Nuovo caso Zappini: ormai si difende l’indifendibile!

Stupisce, ma a questo punto neanche troppo, la nuova interrogazione provinciale che tira in ballo la Dirigente della Centrale Unica di Emergenza (Cue) Luisa Zappini, alla quale viene contestato di aver usufruito dei permessi previsti dalla legge 104 per assistere un familiare, mentre in realtà sarebbe andata in vacanza alle Maldive, a Parigi, e nella terza occasione avrebbe presieduto il seggio per le elezioni del Collegio Ipasvi. Tutto da verificare naturalmente, nel frattempo è la dirigente stessa, che tranquillizza spiegando «Prima ero in ferie e poi sono tornata per fare assistenza. Quindi non c’è nessuna irregolarità».

Non è la prima volta che Zappini tranquillizza tutti, e in quelle occasioni non era finita nel migliore dei modi.

Ricordo il caso del concorso pubblico per la Centrale Unica che io stesso avevo sollevato per possibile conflitto di interessi: «non c’è parentela, non c’è contrasto» dichiarava la Dirigente provinciale e pure referente anticorruzione. Solo pochi giorni dopo, per la prima volta, la Provincia annullava il concorso in autotutela “alla luce del rapporto di conoscenza, che è stato evidentemente dimostrato e dichiarato”, notizia poi finita anche sui media nazionali.

Poche settimane fa è stato il caso delle elezioni del Collegio Ipasvi di Trento, convalidate dalla Presidente del seggio Luisa Zappini nonostante il mancato raggiungimento del quorum. Anche in questo caso l’elezione è stata annullata in autotutela e riconvocata, ma prima che ciò avvenisse Zappini aveva rassicurato tutti: “Mi sono confrontata con la presidente nazionale (dalla quale sarà poi smentita con un duro comunicato, nel quale si stigmatizzano gli episodi “incresciosi” accaduti durante il rinnovo di alcuni Consigli) e abbiamo comunque deciso di convocarci come direttivo”, o “non sono state ancora formalizzate le cariche” (nonostante la già avvenuta diramazione del comunicato che la vedeva rieletta Presidente).

Solo pochi giorni fa un altro caso, con dubbi sull’utilizzo dell’auto di servizio della Protezione Civile, con la quale si sarebbe recata a tenere corsi presso la scuola OSS, per questo pagata, pare chiedendo pure i rimborsi spese per la trasferta.Tutti episodi che dovrebbero portare chi di dovere a pensare all’affidabilità e adeguatezza della stessa per il proprio ruolo di Dirigente provinciale, ma anche di referente anticorruzione.

E’ stata sempre Luisa Zappini ad avviare un oneroso procedimento disciplinare nei miei confronti, che mi ha costretto ad arrivare fino al Ministero della Salute a Roma per difendermi, per un presunto comportamento contrario alla deontologia, in conseguenza di un articolo apparso sui quotidiani e un filmato postato su YouTube, che riprendevano i contenuti di una mia interrogazione provinciale sui temi della sanità. Una vicenda questa, che ha spogliato di credibilità l’intero Collegio Ipasvi, trascinato in tutto questo dalla Presidente Zappini.

E pensare che è proprio la stessa, a promuovere attività sui temi dell’etica e della deontologia che qualificano, guidano e garantiscono l’agire dell’infermiere!

Se anche quest’ultimo episodio dei permessi previsti dalla legge 104 venisse confermato, sarebbe il caso che la Provincia prendesse provvedimenti, smettendo di continuare a difendere l’indifendibile. Si tratterebbe di comportamenti che mettono a rischio la credibilità della stessa legge sull’assistenza ai famigliari: se passa il messaggio che questa viene usata per altro, a qualcuno potrebbe venire in mente di eliminarla, quando invece sempre più famiglie ne avrebbero bisogno.

A tutti va concesso un credito di credibilità, ma Luisa Zappini pare aver esaurito da tempo il proprio. Sarebbe forse opportuno, nel nome dell’etica e della deontologia che spesso proclama, che si facesse da parte per restituire dignità agli istituti che rappresenta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 24 gennaio 2018:

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 24 gennaio 2018:

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 23 gennaio 2018.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Nuovo caso Zappini, Claudio Cia (AGIRE): “Ormai si difende l’indifendibile!”

 

 

 

 

La vignetta di Domenico La Cava:

 

 

 

1 Commento

  1. Mi viene tristemente in mente “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare …”
    Per fortuna ci sono ancora persone come Claudio, e non solo, che vigilano anche per quelli che dovrebbero, e non lo fanno!
    Grazie a nome di noi cittadini

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