Promozione dell’attività fisica e tutela sanitaria delle attività sportive e motorie

La recente approvazione – da parte della Camera dei Deputati – in via definitiva all’unanimità della proposta di legge costituzionale che inserisce la tutela dello sport all’interno della Costituzione della Repubblica Italiana ha previsto l’introduzione della seguente disposizione all’interno dell’articolo 33 della Carta, sancendo che “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. Tale previsione costituzionale ribadisce l’importanza rivestita dalla disciplina sportiva all’interno della quotidianità della cittadinanza e rinnova l’impegno dell’Ente pubblico a favore di uno stile di vita sano, da promuovere anche attraverso la prescrizione individualizzata dell’esercizio fisico in individui sani sedentari e in individui fragili ai fini della c.d. “sport terapia”.

Si evidenzia inoltre come, recentemente, il Ministro della Salute abbia incaricato un tavolo di lavoro ministeriale di studiare le modalità più efficaci per inserire all’interno dei livelli essenziali di assistenza (in sigla LEA) del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) la prescrizione dell’esercizio fisico a fini preventivi e terapeutici. All’interno del Decreto Ministeriale 18/02/1982, sono elencati Disegno di legge presentato in data 11 marzo 2024. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: disegno di legge n. 18/XVIIi disposti generali per la tutela della salute delle attività sportive e viene demandato alle Regioni e alle Provincie autonome il compito di emanare provvedimenti che identifichino nel dettaglio le modalità con cui tale tutela debba essere attuata.

All’interno del territorio della Provincia autonoma di Trento, la materia della tutela della salute delle attività sportive è stata tuttavia trattata in maniera disorganica, esaurendosi in alcuni articoli (capo III, articoli dal n. 37 al 43) della l.p. 29 agosto 1983 n. 29 e nella Deliberazione della Giunta provinciale n. 2766 del 23.10.2003. In un momento storico di passaggio, anche per quanto riguarda il Trentino, ad una sanità “Universitaria” e ad una Medicina dello Sport Olimpica, si ritiene non più procrastinabile una revisione organica della materia che, per quanto riguarda la certificazione di idoneità agonistica deve mirare, come previsto dalla “Circolare 18 marzo 1966 n. 500.4/MSP/CP/643 (Linee guida per l’organizzazione omogenea della certificazione di idoneità all’attività sportiva agonistica)” approvate dal Ministero della Sanità, a identificare modalità di intervento utili a realizzare, tra le altre cose: facilità di accesso alle visite, in modo che un numero sempre maggiore di atleti possa essere sottoposto alla visita annuale, snellezza e rapidità nelle procedure, monitoraggio sistemico regionale, ed in prospettiva nazionale, dei soggetti abilitati alla pratica sportiva agonistica suddivisi per tipologia di sport, per età e sesso. Ciò premesso, il disegno di legge posto all’attenzione del Consiglio provinciale di Trento mira ad un intervento normativo che non esaurisce il suo campo di azione nella regolamentazione delle modalità di accesso alle visite di idoneità sportiva agonistica e non agonistica, ma che faccia risaltare l’autonomia della medicina dello sport tra le specialità mediche dell’area preventiva e sociale, nonché la multidisciplinarietà dell’azione dello specialista in medicina dello sport.

L’articolo uno del disegno di legge, dopo aver ribadito che nel rispetto della legge provinciale sulla tutela della salute 2010 la Provincia assicura la tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria in tutti i suoi aspetti e promuove l’educazione sanitaria relativa all’attività sportiva quale strumento d’idoneo sviluppo psico-fisico, di miglioramento dello stato di salute, di prevenzione di situazioni patologiche, ricorda che tali interventi vengono svolti secondo anche quanto previsto dalla legge provinciale sullo sport 2016 e le disposizioni normative richiamate in quest’ultima.

L’articolo due, successivamente all’elencazione delle attività che costituiscono la tutela sanitaria delle attività sportive (interventi di educazione sanitaria, accertamenti, certificazioni di idoneità generiche e specifiche, prescrizione di esercizio fisico mirato e individualizzato, assistenza medica alle gare, prevenzione e contrasto all’uso di doping nella pratica sportiva a ogni livello, attività di formazione e aggiornamento in materia di medicina, alimentazione e fisiologia dello sport ecc.), sancisce come tali interventi vengano realizzati, nell’ambito delle rispettive competenze, dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS) attraverso i propri medici specialisti in medicina dello sport, dai medici specialisti in medicina autorizzati dalla Provincia presso i propri studi o ambulatori medici o dai medici specialisti in medicina presso le strutture private autorizzate, dalle istituzioni scolastiche, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalla Federazione medico-sportiva italiana (FMSI), nonché dalle organizzazioni sportive in base a quanto previsto dal disegno di legge.

L’articolo tre della novella legislativa elenca i soggetti destinatari degli interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva, non limitandosi ai soli residenti nel territorio della Provincia autonoma di Trento e agli studenti di ogni ordine e grado, ma estendendo ragionevolmente, attraverso quello che si ritiene essere un importante intervento nell’ambito delle politiche inclusive, il campo di azione nei confronti di tutti coloro che praticano attività motoria e sportiva in qualsiasi forma (dilettantistica, semiprofessionistica o professionistica) e a qualsivoglia livello (non agonistico, ludico-motorio o ricreativo), ai partecipanti alle fasi nazionali dei giochi della gioventù, a coloro che necessitino di specifiche valutazioni per la riammissione allo svolgimento di attività ludico-motoria o sportiva, a chi necessiti di una specifica definizione dell’intensità di esercizio fisico, nonché al personale tecnico-sportivo e agli ufficiali di gara.

