso Trentino, le minoranze replicano all’Assessore Zeni: “Le nostre statistiche sono anziani e pazienti”.

 

 

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