Mostra fotografica sulla vecchiaia, quel cammino che spesso ci spaventa.

La vecchiaia, il trascorrere del tempo, il nostro incedere nello spazio e cambiare aspetto. Il tutto immortalato dal bianco e nero della pellicola, esposto alla curiosità del pubblico e pronto a suscitare in noi molteplici emozioni. E’ allestita presso la Galleria Craffonara di Riva del Garda la mostra fotografica di Francesca Lorenzi “Io, uno di noi”, i cui soggetti sono gli ospiti delle case di riposo.

La vecchiaia è un tratto di cammino della nostra vita che spesso ci spaventa, ci spaventa percorrerlo in prima persona, e ci spaventa osservare chi amiamo “arrancare” per quel sentiero, siano essi parenti o amici o semplici sconosciuti. La vecchiezza appare come un grande popolo silenzioso e, sebbene si corra il rischio di compiere della facile retorica, non è mai sterile a mio parere approfondire ed entrare in contatto con una categoria relegata quasi sempre nel dimenticatoio.

L’idea dominante (a volte tacitamente) è che non se ne debba parlare, quasi per paura. Eppure loro sono quello che noi diventeremo. Utile a questo proposito ricordare un’antica storia. C’era una famiglia, un papà, una mamma, tanti bambini e c’era anche un nonno che viveva con loro. Ma era invecchiato e a tavola, quando mangiava la zuppa, si sporcava tutto: la bocca, il tovagliolo, i pantaloni… così il papà decise che il nonno dal giorno successivo avrebbe mangiato da solo. E comprò un tavolino, lo mise in cucina; così il nonno mangiava da solo in cucina e la famiglia nella sala da pranzo. Una sera il papà tornò dal lavoro e vide uno dei suoi figli intento a giocare con il legno. Gli chiese: “Cosa fai?”. “Sto giocando a fare il falegname”, rispose il bambino. “E cosa costruisci?”. “Un tavolino per te papà, per quando diventi vecchio come il nonno”.

Un grazie a Francesca per questa mostra capace di ricordarci che, come ebbe a dire Marc Levy, “le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita, quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni”. Non a caso questa mostra, donata a tutti noi, l’ha dedicata al suo piccolo Tomaso perché, sono parole sue, “possa apprezzare e rispettare ogni sfumatura della vita”.

Claudio Cia

La lettera sul quotidiano “Trentino” del 24 febbraio 2016:

Il grande racconto della vecchiaia

La lettera sul quotidiano “l’Adige” del 24 febbraio 2016:

La mostra sulla vecchiaia è una grande emozione

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 22 febbraio 2016.

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita

 

 

 

In allegato a fondo pagina la lettera sul quotidiano “Trentino” del 24 febbraio 2016.

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