Opere incompiute… un primato fondato sull’omissione dei dati?

Il Trentino non manca mai di celebrarsi per i tanti primati, più o meno riscontrabili nel vissuto reale, che gli vengono riconosciuti da diversi organi di statistica nazionale, incassando complimenti e invidie. Ha ricevuto pure le lodi del Codacons come Provincia “più virtuosa“ perché ha segnalato di non avere opere incompiute all’Anagrafe delle Opere pubbliche Incompiute, come riscontrabile sul SIMOI, il Sistema Informativo Monitoraggio Opere Incompiute reperibile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ancora una volta, dunque, gli amministratori trentini sono stati i primi della classe battendo perfino quelli di Bolzano, che risulta avere 8 opere pubbliche incompiute.

Le disposizioni legislative che regolano tale registro sono volte a censire un’anagrafe completa di tutte le opere incompiute d’Italia e a definire la graduatoria delle priorità per costituire uno strumento conoscitivo teso ad individuare, in modo razionale ed efficiente, le soluzioni ottimali per l’utilizzo di tali opere attraverso il completamento ovvero il riutilizzo ridimensionato delle stesse, anche con diversa destinazione rispetto a quella originariamente prevista.

Le modalità di redazione dell’elenco-anagrafe delle opere incompiute, di formazione della graduatoria e la tempistica per la trasmissione dei dati sono tutte definite e per “opera pubblica incompiuta” si intende l’opera che non è stata completata per mancanza di fondi, per cause tecniche, per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, per il fallimento dell’impresa appaltatrice o  per il mancato interesse al completamento da parte del gestore. Si considera in ogni caso opera pubblica incompiuta un’opera che non risponde a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo e che non risulta fruibile dalla collettività.

Se è vero che vantiamo primati di cui possiamo andare fieri, è anche vero che non è tutt’oro quel che luccica. Appare falso, ad esempio, quanto dichiarato all’Anagrafe delle Opere pubbliche Incompiute, perché opere mai portate a termine o non fruibili dalla collettività sappiamo ahimè essercene.

Khaled Hosseini scriveva che le bugie rubano il diritto di qualcuno alla verità, e ciò motiva i cittadini a diffidare sempre perché, come diceva Carlo Goldoni, “le bugie sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento”. Con le bugie si può andare avanti in tutte le direzioni, ma non si può mai tornare indietro. Non vorremo scoprire di vivere in un Trentino ripieno di omissioni, dove la verità è percepita come negativa.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. a quale amministrazione e, nel dettaglio, a quale pubblico ufficiale va fatta risalire la comunicazione recapitata all’Anagrafe delle Opere pubbliche Incompiute, secondo la quale nella Provincia di Trento non esisterebbero opere incompiute;
  2. se non ritenga che l’aver taciuto la verità al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sia configurabile come falso in atto pubblico;
  3. quante, quali e dove sono situate le opere pubbliche incompiute presenti sul nostro territorio;
  4. quali sono le stazioni appaltanti, le risorse, la percentuale di lavori compiuti e le cause rilevanti dell’interruzione dei lavori per ognuna delle opere pubbliche che vorrà indicare nella risposta alla presente interrogazione;
  5. qual è la prossima scadenza utile per comunicare tramite il SIMOI il proprio elenco.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 12 gennaio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2503/XV

 

 

Risposta ricevuta l’8 marzo 2016: risposta interrogazione 2503 – opere incompiute

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