Il segretario del PATT Panizza, come i fedelissimi nel bunker di Berlino

La chiarezza che ha chiarito ciò che non è chiaribile non ha chiarito nulla.

E’ lo splendido elaborato di algebra politica propostoci nell’intervista di oggi dal Segretario del Patt, senatore Panizza.

Come nel bunker di Berlino, innebriato dai pensieri di congiure di Palazzo, dalla campagna di Ottobre al fattore “Kaswa”, dal tradimento dei “cappelli piumati” all’assedio pentastellato, dalle congiure referendarie a quelle contro il suo seggio, il nostro guru dell’Autonomia percepisce la realtà di una sfida ormai persa, un po’ come i fedelissimi dello storico bunker pensavano di vincere la guerra con i cosacchi a qualche centinaia di metri.

“Credo che l’obiettivo si raggiunga facendo quanto fa il sottoscritto”, dichiara il politico noneso.  Quanto egli intenda fare all’interno del suo Partito riguarda il suo Partito, sicuramente. Quanto egli pretenda di esportare del modello “Panizza”, già molto modestamente definitosi statista nell’intervista a commento del risultato elettorale del 2013, è fatto che riguarda la comunità politica tutta che, mi si consenta, ha altri riferimenti.

Umiltà, morigeratezza, senso del limite, ascolto, mediazione, confronto, il tutto senza secondi fini, sono il paradigma di una cultura autonomista, democratica, trentina che noi preferiamo; nulla a che spartire con il poliedrico incedere della superbia.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 28 febbraio 2017:

La lettera sul quotidiano “Trentino” del 5 marzo 2017, con immancabile commento del Direttore:

Esito dell'iniziativa

 

Commento in risposta alle dichiarazioni del Segretario del PATT Franco Panizza su “l’Adige” del 27 febbraio 2017:

 

 

 

 

 

 

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