L’insicurezza conduce alla pistola

Personalmente non amo le armi tuttavia l’insicurezza che si respira e si nota in città mi porta a concludere che Trento non è più quella di 10-20 anni fa. La gente lo sottolinea ogni volta che sulle nostre strade avvengono fatti di violenza e criminalità che tra l’altro  sono in aumento e che spesso, a proposito e a sproposito, vengono imputati allo straniero.

Chi governa questa città, alla politica della legalità e della tolleranza zero ha preferito un atteggiamento permissivista e buonista  a tutti i costi privando, nel tempo, la città di Trento della caratteristica che è propria di  un oasi tranquilla in cui muoversi in tutte le direzioni e a tutte le ore del giorno senza paura. Oggi la gente ha paura: questa città le sta diventando estranea.

In questo contesto il cittadino di Trento, che per natura è tollerante ed accogliente, è portato a vivere sentimenti di insofferenza e intolleranza soprattutto verso lo straniero che spesso viene percepito come colui che porta disordine, degrado e violenza. È in questo clima che anche chi non è amante delle armi, purché si dia un segnale forte e si faccia qualcosa, le accetta anche se è consapevole che queste non  saranno certo la panacea di tutti i mali.

Finché il sindaco non avrà la capacità di intraprendere una politica per la sicurezza dei cittadini che rappresenta e la polizia municipale non verrà valorizzata per  il ruolo che le compete, anziché usarla per fare cassa attraverso le multe, Trento non sarà comunque più sicura anche se armata. Dietro la richiesta di armare gli agenti di polizia municipale il sindaco deve umilmente saper cogliere e ascoltare il disagio della città ed agire con risolutezza . Il clima di insicurezza sembra portare verso la pistola che oggi viene chiesta per gli agenti della polizia municipale ma domani qualcuno, che si sente costantemente minacciato e non protetto, potrebbe volerla per sé e difendersi.

Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Fonte:

 

Spedita ai quotidiani e mai pubblicata

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