L’articolo quattro, invece, elenca le funzioni riservate alla Provincia autonoma di Trento in attuazione della normativa in materia di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria, ribadendo come a tale Istituzione spetti: la definizione e l’erogazione degli interventi di tutela sanitaria affinché essa venga resa effettiva sul territorio di competenza attraverso il coinvolgimento dei diversi settori e soggetti competenti; l’autorizzazione all’attività di accertamento e certificazione dell’idoneità alla pratica sportiva da parte di soggetti privati, compresa l’attività di vigilanza in ordine ai requisiti richiesti; l’istituzione di un apposito elenco dei soggetti privati autorizzati alla certificazione di idoneità agonistica e delle strutture private di medicina dello sport; la nomina di una commissione provinciale d’appello per l’esame dei ricorsi avverso i giudizi di non idoneità specifica alla pratica dell’attività sportiva agonistica (secondo quanto previsto dal successivo art. 10); il costante aggiornamento professionale del personale dell’APSS attraverso la collaborazione con Enti educativi e formativi, Federazioni e Ordini professionali; l’istituzione del libretto sanitario dell’atleta e di un registro informatico provinciale, in cui registrare i giudizi relativi all’idoneità/inidoneità alla pratica sportiva agonistica; la promozione e il coordinamento, attraverso il coinvolgimento dei professionisti sanitari, nonché dei docenti sanitari della scuola dello sport del CONI, di azioni di educazione alla salute. Nel secondo comma dell’articolo quattro si sancisce che gli atti programmatici emanati dalla Provincia autonoma di Trento, anche quando riferiti a singole parti del territorio provinciale, evidenziano le esigenze in ambito medico sportivo mediante una specifica ricognizione e valutazione del fabbisogno di ambulatori e di studi professionali di medicina dello sport secondo criteri di ottimale distribuzione sul territorio, anche con riferimento al riconoscimento di bisogni specifici. Tale previsione, favorisce lo sviluppo di un sistema di qualità che tenga conto sia delle peculiarità orografiche del Trentino, sia della distribuzione di risorse (pubbliche o private accreditate) sul territorio in modo da rendere la tutela della salute delle attività sportive definitivamente compiuta.

L’articolo cinque del disegno di legge ribadisce il ruolo fondamentale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari quale punto di riferimento nella definizione degli standard qualitativi delle prestazioni di medicina dello sport. E’ infatti da considerare che – oltre a progettare e erogare gli interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria attraverso le visite e gli accertamenti sanitari integrativi previsti per il conseguimento dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica e non – essa si occupa di esercitare l’attività di controllo sulle strutture di medicina dello sport private accreditate al fine di garantire la qualità delle prestazioni sanitarie erogate anche al fine di garantire il corretto rilascio delle certificazioni di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non. Oltre a ciò, individuando reti di professionisti consulenti per le specifiche branche specialistiche di interesse della medicina dello sport, contribuisce altresì a definire percorsi di gestione delle problematiche ortopediche e traumatologiche (infortuni muscolo-scheletrici) che rappresentano una delle prime cause di abbandono dell’attività fisica e sportiva e che rischiano, se trascurati, di divenire fonte di futura spesa per il sistema sanitario. Viene inoltre riaffermata l’importanza dell’attività di APSS nella promozione e attuazione di interventi di educazione sanitaria (anche in tema di sensibilizzazione e di informazione sul doping) e nell’assicurare la sorveglianza epidemiologica con riguardo alle cause di inidoneità agonistica attraverso la definizione di percorsi clinico diagnostici di qualità a supporto dell’attività di certificazione effettuata dallo specialista in medicina dello sport. Si prevede altresì che l’Azienda provinciale per i servizi sanitari attui, con cadenza quinquennale, un’apposita ricognizione e valutazione dei bisogni specifici dei servizi di medicina dello sport al fine di garantire il continuo aggiornamento e miglioramento del sistema di tutela sanitaria delle attività sportive sul territorio, anche attraverso il coinvolgimento delle società sportive.

Con riferimento agli accertamenti sanitari e alle connesse certificazioni di idoneità per l’esercizio di attività sportiva, dopo un richiamo alla vigente normativa statale nell’ambito delle diverse classi di attività che si estende altresì a periodicità, soggetti per i quali la certificazione è obbligatoria o facoltativa e relativa durata, l’articolo sei del disegno di legge sancisce che la Giunta provinciale – sulla base dei criteri tecnici generali stabiliti dallo Stato – definisca la disciplina degli accertamenti e delle certificazioni previsti. La novella legislativa ribadisce come l’accertamento dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica degli atleti disabili comporti un giudizio altamente individualizzato svolto in centri appositamente autorizzati dalla Provincia. Nel campo dell’educazione sanitaria relativa all’attività sportiva, si prevede altresì l’emanazione – tramite deliberazione della Giunta provinciale – di linee guida, indirizzate a operatori di società sportive, atleti, istituzioni scolastiche e Università al fine di garantire la diffusione della conoscenza delle prestazioni garantite dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari e dai soggetti privati accreditati, con particolare riferimento alle modalità di richiesta, rilascio e conservazione dell’accertamento dell’idoneità alla pratica di attività sportiva e alla periodicità degli accertamenti in base alle diverse discipline sportive.

