Procedura selettiva indetta dall’APT Val di Non: già noto da tempo il vincitore?

A partire dal 2005 le ApT non sono più organizzazioni pubbliche, ma considerate aziende private, nonostante esse esplichino di fatto un’attività di pubblico interesse e il loro bilancio sia costituito per la quasi totalità da trasferimenti da parte degli enti locali, beneficiando infatti di agevolazioni annuali da parte della Provincia autonoma di Trento secondo criteri definiti con deliberazione della Giunta provinciale n. 3026 del 30 dicembre 2005 a sostegno dell’attività di informazione ed accoglienza turistica, marketing turistico e valorizzazione delle risorse territoriali.

Il processo di privatizzazione doveva portare ad una maggiore responsabilizzazione ed autonomia decisionale da parte della governance locale. Pur non rientrando di fatto nella pubblica amministrazione, sembrerebbe scontato che nell’ottica della maggiore responsabilizzazione, la gestione di tali società debba rispettare i principi di trasparenza e di non discriminazione, particolarmente nell’assunzione del personale, nella gestione degli appalti ed in generale nell’uso delle risorse, dato che si tratta dei soldi delle tasse prelevate dalle tasche dei cittadini. Per questi motivi, i dipendenti delle aziende dovrebbero essere assunti con la stesse procedure previste per i posti a tempo indeterminato all’interno negli enti locali, ovvero attraverso prove concorsuali scritte, ed eventualmente orali. Secondo quanto previsto dalla deliberazione n. 2826 di data 23 ottobre 2003 “Modalità per il riconoscimento delle Aziende per il turismo”, in sede di domanda di finanziamento il legale rappresentante dell’ApT dichiara che, nello svolgimento delle attività previste, l’azienda intende assicurare il rispetto del principio di trasparenza e l’osservanza della normativa vigente conseguentemente all’utilizzo di risorse finanziarie di provenienza pubblica e alla rilevanza dell’attività pubblica svolta. In particolare, per l’assunzione di personale, l’azienda garantirà la trasparenza nelle procedure di scelta ricorrendo, in relazione alle professionalità necessarie, ad idonee forme di pubblicizzazione.

Analizzando le assunzioni compiute all’interno di più ApT, qualche dubbio si pone, anche perché le persone che percepiscono stipendi sono molte, ma in questi anni i concorsi pubblici resi noti a tutti o gli avvisi di assunzione sono stati pochi, mentre le “selezioni pubbliche” promosse si sono spesso rivelate un paravento formale dietro al quale nascondere nomine riconducibili a chiamate dirette, spesso favorendo persone in qualche modo imparentate o con legami di amicizia a personaggi pubblici, altre volte per “stabilizzare” personale già nell’ambito delle Aziende stesse.

In questa occasione mi trovo a segnalare un caso esemplare nell’ambito di una “selezione pubblica” indetta dall’ApT della Val dl Non, che ha attivato una selezione per titoli per assumere, inizialmente a tempo determinato ma eventualmente rinnovabile o commutabile in contratto a tempo indeterminato, un “addetto culturale di valle” per il coordinamento delle attività culturali in seno all’Azienda. Il concorso dell’ApT, anziché svolgersi per esami, prevede la valutazione dei titoli e un colloquio orale.

Appaiono fin da subito particolarmente specifiche le esperienze in valutazione, nello caso in questione una laurea in conservazione dei beni culturali o equipollenti e almeno un anno di comprovata esperienza nella gestione di beni culturali. Tale bando risulta contraddittorio e fuorviante, richiedendo una laurea in conservazione dei beni culturali per attività che per la maggior parte appaiono estranee al titolo di studio richiesto, rientrando tra le competenze proprie di un laureato in marketing o comunicazione (coordinamento calendario dell’ApT, coordinamento piano editoriale social ApT, coordinamento in sinergia con la direzione delle pubbliche relazioni aziendali, realizzazione di testi e comunicati stampa…).

I criteri di valutazione prevedono una valutazione massima di 80 punti.

50 punti attribuiti vengono attribuiti per la valutazione dei curricola, con particolare attenzione a “precedenti esperienze professionali attinenti alla conoscenza storica, architettonica ed artistica del territorio della Valle di Non”, alla “organizzazione di eventi culturali”, ad “esperienze professionali nell’ambito della comunicazione, ufficio stampa, social media e web”, e altre conoscenze specifiche o titoli “di interesse per l’azienda” come “capacità di utilizzare programmi di grafica, esperienze nei settori della fotografia, video production”, titolo di Guida turistica, Membro di Comitato artistico di eventi specifici, conoscenze di lingue straniere “risultante da attestazioni”. Caratteristiche ben circostanziate che inducono a pensare che di fatto il destinatario delle selezione sia già stato individuato per le vie brevi e la selezione confezionata su misura.

I candidati che dalla valutazione del curriculum supereranno i 30 punti verranno invitati ad un colloquio orale che potrà assegnare fino ad un massimo di ulteriori 30 punti. Il candidato affronterà la prova orale di fronte ad una commissione valutatrice formata dal Direttore dell’ApT, da un membro del Consiglio di Amministrazione dell’ApT e da un membro del Comitato Direttivo del Centro Culturale d’Anaunia.

Le candidature scadevano martedì 20 febbraio, i colloqui si sono tenuti lunedì 26 febbraio, ed “entro mercoledì 28 febbraio” il Cda doveva approvare la graduatoria di merito.

