Nordus, dati “pompati” per l’infrastruttura della Provincia

Il consigliere provinciale Claudio Cia (Agire) presenta una nuova interrogazione sul tema “Nordus”, il progetto della Provincia che prevede il potenziamento in funzione urbana dell’attuale ferrovia Trento-Malè, con il prolungamento verso Sud della ferrovia fino a Mattarello con passaggio previsto sotto l’attuale stazione dei treni e un nuovo grande polo di interscambio nell’attuale parcheggio ex Sit, dove spostare la stazione delle autocorriere, rivoluzionando il centro del capoluogo con costi stimati che oscillano in base alle fonti tra i 120 e i 200 milioni di euro.

Claudio Cia ha ottenuto gli studi a supporto dell’infrastruttura e ha messo nero su bianco le criticità riscontrate con una corposa e dettagliata interrogazione.

“Dall’analisi dei documenti – scrive il Consigliere – emerge impietosamente come l’infrastruttura così come agognata dalla Provincia si dimostra ancora alla nascita poco attrattiva, poco competitiva rispetto ad altre soluzioni di trasporto, ma soprattutto che per renderla appetibile almeno sulla carta si deve aumentare artificiosamente la stima della platea potenziale di utenti e si dovranno depotenziare i servizi di autobus per Mattarello”. Per il consigliere non si offre una soluzione, ma si crea un problema. “Un po’ come sperare di rendere attrattivo un ospedale specializzato in ortopedia rompendo le ginocchia alle persone”, rincara Cia.

Tra i documenti più corposi vi è lo Studio Trasportistico effettuato nel corso del 2014 dallo studio TPS di Perugia, società di comprovata esperienza nel settore. Alcuni estratti sono chiarificatrici delle scarse potenzialità attrattive della nuova infrastruttura. Una linea che per il suo sviluppo marginale rispetto alla centralità urbana e per i tempi di percorrenza scarsamente competitivi rispetto al mezzo privato presenta “difficoltà ad attrarre nuova domanda e a risultare realmente alternativa per chi attualmente si sposta in città con il mezzo pubblico”. E ancora: “considerato il percorso della linea relativamente marginale rispetto all’abitato di Trento, è abbastanza evidente come nel caso del comune capoluogo la copertura delle fermate considerate rispetto alla distribuzione spaziale della popolazione sia abbastanza carente, con evidenti limiti nell’attrazione della domanda urbana”.

Per il consigliere Cia nello studio si manifesta quella che definisce una “inquietante” modalità per rendere appetibile l’infrastruttura agli abitanti di Mattarello: “La nuova linea Nord-Sud diventa il servizio portante per il collegamento con Trento per gli abitanti di Mattarello, ovviamente a seguito della riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico urbano, che prevede l’arretramento della linea 8 da Mattarello a Clarina e la ristrutturazione della linea 17 a nord, con attestamento a Bermax”.  “In pratica – sostiene il consigliere -, si toglie l’autobus per assicurare un maggiore bacino di utenza alla nuova infrastruttura: non si progetta più un’infrastruttura per dare risposta a un problema, ma si crea un problema nuovo per sostenere la nuova infrastruttura”.

Secondo Cia lo studio sfaterebbe inoltre il mito del possibile travaso di utilizzatori di automobile verso il nuovo treno, proprio dove il documento definisce questa possibile quota di domanda molto modesta, nello specifico “poco significativa” per gli spostamenti interni a Trento, sebbene il servizio abbia un carattere strettamente metropolitano, e anche “la tratta a sud della Stazione risulta tendenzialmente poco attrattiva per la diversione da auto”.

Chiarificatrice la conclusione, dove per il consigliere viene palesato un vero e proprio divieto di valutare e comparare alternative nello Studio Trasportistico: “su richiesta di TT spa, esulano inoltre dal presente studio raffronti con ipotesi di infrastrutturazione, fasatura di realizzazione o impiego di sistemi di trasporto alternativi rispetto a quanto previsto dal progetto in esame”. Cia chiede invece se non si ritenga opportuno confrontare il progetto con ipotesi alternative.

Lo studio trasportistico, affidato a TPS Pro di Perugia da Trentino Trasporti SPA, per conto della Provincia Autonoma di Trento, è stato poi sottoposto alla “validazione” del Dipartimento Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento.

Nella validazione è stata formulata una ridefinizione della stima della domanda sulla base di tre assunzioni: un diverso e “più opportuno” coefficiente di amplificazione del valore dell’ora di punta per ottenere le stime giornaliere e annuali, l’ampliamento della zona di interesse delle fermate da 200-400 m a circa 800 m che permette di stimare più persone potenzialmente interessate dalla nuova infrastruttura e la stima di tempi di percorrenza in auto “più realistici” che di fatto rende sulla carta meno appetibile l’utilizzo dell’auto rispetto alla nuova infrastruttura, “più confortevole, precisa e senza problemi di parcheggio”.

“Di fatto – chiude Claudio Cia -, quella che doveva essere la validazione di un’analisi dei costi e benefici si è trasformata in uno strumento di propaganda. Si è aumenta artificiosamente la stima della platea potenziale di utenti, pompando i dati per giustificare la nuova infrastruttura”, e chiede anche se tale validazione ha avuto dei costi, ed eventualmente quali.

Cia chiede inoltre alla Giunta provinciale se non ritenga utile approfondire la proposta avanzata da professionisti del territorio di una linea di tram di superficie che costituirebbe “un’infrastruttura leggera, meno costosa, più capillare ed efficacie. Il riferimento è alla proposta dell’associazione Campomarzio, collettivo trentino formato da ingegneri, architetti e sociologi, per un progetto di mobilità urbana di una linea circolare di tram che collegherebbe la città di Trento da nord a sud e passando per la collina.

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 24 luglio 2016:
Nordus, dati pompati

Esito dell'iniziativa

 

 

Qui l’interrogazione completa con più dettagli: Nordus, il nuovo progetto di metropolitana urbana fondato su dati “pompati”?

 

 

Qui la precedente interrogazione, con in allegato tutti gli studi riguardanti il progetto “Nordus”: Nordus, sono state valutate soluzioni più innovative ed economiche?

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