L’articolo sette, dedicato alla certificazione dell’idoneità all’attività sportiva agonistica, ricorda che essa può essere rilasciata esclusivamente da medici in possesso della specializzazione in medicina dello sport o dell’attestato ministeriale previsto dall’articolo 8 della Legge n. 1099/1971 che siano: dipendenti dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (o titolari di un rapporto di convenzione con essa); medici specialisti in medicina dello sport operanti presso gli ambulatori o studi privati, oppure operanti presso le strutture autorizzate quali centri di medicina dello sport. Il comma 2 del sopracitato articolo si occupa di delineare le strutture presso le quali è possibile effettuare gli accertamenti e ottenere la certificazione di idoneità all’attività sportiva agonistica. Successivamente si ricorda che l’autorizzazione alla certificazione viene rilasciata ai soggetti privati richiedenti, previa verifica di requisiti come il possesso della specializzazione o dell’attestato ministeriale poc’anzi citato da parte del medico chiamato a rilasciare la certificazione di idoneità o la disponibilità presso l’ambulatorio o lo studio professionale di adeguate attrezzature e dispositivi medici, in relazione alla specifica attività svolta. L’ultimo comma dell’articolo istituisce l’elenco dei medici specialisti in medicina dello sport autorizzati all’erogazione delle prestazioni sanitarie in materia di accertamento e rilascio della certificazione dell’idoneità all’attività sportiva agonistica presso studi o ambulatori privati. Viene demandata all’emanazione di una deliberazione di Giunta provinciale la definizione dei requisiti per l’ottenimento dell’autorizzazione, nonché i requisiti strumentali, oltre naturalmente alle modalità di tenuta, aggiornamento e pubblicazione dell’elenco. Tale innovazione vuole porsi in discontinuità con quanto attualmente previsto dalla delibera della Giunta provinciale di Trento n. 2766/2003 che – al contrario di quanto avviene nelle altre Regioni italiane – non definisce requisiti minimi per la dotazione strumentale dello studio o ambulatorio di medicina dello sport, ma parla genericamente di strumentazione adeguata. Nel circolo virtuoso che si vuole innescare con la presente proposta legislativa, si evidenzia tuttavia come la complessità dell’intervento dello specialista in medicina dello sport al fine di tutelare la salute di chi pratica attività sportiva debba essere chiaramente certificata attraverso la definizione di standard di qualità per definire la struttura sanitaria in cui egli dichiara di operare.

L’articolo otto del disegno di legge riferendosi alla certificazione dell’idoneità all’attività sportiva non agonistica, sancisce che il rilascio della stessa sia effettuato dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta – relativamente ai propri assistiti –, dal medico specialista in medicina dello sport, oppure dai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana del CONI.

Per quanto riguarda la realizzazione di strutture sanitarie abilitate al rilascio della certificazione e a esercitare le connesse attività sanitarie di accertamento, l’articolo nove del disegno di legge, dopo un richiamo alla legge provinciale sulla tutela della salute 2010 per quanto attiene ai requisiti generali per l’accreditamento, demanda ad un regolamento l’attuazione dell’articolo attraverso la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi in base ai quali le strutture di medicina dello sport autorizzate sono classificate in centri di medicina dello sport di primo, secondo e terzo livello, definendo gli accertamenti e le prestazioni sanitarie di competenza. La scelta di delegare ad un regolamento la classificazione delle strutture, oltre a garantire la massima flessibilità in relazione alle esigenze organizzative, permette una maggiore conoscibilità del sistema da parte del cittadino e dei professionisti sanitari. Si è optato invece per la definizione nello specifico delle caratteristiche proprie e dei servizi garantiti dalle strutture di terzo livello all’interno del secondo comma, alla luce del forte rilievo che esse assumono nell’ambito organizzativo dell’impianto normativo. Il terzo comma prevede che i centri territoriali di medicina dello sport della Federazione Medico Sportiva Italiana possano essere autorizzati come centri di secondo livello. Successivamente si prevede che con deliberazione della Giunta provinciale – previo parere della competente Commissione permanente del Consiglio provinciale – siano definiti: modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione e per la verifica della sussistenza dei requisiti richiesti per l’ottenimento della stessa; modalità per la verifica periodica legata al possesso e al mantenimento dei requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi generali e specifici, nonché casi per i quali è prevista la perdita dell’autorizzazione; requisiti e modalità delle strutture di medicina dello sport abilitate al rilascio della certificazione per l’iscrizione ad un apposito registro provinciale. Viene inoltre stabilita la possibilità per i centri di secondo e terzo livello di chiedere l’accreditamento a livello provinciale. Si prevede infine che nel caso di modificazioni o integrazioni della normativa statale in materia di indagini clinico-strumentali e relative metodiche previste per le diverse discipline sportive la Giunta provinciale stabilisca i termini entro i quali vada effettuato l’adeguamento della dotazione strumentale delle strutture.

