Meno regolamenti sulla carta e più determinazione da parte del Comune nel contrasto alla criminalità

In occasione dell’incontro “Sicurezza e degrado a Trento”, tenutosi ieri sera nei pressi di Piazza Duomo, il candidato sindaco Claudio Cia ha iniziato il suo intervento valutando le cause che hanno portato a questi preoccupanti fenomeni, in particolare citando le scelte sbagliate in merito a come è stata svolta l’accoglienza. Non è una questione di razzismo, ma di razionalità: perché se il tema dell’accoglienza si sviluppa solo ed esclusivamente nel buonismo dell’accogliere tutti e sempre, senza creare un futuro per le persone accolte, quello che sembra essere un gesto nobile, si trasforma in un problema, creando una situazione insostenibile anche per chi, una volta accolto, si ritrova in un paese che non gli offre i mezzi per sostenersi e avere una vita dignitosa, creando i presupposti per l’incremento della piccola criminalità e dello spaccio di droga”.

Cia ricorda poi i fenomeni dell’accattonaggio molesto e quello dei parcheggiatori abusivi, problema sentito dalla popolazione, ma sottovalutato dall’attuale amministrazione. E’ inutile fare nuovi regolamenti o nuove ordinanze se questi non vengono fatti rispettare. Nello scorso anno ci sono state 434 contravvenzioni per accattonaggio, di cui una sola effettivamente pagata. Di recente è stato approvato un regolamento che vieta il consumo di alcool nei parchi, ma se passate da Piazza Dante è sotto gli occhi di tutti che le mamme con bambini non si avvicinano nemmeno all’area giochi… era stata approvata una mozione che prevedeva la presenza delle forze dell’ordine sugli autobus, qualcuno se ne è accorto?”

Cia presenta alcune possibili soluzioni, ricordando che non si tratta di soluzioni miracolose ma solo di un primo passo per invertire una tendenza: “Il Comune di Trento deve valorizzare maggiormente la polizia locale, portando più agenti per le strade. Questo non perché negli uffici lavorino poco, come qualcuno ha voluto interpretare in malafede, ma semplicemente perché sono loro gli occhi e la forza del Comune sul territorio. I cittadini si aspettano un aumento visibile della loro presenza. Bisogna far girare molti più agenti in borghese e confiscare i proventi ottenuti dall’accattonaggio”.

Cia parla della possibilità che una parte degli alpini ospitati nelle caserme cittadine possano essere valorizzati come deterrente al crimine. “Era già stata fatta una proposta concreta di questo tipo, ma il Sindaco ha risposto che non si può militarizzare la città. Ma qui non si tratta di militarizzazione. Avere dei giovani in divisa che controllano la città significherebbe avere un tangibile presidio di sicurezza sul territorio e riempire quelli spazi bui oggi terreno fertile per chi può delinquere indisturbato. La presenza degli alpini avrebbe per di più anche un positivo valore per quanto riguarda l’immagine della nostra città come città alpina.

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai quotidiani locali l’11 aprile 2015.

 

Pubblicato parzialmente sul quotidiano “l’Adige” il 12 aprile 2014.

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