L’aula di Sociologia a don Puglisi

Dalla stampa locale del 10 novembre si apprende che la lista universitaria studentesca Udu-Unitin voglia intitolare ufficialmente a Mauro Rostagno un’aula, attualmente autogestita da alcuni gruppi, del dipartimento di Sociologia di Trento. Per chi non dispone di memoria storica appare opportuno fare un rapido ripasso. Giornalista, attivista e sociologo, Rostagno si iscrive alla facoltà di Sociologia durante gli anni della contestazione ed anima il movimento degli studenti. Cofondatore di Lotta Continua, marxista, antiautoritarista, contrario ai vecchi schemi didattici, viene soprannominato il Che di Trento, un leader per gli studenti dell’epoca.

La sua influenza determinerà per diversi soggetti, tra i quali Renato Curcio e Mara Cagol, un indirizzamento al mondo dell’estremismo e della lotta armata, pur essendo egli un propugnatore della lotta non violenta. Da quella triste fase storica trentina nascono le Brigate Rosse e il periodo buio del terrore. Negli anni ’80 Rostagno si trasferisce in Sicilia per lavorare come giornalista. Lodevoli appaiono i suoi intenti di denuncia delle collusioni mafia-politica, nonché la sua lotta alle tossicodipendenze. Paga il suo coraggio con la morte, in un brutale agguato compiuto da alcuni sicari, mentre viaggia sulla sua auto.

Ora preme fare due breve considerazioni. La vita di Rostagno è sì ammirevole per certi aspetti, ma controversa e complessa per altri. La sua militanza politica imporrebbe di adoperare prudenza nel dedicargli un aula di un’università. Se così non fosse fatto, si produrrebbe una sgradevole istituzionalizzazione, o meglio un riconoscimento formale della sua visione politica. Sembra che, a distanza di oltre quarant’anni, sussista la non sopita volontà di creare momenti di tensione e continuare ad alimentare quello spirito di provocazione, la cui perniciosità ha prodotto effetti visibili agli occhi di tutti. La politica non dovrebbe entrare nelle università, e tantomeno condizionare gli studenti. È giunto il momento di abbandonare i vecchi idoli e lasciarci alle spalle il passato.

Il 18 novembre il Consiglio di Dipartimento prenderà la sua decisione a riguardo. Ben vengano momenti di riflessione, conferenze ed approfondimenti sulla figura di Rostagno. Nel contempo però ci auguriamo che venga respinto con fermezza ogni tentativo di intitolargli aule o peggio, cattedre universitarie.

Se il Dipartimento di sociologia desidera comunque intitolare una sua aula a chi si è contraddistinto nella lotta alla mafia e alle tossicodipendenze, scelga una figura non politicamente orientata: ad esempio un sacerdote. La mia personale proposta è di ricordare don Pino Puglisi, coraggioso insegnante, fortemente impegnato nel denunciare e nel contrastare Cosa Nostra, ucciso il 15 settembre 1993 nel giorno del suo 56esimo compleanno.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quali costi comporterà l’imminente scelta del Consiglio di Dipartimento;
  2. quale posizione intende assumere ufficialmente la Provincia sulla vicenda sopra delineata;
  3. se corrisponde al vero la notizia che il rettore abbia già espresso mesi fa un parere favorevole in merito all’intitolazione di un’aula a Mauro Rostagno;
  4. se non intenda d’ora in avanti monitorare con più attenzione le proposte avanzate dai sindacati universitari, intervenendo con fermezza nei casi di dubbia imparzialità ideologico-politica

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 10 novembre 2015. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2349/XV

 

 

Risposta ricevuta il 6 aprile 2016: risposta interrogazione 2349 – aula sociologia

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