L’articolo dieci della novella legislativa si riferisce alla possibilità per la Giunta provinciale di nominare una Commissione provinciale d’appello, deputata a esprimersi sugli eventuali ricorsi relativi a giudizi di inidoneità promossi dagli interessati entro trenta giorni dalla comunicazione, sancendone la composizione (membri effettivi e supplenti) e le modalità di selezione dei componenti. Si ipotizza altresì che la Commissione, in relazione ai singoli casi da esaminare, possa avvalersi di medici o di professionisti dell’esercizio fisico in grado di permettere di dirimere a qualsiasi titolo il dubbio d’idoneità, finanche a disporre che il ricorrente sia sottoposto ad accertamenti presso strutture sanitarie pubbliche. Successivamente, vengono definite le modalità attraverso le quali la Commissione giunge alla decisione definitiva, prevedendo la possibilità che l’interessato possa essere assistito (a proprie spese) da un medico di sua fiducia, entro trenta giorni dalla ricezione del ricorso; l’espressione della Commissiona viene in seguito inviata all’interessato, allo specialista che ha certificato la non idoneità e alla società/organizzazione sportiva o ente a cui l’interessato sia iscritto. Infine, si stabilisce che ai componenti della Commissione spetti il solo rimborso delle spese nella misura prevista dalla normativa provinciale in materia di organi collegiali.

All’interno dell’articolo undici viene previsto che le società e le organizzazioni sportive subordinino il tesseramento e la partecipazione all’attività sportiva dei propri iscritti agli accertamenti e alle certificazioni previsti dalla legge, ribadendo la necessità di una collaborazione tra il mondo dell’associazionismo sportivo e le strutture sanitarie pubbliche e private, al fine di garantire la programmazione delle visite di idoneità agonistica, la conservazione dei certificati e la verifica delle relative scadenze. Si prevede altresì che le società e le organizzazioni sportive non possano accettare certificati rilasciati da strutture e professionisti diversi da quelli specificati nel testo del disegno di legge oppure qualora non rechino il numero di autorizzazione provinciale. Con riferimento alle manifestazioni sportive che a qualsiasi livello vengono svolte sul territorio provinciale, si prevede che l’organizzatore dell’iniziativa sia tenuto ad assicurare – a proprie spese – per tutti i partecipanti, un idoneo servizio di assistenza medica e di pronto soccorso.

L’articolo dodici istituisce il libretto sanitario a uso medico sportivo, quale documento valido per dieci anni che viene consegnato all’interessato dallo specialista in medicina dello sport al momento della prima visita e aggiornato nelle successive visite. Tale documento, oltre alle generalità dell’interessato, conterrà dati relativi alla carriera dell’atleta e agli esiti degli accertamenti effettuati dagli specialisti di medicina sportiva.

L’articolo tredici del disegno di legge istituisce invece il registro informatico delle idoneità sportive, all’interno del quale i medici certificatori sono chiamati a registrare le idoneità sportive riconosciute, verificando i dati dell’utente e valutando eventuali motivazioni ostative. Tale strumento consentirebbe agli ufficiali di gara, nonché agli incaricati di federazioni ed enti di promozione sportiva, la visualizzazione dei dati anagrafici degli sportivi con certificazione in corso di validità unitamente all’indicazione dell’idoneità ad una o più discipline sportive, con connessa data di scadenza. Tale strumento, che può sostituire il libretto sportivo previsto dall’articolo precedente e integrare il fascicolo sanitario elettronico, è quindi funzionale non solo ai fini della tutela della salute dell’atleta, ma anche all’esonero da eventuali responsabilità nei confronti del Presidente dell’associazione sportiva.

All’interno dell’articolo quattordici si prevede l’istituzione di un Comitato tecnico consultivo per la medicina dello sport, del mandato di cinque anni, con funzioni tecnico-consultive in materia di corretta osservanza delle procedure inerenti alle visite e al rilascio della certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica. Esso, inoltre, sarà chiamato a coadiuvare l’APSS nella definizione del fabbisogno per quanto attiene al servizio di medicina specialistica convenzionata. L’articolo stabilisce che la partecipazione al Comitato è a titolo gratuito e che ai componenti spetta solo il rimborso delle spese nella misura prevista dalla normativa provinciale in materia di organi collegiali.

L’articolo quindici del disegno di legge istituisce l’osservatorio epidemiologico provinciale informatizzato per la medicina dello sport che provvede all’analisi e raccolta dei dati concernenti le patologie che precludono l’esercizio dell’attività sportiva agonistica o che da questo conseguono; valuta gli aspetti specifici della materia, con particolare riferimento alle cause di sospensione dell’attività sportiva, alle cause di non idoneità, alla prevalenza di determinate patologie nei soggetti che praticano attività sportiva e motoria. Si prevede altresì che i dati raccolti, vengano elaborati e resi pubblici annualmente dalla Provincia.

L’articolo sedici stabilisce la gratuità delle prestazioni per gli accertamenti sanitari relativi all’idoneità sportiva, compresi quelli di revisione, nei limiti in cui lo sono per la generalità dei cittadini ai sensi della normativa in vigore. Si prevede un’eccezione per quanto riguarda le spese per gli esami e le analisi relative ai controlli antidoping che non vengano disposti d’ufficio, i quali sono a carico dell’ente organizzatore della competizione sportiva.

