PATT-i poco chiari… il patto elettorale poteva influire sulle elezioni

La magistratura oggi senza giri di parole scrive che il patto elettorale sottofirmato tra gli Schützen e gli aspiranti candidati del Patt, quello che il presidente della provincia Ugo Rossi e il senatore Franco Panizza dal loro più alto scranno istituzionale hanno definito una leggerezza, in realtà “poteva influire sulle elezioni provinciali”. Viene così confermata che la corruzione elettorale, una tipologia di reato che sappiamo essere tipica di latitudini diverse da quelle in cui vivono i tirolesi ed operano gli Schützen, è, ahimè, una realtà anche in Trentino.

Ora, non oso immaginare a quale altra corbelleria gli esponenti del Patt ricorreranno per minimizzare questo grave scadimento etico che ha visto in prima linea alcuni protagonisti della politica, in questo caso del Partito autonomista trentino tirolese e affini, e la politica stessa. Comportamenti come questi, sono uno schiaffo ai trentini che ancora non disertano le urne perché convinti che il loro voto, almeno quello, da noi ancora non si poteva comprare.

Ci troviamo di fronte ad una politica delle segreterie il cui scopo principale è raccattare, anche a qualunque costo, quanti più voti possibili per far pesare la propria importanza. A questa logica vengono sacrificati valori etici come l’onestà, la trasparenza e la coerenza. Si afferma così una politica fatta di tante maschere e pochi volti puliti.

Sono questi atteggiamenti che indeboliscono la credibilità e la difendibilità dell’autonomia trentina agli occhi dei molti che si dichiarano scettici verso la nostra “specialità”. Di sicuro chi nel passato con lungimiranza costruiva un futuro per la nostra autonomia portava avanti altri valori.

La politica se vuole recuperare credibilità deve ripartire dall’onestà e noi politici non possiamo esentarci dal fare il nostro esame di coscienza.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 24 aprile 2017:

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 24 aprile 2017:

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