Pd Trentino: “educare sin dalla giovanissima età con metodo scientifico…”

Non conosco il contenuto dei volantini “contro” l’assessore Sara Ferrari, sono sicuro però che, come il sottoscritto, di fronte ad eventuali affermazioni false potrà rispondere con la forza delle sue convinzioni e anche tutelarsi con strumenti legali. Quel che è certo è che se si scende nel campo dell’offesa personale, chiunque lo faccia, perde sempre la partita del confronto.

Detto ciò, ci sono però alcuni importanti passaggi  nelle poche righe del comunicato stampa del Pd Trentino in solidarietà all’assessore che non possono non generare qualche riflessione. Due parti in particolare risultano decisamente preoccupanti.

Il Pd Trentino ribadisce che “è importante essere educati sin dalla giovanissima età, con metodo scientifico, oggettivo, curato…”. Un modello di staliniana e hitleriana memoria quello di infondere nel cervello della gioventù un nuovo modello di Stato e di uomo. Se a pronunciare queste parole fosse stato qualcuno delle opposizioni si sarebbe gridato alla dittatura. E’ proprio quando – con rigore scientifico – si cambiano termini come “sesso” (due) in “genere” (indefiniti)​, aborto in “interruzione di gravidanza“, embrione in “prodotto del concepimento“, che noi modifichiamo la percezione della realtà.

Si sottolinea inoltre l’impegno del Pd Trentino sulle tematiche “della valorizzazione delle differenze”. Eccolo il nocciolo della questione. Una volta si insegnava l’uguaglianza, che di fronte alla legge siamo tutti uguali, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali… ora siamo tutti diversi. Bel passo avanti!

Dov’è finita la tutela del debole e del discriminato? Di questa resta quasi nulla nel famoso ddl di Arcigay & Pd. Più che il contrasto alle discriminazioni omofobiche infatti, si torna a questo concetto di “valorizzazione delle differenze”, una promozione del pluralismo sessuale come valore da perseguire, ecco il vero obiettivo, che si vorrebbe trasmettere nelle scuole col citato “metodo scientifico, oggettivo, curato…” e possibilmente senza che i genitori ne siano informati.

Sappiamo in cosa consiste una “promozione” nel nostro mondo consumista: una comunicazione di massa per creare consenso intorno a qualcosa, non necessariamente indispensabile. Viene da chiedersi se sia competenza provinciale declinare un diritto della personalità a livello locale, quando in tutta Italia ho il diritto di essere qualificato in modo univoco.

Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 3 ottobre 2015.

 

 

Uno dei testi “incriminati”: L’assessore vuole il gender? Ora ci sono le prove.

 

 

I miei precedenti interventi:

 

L’assessora Ferrari e l’ideologia gender che non esiste

 

L’assessora Ferrari e l’ideologia gender che non esiste (vol.2)

 

 

 

 

Si allega una breve bibliografia essenziale:

 

L’ideologia di genere di Manif Pour Tous Italia,  30 pagine

 

Genere o gender. Una lettura scientifica della dott.ssa Chiara Atzori, 22 pagine

 

Le radici storico-filosofiche dell’indifferentismo sessuale di Simone Pillon, 26 pagine

 

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