L’articolo diciassette prevede che la Provincia autonoma di Trento, anche per mezzo dei propri enti strumentali, sia l’Istituzione autorizzata al trattamento dei dati dei soggetti coinvolti dagli interventi, nel rispetto delle sue competenze e funzioni istituzionali, potendo avvalersi – nello svolgimento di questa funzione – di piattaforme o applicazioni informatiche che assicurino la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati, nel rispetto dei principi di proporzionalità e di minimizzazione sanciti dalla normativa europea. Si stabilisce inoltre che il trattamento di categorie particolari di dati, quali quelli relativi allo stato di salute degli sportivi, avviene nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2 sexies del D.lgs. n. 196/2003. Tale regolamento individua altresì la tipologia di dati suscettibili di trattamento, le operazioni eseguibili, le idonee misure di sicurezza adottate ai sensi della normativa europea vigente (anche in relazione all’esito della preventiva valutazione d’impatto richiesta) e le garanzie da accordare agli interessati. L’ultimo comma dell’articolo diciassette sancisce che l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, i medici specialisti in medicina dello sport autorizzati dalla provincia presso i propri studi o ambulatori medici, i medici specialisti in medicina dello sport presso le strutture private autorizzate, le istituzioni scolasti, il CONI, la FMSI, nonché le organizzazioni sportive – in quanto soggetti coinvolti o incaricati dello svolgimento dei servizi di interesse generale dal presente disegno di legge – siano responsabili del trattamento dei dati secondo quanto previsto dal Regolamento generale sulla protezione dei dati.

All’articolo diciotto la proposta normativa effettua le seguenti abrogazioni di disposizioni che non trovano più applicazione, in quanto desuete o in conseguenza delle disposizioni precedenti. Nello specifico:- lettera a): si abroga il capo III del titolo I della legge provinciale 29 agosto 1983 n. 29 in quanto le disposizioni in esso contenute sono superate dalle proposte contenute all’interno degli articoli precedenti;- lettera b): si abroga l’articolo 46 della legge provinciale 22 aprile 2014, n. 1, in quanto la novella legislativa, operante un riordino della materia, propone all’interno di un unico testo di legge anche le disposizioni relative alla Commissione provinciale di appello deputata a esprimersi sugli eventuali ricorsi relativi a giudizi di inidoneità promossi dagli interessati (art. 10 del presente disegno di legge);- lettera c): si abroga la lettera d) del comma 2 dell’articolo 1 e l’articolo 53 della l.p. 5 novembre 1991, n. 23, le funzioni in esse previste trovano nuova collocazione ai sensi delle disposizioni del Capo II del presente disegno di legge;- lettera d): conseguentemente all’eliminazione dell’art. 53 della l.p. 23/1991, si rende necessaria l’abrogazione dell’articolo 10 della l.p. 19 febbraio 1993, n. 5. Il comma due del presente articolo prevede che fino alla data di entrata in vigore del regolamento attuativo e delle disposizioni a carattere generali previsti dal presente disegno di legge, si continui ad applicare, in quanto compatibili, la normativa previgente relativa alle corrispondenti disposizioni.

L’articolo diciannove del disegno di legge dispone le variazioni di bilancio provinciale per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026, necessarie per fornire copertura ai rimborsi dei componenti della Commissione provinciale di appello e del Comitato tecnico consultivo per la medicina dello sport. Si prevede che per gli anni successivi, alla quantificazione degli oneri si provveda con i relativi bilanci provinciali. Infine, si stabilisce che alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione delle restanti disposizioni del disegno di legge provveda l’Azienda provinciale per i servizi sanitari con il proprio bilancio.

Cons. Claudio Cia

 

DISEGNO DI LEGGE 11 marzo 2024, n. 18

Promozione dell’attività fisica e tutela sanitaria delle attività sportive e motorie

INDICE

Capo I – Finalità e ambito di applicazione

Art. 1 – Finalità

Art. 2 – Interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria

Capo II – I soggetti

Art. 3 – Destinatari

Art. 4 – Funzioni della Provincia

Art. 5 – Funzioni dell’azienda provinciale per i servizi sanitari

Capo III – Idoneità sportiva

Art. 6 – Accertamenti sanitari e certificazione

Art. 7 – Certificazione dell’idoneità all’attività sportiva agonistica

Art. 8 – Certificazione dell’idoneità all’attività sportiva non agonistica

Art. 9 – Strutture di medicina dello sport

Art. 10 – Commissione provinciale di appello

Art. 11 – Obblighi e divieti per gli enti sportivi

Capo IV – Strumenti per l’idoneità sportiva

Art. 12 – Libretto sanitario

Art. 13 – Istituzione del registro informatico provinciale delle idoneità sportive

Capo V – Supporto alle funzioni della Provincia

Art. 14 – Comitato tecnico consultivo per la medicina dello sport

Art. 15 – Osservatorio epidemiologico

Art. 16 – Gratuità delle prestazioni

Capo VI – Disposizioni finali

Art. 17 – Disposizioni in materia di protezione dei dati personali

Art. 18 – Abrogazioni

Art. 19 – Disposizione finanziaria

Capo I

Finalità e ambito di applicazione

Art. 1

Finalità

1. La Provincia promuove l’educazione sanitaria relativa all’attività sportiva, quale strumento di idoneo sviluppo psico-fisico, di miglioramento dello stato di salute, di prevenzione di situazioni patologiche, e assicura la tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria in tutti i suoi aspetti, nel rispetto di quanto previsto dalla legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale sulla tutela della salute 2010), e, in materia di idoneità alla pratica sportiva e relativa certificazione, dalla normativa statale.

2. La promozione e gli interventi nel campo dell’educazione sanitaria relativi all’attività sportiva, quale strumento di idoneo sviluppo psico-fisico, di miglioramento dello stato di salute individuale e della popolazione, e di prevenzione di situazioni patologiche, sono svolti secondo questa legge e la legge provinciale 21 aprile 2016, n. 4 (legge provinciale sullo sport 2016), nonché le disposizioni di legge richiamate da quest’ultima.

