L’Oroscopo 2018 sotto il segno di Daldoss

Giocando con la sfera di cristallo delle elezioni provinciali del 2018 mi capita in questi giorni di considerare come il grande attivismo di Carlo Daldoss, trombato Udc del 2008, escluso per problemi di firme, stia rendendo facile la vita a quanti si dedicano agli oroscopi. 

Il nostro Carlo, assessore tecnico nella giunta Rossi dal 2013, sta dispiegando una precisa tattica, verrebbe da dire “ultimamente”, ma in effetti fa politica da più di trent’anni, che lo vede concentrare tutte le sue energie in vista della competizione elettorale del 2018 secondo lo schema classico del partito “pigliatutti”, scegliendo con cura tematiche misurate sul più ampio consenso popolare possibile

La mia chiarezza di visione mi deriva dall’essere alla testa, alla pari con gli altri coordinatori di zona, di “Agire per il Trentino”, movimento territoriale che seppure appena nato è già corazzato verso i giochetti della vecchia politica. Infatti, come vedo chiaramente, anche se i nomi cambiano, i marpioni sono sempre gli stessi. La “novità” che si propongono di rifilare servirà solo per entrare nella stanza dei bottoni. Come la storia insegna, i valori e la coerenza di questi professionisti della politica, vengono sacrificati sistematicamente sull’altare delle ambizioni personali. 

Per ora poi, ma siamo solo alle prime luci dell’alba di una lista Daldoss, vi è il trionfo dell’illusionismo visto esclusivamente da sinistra, per «iniziative politiche che combinino cambiamento, competenza e coesione». Daldoss, come ripescato, farà lo stesso (visto che ha funzionato con lui) immergendo la sua rete nelle pozze delle civiche completandone lo svuotamento. Andrà a cercare le eminenze delle ultime comunali, ma il suo “canto delle sirene” si rivolgerà anche alla forza politica nazionale di FI, o quello che ne sarà. 

Metterà insieme un’armata Brancaleone sotto l’etichetta di “Centro”, appetibile per Patt e Upt, tentandoli a lasciare l’attuale coalizione. Avremo così il Pd a sinistra, la Lega Nord a destra, e i 5 Stelle al loro destino. Ma se, come è probabile, Patt e Upt non abboccheranno, il blocco che andrà a determinarsi, con Patt, Upt e – lui spera – anche FI, detterà l’agenda politica del centro sinistra, minimizzando la capacità del Pd di condizionare il futuro governo provinciale. Sul nome del candidato Presidente non mi sbilancio, ma sicuramente sarà in subordine a questa logica. Insomma, Daldoss ci ripropone la saga delle tante maschere che nascondono gli stessi volti.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai quotidiani locali il 22 novembre 2016.

 

 

 

La vignetta di Domenico La Cava su “Edicolando”:

 

rossi

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