Mobilità sanitaria in passivo di 16,5 milioni. Zeni contro Bolzano: la loro manovra tariffaria penalizzante

Nel febbraio 2016 il consigliere della Provincia Autonoma di Trento Claudio Cia (Agire) aveva presentato una interrogazione per chiedere conto dei numeri della cosiddetta “mobilità passiva”, ovvero i pazienti che scelgono di curarsi fuori provincia.

In particolare Cia evidenziava nella sua premessa come dall’analisi della mobilità specialistica interregionale, per prestazioni erogate dalle strutture sanitarie della provincia di Bolzano, si riscontrasse un’importante attività a favore di pazienti provenienti da altre regioni italiane, e in particolare dalla Provincia di Trento, con il 30,5% dei pazienti non residenti che hanno usufruito di prestazioni erogate dalle strutture provinciali altoatesine.

Ecco che Cia chiedeva alla giunta provinciale un resoconto dettagliato dell’andamento della mobilità attiva e passiva in Provincia di Trento negli ultimi 10 anni.

A rispondere 6 mesi dopo è l’Assessore provinciale alla Salute, Luca Zeni, che si premura di porre l’accento su alcuni aspetti «che non sono di immediata evidenza in quanto l’analisi del mero dato di attività/economico risulta esaustivo e completo solo se considerato nell’ambito di una valutazione globale della materia e non scorporandolo dal contesto».

Il saldo negativo della mobilità sanitaria riferito alla Provincia di Trento risulta stabile a 16,5 milioni di euro negli ultimi anni, confermando le preoccupazioni del consigliere Cia, ma l’Assessore evidenzia che pur trattandosi in termini assoluti di un importo sicuramente non trascurabile, in termini relativi una quota abbastanza marginale, rappresentando meno del 2% del bilancio complessivo dell’Azienda Sanitaria.

Il consigliere di Agire chiedeva le causali che hanno determinato il ricorso alle cure fuori dal Trentino e dalla risposta emerge come una parte significativa del saldo negativo è da attribuirsi da un lato, alla quota legata ai trapianti d’organo che le strutture trentine non sono autorizzate ad effettuare, che incidono per oltre 4,2 milioni di euro e, dall’altro, alla quota di mobilità sanitaria dei cittadini dell’ambito del Primiero che gravitano per motivi territoriali e di confine sull’Ospedale di Feltre, per oltre 3,3 milioni di euro.

L’assessore Zeni riferisce inoltre che l’80% del fenomeno della mobilità sanitaria passiva trentina è determinato dai ricoveri ospedalieri, mentre in termini economici è risultata particolarmente penalizzante la manovra tariffaria della Provincia Autonoma di Bolzano che nell’agosto del 2011 ha incrementato in maniera significativa le tariffe, discostandosi dalle altre regioni che applicano reciprocamente per tutti i ricoveri una tariffa unica convenzionale. Per Zeni la manovra di Bolzano ha determinato un peggioramento del saldo trentino di oltre 2 milioni di euro, mentre il numero dei ricoveri ha evidenziato una riduzione, dai 2787 nel 2012, a 2457 nel 2013.

Anche il numero complessivo dei ricoveri effettuati fuori dalla provincia di Trento si dimostra in lieve calo: nel 2005 erano stati 15.852, nel 2013 sono diminuiti a 12.839. Dal punto di vista finanziario non si rileva però la medesima dinamica, «ma la spiegazione è quella sopra evidenziata riguardante le politiche tariffarie di Bolzano», puntualizza Zeni.

L’Assessore alla Sanità trentino tira in ballo nuovamente Bolzano, ricordando come il confronto «merita di essere affrontato considerando il fenomeno della mobilità nella sua dimensione complessiva». Per Zeni infatti «quello che non deve essere trascurato è il valore della mobilità verso l’Austria – che non viene rilevato nei saldi di mobilità interregionale poiché segue il regime della fatturazione diretta – che per la nostra Provincia è inferiore al milione di euro annui, essenzialmente interventi per trapianto d’organo effettuati presso la Clinica di Innsbruck, mentre per la Provincia di Bolzano il valore della mobilità verso le cliniche austriache è pari a circa 19 milioni di euro (dati desunti dalla Relazione della Corte dei Conti allegata alla deliberazione n. 4/2014 adottata dalla Sezione di controllo per la Provincia di Bolzano in data 11 aprile 2014 – pag. 21). Posto quanto sopra quindi la forbice negativa derivante dal confronto sulla mobilità sanitaria tra la nostra provincia e quella di Bolzano si riduce drasticamente».

L’articolo sul quotitidiano “Trentino” dell’1 settembre 2016:

esodo sanitario da 16 milioni

L’articolo sul quotitidiano “l’Adige” dell’1 settembre 2016:

Mobilità passiva 16,5 milioni di debito

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato alla stampa locale il 31 agosto 2016.

 

 

 

L’interrogazione e la risposta ufficiale: Mobilità passiva, quali sono i numeri dei pazienti che scelgono di curarsi fuori Provincia?

 

 

 

 

 

L’articolo su “l’Adige online”: Trentini curati fuori provincia, per l’APSS esborso da 16,5 milioni

 

 

 

Il servizio sul TG RTTR:

 

 

 

Il servizio sul TGR:

 

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