Art. 2

Interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria

1. La tutela sanitaria delle attività sportive si svolge attraverso:

a) la promozione e gli interventi di educazione sanitaria relativa all’attività sportiva; in particolare attraverso l’attuazione di iniziative utili alla promozione di uno stile di vita sano che comprenda l’attività motoria e sportiva quale mezzo efficace di promozione, mantenimento e recupero della salute fisica e psichica della persona;

b) le certificazioni di idoneità generica all’attività sportiva non agonistica svolta in ambito scolastico o extrascolastico;

c) le certificazioni di idoneità specifica per i soggetti che praticano o intendono praticare attività sportiva agonistica;

d) gli accertamenti necessari ai fini delle certificazioni di idoneità generica e specifica previste dalle lettere b) e c);

e) gli accertamenti necessari e le certificazioni di idoneità alla pratica sportiva agonistica per gli atleti disabili;

f) la prescrizione di esercizio fisico mirato e individualizzato, da parte di personale medico adeguatamente formato alla valutazione funzionale, in modo che l’esercizio fisico sia svolto proficuamente da tutti ed entro i limiti fisiologici di ciascuno;

g) gli accertamenti diagnostici e i percorsi terapeutici necessari alla risoluzione delle condizioni di salute che limitano temporaneamente la pratica dell’attività sportiva e alla relativa certificazione di riammissione in attività;

h) l’attività didattica, di formazione, di aggiornamento, di studio e ricerca scientifica in materia di medicina, alimentazione e fisiologia dello sport;

i) l’assistenza medica alle gare;

j) la prevenzione e il contrasto all’uso del doping nella pratica sportiva a ogni livello, nell’ambito delle competenze previste dall’articolo 5 della legge 14 dicembre 2000, n. 376 (Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping), secondo quanto previsto dall’articolo 18 della legge provinciale sullo sport 2016.

2. Gli interventi sono realizzati nell’ambito delle rispettive competenze dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS) attraverso i propri medici specialisti in medicina dello sport, dai medici specialisti in medicina dello sport autorizzati dalla Provincia presso i propri studi o ambulatori medici o dai medici specialisti in medicina presso le strutture private autorizzate, dalle istituzioni scolastiche, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalla Federazione medico-sportiva italiana (FMSI), nonché dalle organizzazioni sportive secondo le disposizioni di questa legge.

Capo II

I soggetti

Art. 3

Destinatari

1. Gli interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria riguardano:

a) tutti i cittadini residenti nella provincia di Trento, per la promozione dell’educazione sanitaria relativa all’attività sportiva quale parte integrante di uno stile di vita sano;

b) gli studenti di ogni ordine e grado, anche universitari, che svolgono attività motoria e sportiva nell’ambito scolastico o accademico;

c) coloro che praticano o intendono praticare in forma organizzata attività sportiva non agonistica o attività ludico-motoria e ricreativa;

d) coloro che praticano o intendono praticare attività sportive agonistiche in forma dilettantistica, semiprofessionistica o professionistica;

e) le persone con disabilità che praticano o intendono praticare attività sportiva, anche agonistica;

f) i partecipanti alle fasi nazionali dei giochi della gioventù;

g) coloro che per una condizione di salute, che impedisce la pratica sportiva, necessitano di una specifica valutazione per la riammissione all’attività ludico-motoria o sportiva;

h) coloro che, per una migliore programmazione dell’allenamento o per la presenza di eventuali fattori di rischio, necessitano di una specifica definizione dell’intensità di esercizio fisico;

i) il personale tecnico-sportivo e gli ufficiali di gara.

Art. 4

Funzioni della Provincia

1. In attuazione della legislazione in materia di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria la Provincia, per le finalità previste dall’articolo 1, svolge le seguenti funzioni di:

a) definizione degli obiettivi, programmazione, indirizzo e coordinamento, valorizzando competenze e risorse, progetti e azioni che rendano effettivi la tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria, attraverso l’apporto e l’integrazione dei diversi settori e soggetti competenti coinvolti;

b) erogazione degli interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria, mediante il servizio sanitario provinciale e il coinvolgimento degli altri soggetti secondo le disposizioni di questa legge;

c) autorizzazione all’attività di accertamento e di certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica da parte di soggetti privati e attività di vigilanza in ordine ai requisiti richiesti secondo la normativa provinciale;

d) istituzione dell’elenco dei soggetti privati autorizzati alla certificazione di idoneità agonistica e delle strutture private di medicina dello sport;

e) nomina della commissione provinciale d’appello per l’esame dei ricorsi avverso i giudizi di non idoneità specifica alla pratica dell’attività sportiva agonistica, secondo la composizione e le modalità di funzionamento previste all’articolo 10;

f) potenziamento dell’aggiornamento professionale del personale dell’APSS in collaborazione con l’università, con l’ordine dei medici e con la FMSI;

g) istituzione del libretto sanitario dell’atleta e di un registro informatico provinciale, in cui registrare i giudizi di idoneità o di non idoneità alla pratica sportiva agonistica;

h) promozione e coordinamento di azioni di educazione alla salute, anche con riferimento alle attività motorie e sportive, tramite il coinvolgimento dei medici specialisti in medicina dello sport dell’APSS, dei medici specialisti privati autorizzati iscritti alla FMSI e dei docenti della scuola dello sport del CONI.

