L’iniziativa di Ghezzi? Sembra più finalizzata a soddisfare il proprio ego, che a ottenere un risultato tangibile per i cittadini trentini.

Il Consigliere provinciale di Futura2018 Paolo Ghezzi ha dato in questi giorni evidenza della sua intenzione di devolvere un quarto della sua indennità mensile, per destinare l’importo a una onlus che si occupa di attività di solidarietà sociale, in particolare verso i migranti. Potrebbe già farlo senza la necessità di mobilitare i media locali, ma il Consigliere va oltre e, nel caso in cui la presidenza del Consiglio regionale, competente sulla materia, dovesse rispondere negativamente alla richiesta, Ghezzi ha già annunciato che presenterà una proposta per dare la possibilità di rinunciare a una parte dell’indennità, vincolandone la destinazione a fini sociali.

Probabilmente il collega consigliere, che ha dichiarato di aver sempre seguito con attenzione la questione, deve aver perso qualche pezzo per strada. Nel maggio 2016 è stata infatti approvata la legge che permette ai consiglieri che lo volessero di rinunciare a parte o a tutta l’indennità (qui gli articoli sulla questione). In quell’occasione presentai appositamente un emendamento per fare in modo che le eventuali rinunce volontarie non tornassero nel calderone della Regione, ma andassero ad alimentare il Fondo per il sostegno della famiglia e dell’‪occupazione‬. Il mio emendamento, che voleva dare un senso al disegno di legge, è stato però bocciato con 34 voti contrari, sinistra compresa, e 12 favorevoli.

Ecco perchè l’iniziativa di Ghezzi sembra più finalizzata a soddisfare il proprio ego, che a ottenere un risultato tangibile per i cittadini trentini. Infatti non è necessaria una legge “Ghezzi” per tagliarsi volontariamente l’indennità e destinarla a qualsivoglia progetto. Ad esempio nel mio caso, dopo la bocciatura del mio emendamento, ho scelto di creare un piccolo fondo da destinare a famiglie in situazioni di bisogno. I trentini chiedono più concretezza su questi temi, e lo dico senza paura che in tema di indennità e rimborsi possa essermi contestato alcunchè. Se il collega vuole destinare anche tutta la sua indennità – o la sua pensione – ai migranti, lo può già fare e non serve una legge ad hoc.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 18 marzo 2019.

 

 

L’emendamento presentato nel maggio 2016 per fare in modo che eventuali rinunce volontarie di parte dell’‪‎indennità‬ non tornassero nel calderone della Regione, ma ad alimentare il Fondo per il sostegno della famiglia e dell’‪occupazione‬:

 

 

 

 

Qui l’emendamento in pdf e gli articoli sulla questione: Indennità, rinunciare è possibile. Bocciato l’emendamento Cia sulla destinazione al Fondo famiglia

 

 

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