A questo punto va detto che gli addetti ai lavori conoscevano già da tempo il nome della vincitrice del concorso. Lo scrivente consigliere provinciale ha ricevuto in data 16 febbraio 2018 (quindi ancora prima della scadenza per la presentazione delle candidature), comunicazione scritta tramite posta prioritaria, quindi con data verificabile, che informava del nome della “futura” vincitrice del concorso, a quanto pare già ben noto ai membri del Cda.

Casualmente la graduatoria finale della selezione di “addetto culturale di valle” vede al primo posto proprio chi mi era stato puntualmente indicato.

Andando a verificare a posteriori il curriculum della vincitrice, disponibile a tutti online, e confrontandolo con i requisiti del bando, non si può fare finta di non riconoscere una sorprendente corrispondenza a tutte le caratteristiche richieste. A essere del tutto onesti sembrerebbe più che altro che si sia usato il curriculum come scaletta per le caratteristiche richieste dalla selezione.

Attenzione, non si mette minimamente in dubbio la preparazione, la competenza e le sicure capacità della singola persona, che anzi, viste le referenze avrebbe sicuramente potuto superare brillantemente qualsiasi concorso: quello che si contesta è il grossolano tentativo dell’ApT di tenere una “pubblica selezione” per dare una parvenza di correttezza ad un procedimento che, di fatto, è riconducibile ad una nomina per chiamata diretta. Considerato che oltre a riceve comunque soldi pubblici, l’azienda privata che è l’ApT Val di Non, ancorché partecipata da enti pubblici, coinvolge anche soggetti privati che rappresentano i settori economico sociali che fanno parte del direttivo, si ritiene particolarmente sconveniente tale comportamento. Un’operazione che si trasforma anche in una presa in giro a danno degli altri partecipanti alla selezione, che probabilmente avrebbero dedicato il loro tempo ed energie ad altri progetti, se avessero saputo prima che quel posto era di fatto già stato deciso.

Sorgono a questo punto anche dei leciti dubbi sull’imparzialità della Commissione valutatrice considerato che dal curriculum della vincitrice si apprende come abbia già avuto rapporti lavorativi direttamente con la stessa ApT Val di Non, proprio per l’aiuto al coordinamento e gestione di progetti previsti dalla mansione oggetto di bando, nonché con lo stesso Centro Culturale d’Anaunia, sempre su progetti previsti dalla mansione oggetto di bando.

La specificità dei requisiti di esperienza richiesti, che paiono essere ritagliati su misura più su una persona specifica già individuata, che sulle effettive peculiarità dalla mansione oggetto di bando, la mancanza di anonimato senza una prova scritta e le indiscrezioni e segnalazioni puntuali circolate ben prima che si chiudessero i termini per la partecipazione alla selezione, gettano ombre sull’operato di una società cooperativa che secondo il bilancio preventivo 2018, approvato il 28 novembre 2017, riceverà 948.000,00 Euro di contributi dalla Provincia, non poco per una “azienda privata”, questa la stima che l’Azienda fa per le presenze attese. Le spese per il personale dell’ApT, voce di maggiore costo, sempre secondo il bilancio di previsione 2018, saranno di 502.000,00 Euro.

Premesso quanto sopra, si interroga l’Assessore competente per sapere:

  1. a quanto ammonta il totale delle risorse erogate dalla Provincia alla ApT Val di Non, dalla costituzione della società ad oggi? Si chiede il dettaglio per anno e per tipologia d’intervento.
  2. A quanto ammonta il numero complessivo dei dipendenti assunti presso l’ApT Val di Non, con quale modalità sono state divulgate le offerte di lavoro e con quale modalità sono avvenute le selezioni degli stessi.
  3. Si chiede l’elenco finale di merito formulato sulla base del punteggio complessivo ottenuto nella valutazione dei curricula e nella valutazione del colloquio orale, approvato con apposita delibera del Consiglio di Amministrazione dell’ApT Val di Non, con indicazione in dettaglio della ripartizione dei punteggi attribuiti, relativo all’avviso di selezione pubblica per il conferimento di incarico di “addetto culturale di valle”;
  4. se non si ritiene in conflitto di interessi una Commissione valutatrice in conoscenza approfondita, legata all’ambito professionale, della vincitrice della “selezione”;
  5. se non considera che la mancanza di anonimato (garantito invece dalle prove scritte) e le indiscrezioni e segnalazioni puntuali che sono circolate ancora prima dei termini per la partecipazione al bando, gettino per l’ennesima volta ombre sulle “selezioni pubbliche” nell’ambito delle ApT;
  6. se le ApT, considerato che è buona prassi che i dipendenti vengano assunti con le stesse procedure previste per i posti a tempo indeterminato all’interno degli enti locali, hanno la consuetudine di intraprendere selezioni pubbliche senza prove concorsuali scritte
  7. se non si considera il bando formulato dall’ApT Val di Non contraddittorio e fuorviante, dal momento che le attività richieste rientrano tra le competenze proprie di un laureato in marketing o comunicazione e sono estranee al titolo di studio richiesto.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 16 marzo 2018, in attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5754/XV

 

 

 

Allegati:

 

bando ApT Val di Non – addetto culturale

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Concorso farsa in ApT Val di Non? “Selezione pubblica” o ennesima chiamata diretta?

 

 

L’articolo su “Trento Today”: Selezione pubblica in ApT, Cia: il nome della vincitrice già noto da tempo

 

 

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