2. Gli atti programmatici della Provincia, anche riferiti a parti del territorio, evidenziano tra l’altro le esigenze in ambito medico sportivo mediante una specifica ricognizione e valutazione del fabbisogno di ambulatori e di studi professionali di medicina dello sport secondo criteri di ottimale distribuzione sul territorio, anche con riferimento al riconoscimento di bisogni specifici.

Art. 5

Funzioni dell’azienda provinciale per i servizi sanitari

1. L’APSS, per il perseguimento delle finalità di questa legge e secondo gli indirizzi e la programmazione definiti dalla Provincia:

a) progetta ed eroga gli interventi di tutela sanitaria dell’attività sportiva e motoria attraverso le visite e gli accertamenti sanitari integrativi previsti per il conseguimento dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica, in osservanza della disciplina normativa vigente in materia;

b) individua reti di professionisti consulenti per le specifiche branche specialistiche di interesse della medicina dello sport, nonché i percorsi diagnostici e terapeutici necessari alla risoluzione delle condizioni di salute temporaneamente incompatibili con la pratica dell’attività sportiva;

c) contribuisce a promuovere e attuare gli interventi di educazione sanitaria, anche mediante gli interventi previsti dall’articolo 2, comma 1, lettere a) e f), al fine di diffondere una cultura dello stile di vita sano e di prevenire il fenomeno del doping;

d) assicura la sorveglianza epidemiologica riguardante le cause di non idoneità agonistica;

e) vigila sul corretto rilascio delle certificazioni di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica da parte dei soggetti privati autorizzati.

f) svolge le funzioni in materia di controlli antidoping;

g) attua con cadenza quinquennale un’apposita ricognizione e valutazione dei bisogni specifici di servizi di medicina dello sport, anche attraverso il monitoraggio delle prestazioni, secondo criteri di distribuzione sul territorio delle società sportive e definisce, sentito il comitato tecnico consultivo previsto all’articolo 14, il fabbisogno per quanto attiene al servizio di medicina specialistica convenzionata.

Capo III

Idoneità sportiva

Art. 6

Accertamenti sanitari e certificazione

1. Per gli accertamenti sanitari, le modalità di esercizio della tutela per le singole attività sportive e i criteri tecnici generali fissati per la tutela sanitaria dell’attività sportiva nonché per il rilascio delle connesse certificazioni di idoneità per l’esercizio dell’attività sportiva si applicano le specifiche norme statali che riguardano:

a) l’attività sportiva agonistica;

b) l’attività sportiva non agonistica;

c) l’attività sportiva per gli atleti professionisti;

d) l’attività sportiva per gli atleti disabili;

e) l’attività sportiva non agonistica di particolare ed elevato impegno cardiovascolare;

f) l’attività sportiva amatoriale e ludico-motoria.

2. Per la definizione delle attività sportive previste dal comma 1, per i casi, la periodicità e i soggetti per i quali la certificazione è obbligatoria o facoltativa e per la relativa durata si applica la normativa statale vigente.

3. Con deliberazione della Giunta provinciale, sulla base dei criteri tecnici generali stabiliti dalla normativa statale, è definita la disciplina degli accertamenti e delle certificazioni previsti da questa legge.

4. L’accertamento dell’idoneità alla pratica dell’attività sportiva agonistica degli atleti disabili comporta un giudizio altamente individualizzato e deve essere svolto presso centri appositamente autorizzati dalla Provincia come disciplinato dall’articolo 9.

5. Per favorire la conoscenza e per una corretta informazione delle prestazioni garantite dall’APSS e dai soggetti autorizzati, con deliberazione della Giunta provinciale, sulla base dei criteri tecnici generali stabiliti dalla normativa statale, sono predisposte le linee guida per l’applicazione di questo capo, rivolte agli operatori delle società sportive, agli atleti, alle istituzioni scolastiche e alle università, con particolare riferimento alle modalità per la richiesta di accertamento dell’idoneità specifica, alla periodicità degli accertamenti in base alle diverse discipline sportive, ai criteri per il rilascio e la conservazione dei certificati di idoneità agonistica e non agonistica.

Art. 7

Certificazione dell’idoneità all’attività sportiva agonistica

1. La certificazione dell’idoneità alla pratica delle attività sportive agonistiche è rilasciata esclusivamente da medici in possesso della specializzazione in medicina dello sport o dell’attestato ministeriale previsto dall’articolo 8 della legge 26 ottobre 1971, n. 1099 (Tutela sanitaria delle attività sportive), che sono:

a) dipendenti dell’APSS o titolari di un rapporto in convenzione con la medesima azienda;

b) medici specialisti in medicina dello sport, di cui all’elenco provinciale previsto dal comma 4, operanti presso gli ambulatori o studi privati;

c) medici specialisti in medicina dello sport operanti presso le strutture autorizzate come disciplinate dall’articolo 9.

2. Gli accertamenti e le certificazioni di idoneità all’attività sportiva agonistica possono essere effettuate esclusivamente presso:

a) APSS;

b) strutture private di medicina dello sport regolarmente autorizzate come disciplinate dall’articolo 9, centri territoriali della FMSI e centri universitari di medicina dello sport;

c) ambulatori o studi privati di cui sia titolare o associato un medico specialista in medicina dello sport iscritto all’elenco provinciale previsto dal comma 4.

