Ponte Caffaro e il pasticcio inconcepibile del nuovo ponte: la Provincia ne è a conoscenza?

Recentemente si sono visti e denunciati i problemi alla viabilità nelle Valli Giudicarie, ad un passo dalla prossima stagione invernale: solo per citarne alcuni, il proliferare dei semafori mobili nel Comune di Pinzolo, la chiusura del Ponte dei Servi nella zona di Comano Terme e la chiusura della statale 237 del Caffaro a Cimego (Borgo Chiese) per il ripristino del sovrappasso. In tale zona di confine sono emerse tra l’altro anche altre proteste dei cittadini in merito ad una nuova opera pubblica: il nuovo Ponte del Caffaro. Su tale opera conviene ripercorre quella che ormai è diventata la storia.

Nel 2012 il Comune di Bagolino ottenne dalla Provincia autonoma di Trento il finanziamento per la sostituzione del vecchio ponte di ferro sul Caffaro (a dir poco storico), considerato ormai inadeguato all’attuale intensità del traffico e gestito sia dalla Provincia di Trento, sia dalla Provincia di Brescia. A seguito dei pareri negativi riguardanti il primo progetto, nel 2014 si decise per la costruzione di un nuovo ponte, una sorta di rotatoria che affiancherebbe il ponte storico, ritenuto per vari motivi da conservare. Il costo dell’opera supera l’ammontare di 3.700.000,00 Euro e l’apertura era prevista approssimativamente per l’aprile 2018.

Si procede nel 2016 con l’inizio dei lavori, che però si rivelano subito poco funzionali; anzi, i problemi derivanti da un progetto errato hanno portato a parecchi disguidi che ne hanno bloccato l’apertura. Infatti è evidente la presenza di un dislivello insormontabile per gli autobus, l’impossibilità degli autoarticolati di deviare sulla nuova rotatoria e non da meno i danni subiti dagli abitanti delle case confinanti, i quali si sono rivolti al tribunale di Brescia che ha accolto la loro istanza bloccando temporaneamente l’apertura e rigettando le eccezioni depositate dal Comune di Bagolino.

A seguito di tutto ciò si sta riconsiderando l’idea, fino a ieri ritenuta impossibile, di ristrutturare il vecchio ponte “storico”. I sindaci dei paesi confinanti sostengono che i soldi stanziati saranno sufficienti per coprire le spese anche per questo intervento, cosa però da ritenersi improbabile. In tutto questo sfuggono i motivi del silenzio della Comunità di Valle delle Giudicarie e dell’Amministrazione comunale di Storo, dal momento che fra gli enti coinvolti nelle fasi del progetto preliminare vi sono anch’essi.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se la Provincia è a conoscenza dei gravissimi problemi sorti dopo la costruzione della rotatoria per il nuovo Ponte Caffaro;
  2. a quanto ammonta l’importo dei fondi pubblici stanziati dalla Provincia autonoma di Trento per tale opera pubblica;
  3. se verranno stanziati altri fondi per coprire gli errori del progetto;
  4. se ad oggi sono state svolte delle indagini sulle responsabilità dei danni denunciati, visti e considerati le gravi falle nella realizzazione di tale ponte;
  5. se il Comune di Storo e la Comunità di Valle delle Giudicarie hanno prontamente denunciato tali problematiche alla Provincia.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” dell’8 dicembre 2017:

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” dell’8 dicembre 2017:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a rispsota scritta presentata il 30 novembre 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5430/XV

 

Risposta ricevuta il 20 febbraio 2018: risposta interrogazione 5430 – ponte Caffaro

 

 

 

 

L’articolo su “Campane di Pinzolo”: Ponte Caffaro e il pasticcio inconcepibile del nuovo ponte: la Provincia ne è a conoscenza?

 

 

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