Le associazioni gay-estremiste, Claudio Cia e la SPECTRE

In un comunicato che per 4/5 viene utilizzato per fare propaganda alle associazioni gay-estremiste, – che fortunatamente rappresentano solo una piccola minoranza del mondo omosessualeRete trentina contro i fascismi e ArciLesbica riescono a tirare in ballo il sottoscritto anche per l’ultimo presunto “agguato” omofobo.

Un ragazzo si accorda con un altro per un “incontro” al buio organizzato sul web, si scambiano i numeri di telefono, si accordano per il luogo e giunto sul posto trova invece ad aspettarlo un gruppo di persone e successivamente viene inseguito fin sotto casa con una macchina bianca.

Seguono quindi lunghe righe di anatemi contro tutti, compreso il sottoscritto, colpevole – a detta della simpatica associazione “Rete trentina contro i fascismi” -, di una “militanza a fianco della destra ultracattolica più oltranzista e reazionaria al fine di impedire la legittima conquista di diritti da parte delle persone Lgbt”.

Già scordata la solidarietà verso il compagno “molestato”, il comunicato prosegue con ben altri scopi, tirando in ballo la “autodeterminazione delle persone queer, gay, lesbiche, transessuali”, paroloni come “paradigma del virilismo clerico-fascista”, e “lotte antifasciste e all’insegna dell’autodeterminazione”…

Appare evidente come i conti non tornino… viene da chiedersi perché queste persone non si rivolgano alle autorità competenti, cosa che ho fatto anche io quando minacciato e offeso, visto che qualunque aggressione viene già punita dal nostro Codice civile. In quelle occasioni non mi sono mai appellato a complotti e dietrologie, men che meno trasferendo responsabilità di singoli a gruppi generalizzati  e non ben definiti.

C’è stato un approccio tramite internet, contatti telefonici, un auto bianca ad una precisa ora vicino ad un noto supermercato, tutti elementi che possono portare alla rapida individuazione dei responsabili dell’accaduto. Altrimenti, dando per buono il comunicato, dalle notizie pubblicate potrebbe essere stata anche la SPECTRE ad organizzare il presunto agguato.

Sembra purtroppo evidente che questi sedicenti comitati antifascisti abbiano bisogno di giustificare la loro esistenza creando loro stessi un colpevole sul quale scaricare la propria incapacità di confrontarsi e convivere con altri pensieri. Si professano tanto amanti dell’amore quando in realtà si esprimono con parole cariche di odio e disprezzo. La storia del comunista che da la colpa al fascista – al riparo della quale emettono la loro fatwa – è ormai obsoleta.

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media il 22 ottobre 2015, in seguito alle dichiarazioni lette sulla stampa (qui il link al testo originale).

 

 

Pubblicato da “Secolo Trentino”: Le associazioni gay-estremiste pensano che sia la SPECTRE

2 commenti

  1. Guardi Cia che le dò ragione sul fatto di andare dalle forze dell’ordine, cosa che spero abbiano fatto. Trovo anche sopra le righe parte del comunicato che la mette in mezzo. Tuttavia le faccio gentilmente notare che non vedo, da parte sua UNA SOLA PAROLA di solidarietà verso il malcapitato. Questo per me diventa abbastanza triste e mi chiedo se non abbiano colto nel segno… francamente un commento del genere che parla di tutto tranne del gravissimo fatto avvenuto mi fa dubitare anche della sua buonafede (così come dubito fortemente di quella di alcuni esponenti che hanno scritto quel comunicato che la tira in ballo). Mi auguro possa sbagliarmi.

    • Ringrazio per il commento.
      I miei atti politici e il mio agire quotidiano non hanno mai promosso o giustificato atti contro la persona in quanto tale, sia essa etero, omo, bianca, gialla, nera, ecc… Questo credo valga più di “una parola di solidarietà”. Molti si appellano alla solidarietà, ma in realtà nascondono un volto aggressivo e sprezzante. Eventuali prese di posizione di vicinanza le presento solitamente di fronte a notizie con fonti certe e verificate.

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