Alessandro Urzì

Dietro la narrativa distorta di Urzì si cela l’incapacità di accettare la realtà e la responsabilità delle sue azioni.

È doveroso da parte mia rispondere alle recenti dichiarazioni di Urzì, il cui titolo già lascia intravedere la sua incapacità di accettare la realtà e di assumersi la responsabilità delle sue azioni: «Ho portato il partito al governo. Per colpa di Cia solo Gerosa in giunta». Urzì afferma di aver portato il partito al governo, ma la realtà racconta una storia diversa, una storia di fallimenti e inconclusione.

«Cia ha espresso il peggio di quanto si possa esprimere di peggio dentro una comunità politica», scrive Urzì. «Se non si fosse comportato così come si è comportato oggi, sarebbe ancora lì, in giunta. Invece, ha agito in modo scomposto, indebolendo il partito e sabotando la sua tattica durante la trattativa sulla composizione dell’esecutivo». E ancora: «L’obiettivo era di avere più assessori in giunta provinciale. Lui si è sfilato, abbiamo perso peso numerico e abbiamo ottenuto meno».

In primo luogo, è fondamentale smontare la narrativa distorta di Urzì: le sue affermazioni sono un’imbarazzante tentativo per deviare l’attenzione dai suoi stessi errori. Gli obiettivi pre-elettorali di Fratelli d’Italia erano chiari: ottenere la vicepresidenza della Provincia e un numero proporzionato di assessori in Giunta. Già durante la formazione della prima Giunta il 17 novembre 2023, si è dimostrata l’incapacità del commissario Urzì di condurre una trattativa, arrivando all’ultimo giorno consentito dalla legge elettorale senza un accordo condiviso: proprio quel giorno il commissario Urzì si è reso irreperibile, costringendo il Presidente a prendere una decisione senza un ultimo confronto. Il 13 dicembre 2023, la composizione finale della Giunta, con un solo posto da assessore con funzioni di vicepresidente, è stata presentata da Urzì come un successo: tuttavia, è essenziale sottolineare che questo risultato era già incluso nel patto pre-elettorale, non rappresentando alcun progresso per Fratelli d’Italia. Questo risultato è stato comunque “cercato” ed è stato frutto di una “proposta di accordo presentata dal commissario”, come riportato dettagliatamente da “il T” del 2 dicembre 2023:

“Nei giorni scorsi, Fratelli d’Italia chiedeva di tutto e di più, vicepresidenza, due assessori e pure deleghe pesanti. Ora il passo di mediazione. Urzì avrebbe consegnato a Fugatti una proposta; la vicepresidenza, da dare a Gerosa e da togliere a Spinelli; a Claudio Cia il benservito, con le sue dimissioni dalla giunta (o il suo allontanamento se facesse resistenza)”.

Dalle dichiarazioni del commissario sulla stampa emerge chiaramente che il futuro dell’assessorato affidato dal Presidente al sottoscritto era già segnato: ciò è dovuto alla sua inspiegabile trattativa al ribasso, volta a passare da due assessori in Giunta a uno solo. Lo stesso Urzì mi chiamò prima della mia estromissione dall’esecutivo, dicendo che dovevo dimettermi, perché la vicepresidenza di Gerosa era al primo posto, tutto il resto era “in subordine”. Viene quindi da ridere quando dichiara che potrei essere ancora in Giunta, quando proprio lui ha fatto di tutto perché non lo fossi. Tutto ciò rende assolutamente inconsistente l’ipotesi che fosse proprio la mia posizione a costituire uno strumento di contrattazione per ottenere maggiori opportunità di partecipazioni al governo. Le maggiori opportunità di partecipazione al governo non solo non si sono verificate, ma si sono addirittura ridotte a causa dell’atteggiamento e delle scelte del commissario durante la trattativa. Di fatto, l’intervento del commissario si è rivelato del tutto irrilevante o addirittura dannoso per il partito, con una trattativa che si è conclusa sostanzialmente al punto di partenza (quella ricordata dal segretario della Lega: o due assessori o uno con la vicepresidenza), dimostrando l’incapacità di Urzì di ottenere risultati migliori per Fratelli d’Italia.

Un ultima cosa. Chi ha portato al governo Fratelli d’Italia non sono stati certo Urzì e il suo ego (cit. «Ho portato il partito al governo»), semmai i cittadini trentini che hanno votato i rispettivi candidati, come nel caso del sottoscritto, sostenuto da oltre 2.000 preferenze personali che hanno contribuito al risultato del partito. Certo il risultato avrebbe potuto essere migliore, se solo la gestione locale portata avanti dal commissario non si fosse rivelata così deleteria. Il tracollo elettorale dal 25,5% al 12,35% si deve principalmente all’approccio disastroso del commissario e a chi con lui si è prestato ad un clima di scontro costante, fatto di ripetuti attacchi nei confronti degli alleati di coalizione, oltre che di continui tentativi di delegittimare il sottoscritto, prima come capogruppo, poi come capolista, poi come Assessore.

La misera partecipazione al recente congresso di Fratelli d’Italia è il giusto coronamento ai suoi grandi successi. L’operazione negazionista di Urzì, che cerca di scaricare sugli altri i propri fallimenti, non riesce a cancellare i 50 giorni di uno spettacolo indegno che i trentini ricordano bene…

Cons. Claudio Cia

 

Esito dell'iniziativa

 

L’articolo sul quotidiano “il T” di data 20 febbraio 2024:

 

Urzì, per colpa di Cia solo Gerosa in Giunta

 

 

La mia replica pubblicata dal quotidiano “il T” in data 21 febbraio 2024:

 

Urzì, strategia disastrosa che ha penalizzato FdI

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Claudia Cia replica a Urzì: «Grazie a lui spettacolo indegno e fallimento elettorale»

 

 

 

 

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