Manipolazione dei simboli del Natale, Cia: “Speriamo nell’Epifania, che queste forzature porta via”

Sono anni che le festività natalizie sono oggetto di una disarmante manipolazione. Simbologia e verità storica caratterizzanti il Natale vengono sistematicamente spogliate della dimensione religiosa con l’obiettivo, ormai nemmeno più nascosto, di ridurre questo appuntamento annuale a un’innocua festa laica. In alcuni ambenti già viene indicata come “festa d’inverno”. Anche quest’anno le sorprese non sono mancate e dunque non sorprenda se sono un po’ confuso: prima un parroco che esclude San Giuseppe dal presepe per metterci una seconda Madonna per meglio rappresentare i “tanti modi di fare famiglia”; poi le maestre di una scuola elementare che fanno cantare ai bambini una canzone natalizia dove il nome di Gesù è sostituito con “Cucù”; infine il Cardinale di Bologna Zuppi che al Corriere della Sera altro non sa dire che “il Vangelo non è un distillato di verità. E allora mi chiedo: cosa lo è per un cristiano?

A fronte di ciò viene alla mente un antico detto “la Cros e la spada le tèn en pé el mondo. In questo tempo di esasperante transizione, dove la Croce è sempre più allontanata dalla vita di questa società, non meraviglia che a rimanere sia la sola spada.

Come risposta a siffatte trasvalutazioni di valori, non ci resta che aspettare l’Epifania che forse (speriamo), queste inutili e vertiginose forzature si porterà via.

Cons. Claudio Cia 

La lettera su “L’Adige” del 31.12.2023:

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai Direttori dei quotidiani locali il 30.12.2023.

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