3. L’autorizzazione alla certificazione è rilasciata dalla Provincia ai soggetti privati richiedenti, previa verifica della sussistenza dei seguenti requisiti:

a) possesso, da parte del medico che effettua gli accertamenti sanitari e rilascia la certificazione di idoneità o non idoneità, del diploma di specializzazione in medicina dello sport o dell’attestato di cui all’articolo 8 della legge n. 1099 del 1971;

b) possesso dell’autorizzazione per l’esercizio di attività sanitaria secondo la disciplina vigente nel caso in cui il soggetto privato operi in ambulatorio o in studio medico associato;

c) disponibilità presso l’ambulatorio o lo studio professionale di adeguate attrezzature e dispositivi medici, in relazione alla specificità dell’attività svolta.

4. Presso la struttura provinciale competente in materia di salute è istituito l’elenco dei medici specialisti in medicina dello sport autorizzati all’erogazione delle prestazioni sanitarie previste da quest’articolo presso gli studi o gli ambulatori privati. Con deliberazione della Giunta provinciale sono definiti i requisiti per l’autorizzazione e i requisiti strumentali, nonché i contenuti, le modalità di tenuta e di aggiornamento nonché di pubblicazione dell’elenco.

Art. 8

Certificazione dell’idoneità all’attività sportiva non agonistica

1. La certificazione dell’idoneità alla pratica delle attività sportive non agonistiche è rilasciata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, dal medico specialista in medicina dello sport oppure dai medici della FMSI del CONI.

Art. 9

Strutture di medicina dello sport

1. Per l’autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie abilitate al rilascio della certificazione, quali centri di medicina dello sport, e a esercitare le connesse attività sanitarie di accertamento si applica l’articolo 22 della legge provinciale sulla tutela della salute 2010 e la relativa disciplina attuativa per quanto attiene ai requisiti generali per le strutture che richiedono l’accreditamento. Con regolamento sono definiti specifici requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi in base ai quali le strutture di medicina dello sport autorizzate sono classificate in centri di primo, secondo e terzo livello, definendo gli accertamenti e le prestazioni sanitarie di competenza.

2. Nei centri di terzo livello è garantita:

a) la tutela sanitaria delle attività sportive, espletata nella globalità e per tutti gli sport;

b) l’attività diagnostica cardiovascolare non invasiva completa;

c) l’attività diagnostico-terapeutica e di indirizzo all’attività fisico-motoria di soggetti portatori di patologie invalidanti o di fattori di rischio per malattie cardiovascolari;

d) l’attività di diagnosi, terapia e riabilitazione degli infortuni medico-sportivi;

e) la valutazione fisiologica e biomeccanica del lavoro muscolare e la valutazione ortopedica;

f) l’attività formativa, di didattica o tutorato in materia di medicina dello sport;

g) l’attività di ricerca e di produzione scientifica in ambito di medicina sportiva in convenzione con la federazione medico-sportiva italiana o con le università;

h) la prescrizione dell’esercizio fisico;

i) la visita medico-sportiva e la valutazione funzionale degli atleti disabili.

3. I centri territoriali di medicina dello sport della FMSI possono essere autorizzati come centri di secondo livello.

4. Con deliberazione della Giunta provinciale, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, sono definiti:

a) le modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione e per la verifica dei requisiti richiesti;

b) le modalità per la verifica periodica del mantenimento dei requisiti richiesti e i casi per i quali è prevista la perdita dell’autorizzazione;

c) i requisiti e le modalità per l’iscrizione delle strutture di medicina dello sport a un apposito registro provinciale istituito e gestito dalla struttura provinciale competente in materia di salute, secondo quanto stabilito dalla medesima deliberazione.

5. Le strutture di medicina dello sport previste dal comma 1 sono tenute al possesso e al mantenimento dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi generali e specifici definiti dalla normativa provinciale in materia.

6. I centri di secondo e terzo livello possono chiedere l’accreditamento a livello provinciale secondo la disciplina vigente.

7. Eventuali modificazioni o integrazioni della vigente normativa statale circa le indagini clinico-strumentali e relative metodiche previste per le diverse discipline sportive comportano un parallelo adeguamento della dotazione strumentale, entro i termini stabiliti dalla Giunta provinciale.

Art. 10

Commissione provinciale di appello

1. In caso di accertamento dell’assenza o dell’eventuale perdita dei requisiti di idoneità previsti per lo sport praticato gli interessati possono proporre, entro trenta giorni dalla comunicazione del giudizio di inidoneità, istanza di revisione a una commissione provinciale nominata dalla Giunta provinciale e composta da:

a) un medico specialista in medicina dello sport con funzioni di presidente;

b) un medico specialista in medicina interna;

c) un medico specialista in cardiologia;

d) un medico specialista in ortopedia;

e) un medico specialista in medicina legale e delle assicurazioni.

2. Per ciascun componente effettivo è nominato un supplente che partecipa alle sedute in caso di impedimento o assenza del componente effettivo. Un funzionario della struttura provinciale competente in materia svolge il compito di segretario. La commissione è costituita presso la struttura provinciale competente in materia di salute dura in carica cinque anni, a decorrere dalla nomina.

3. Con deliberazione della Giunta provinciale sono definite le modalità di selezione dei componenti della commissione, che sono scelti in via preferenziale tra i medici specialisti della FMSI, nonché le modalità di presentazione dell’istanza di revisione e le modalità di organizzazione e di funzionamento della commissione.

4. La commissione, in relazione ai singoli casi da esaminare, può avvalersi della consulenza di medici in possesso della specializzazione inerente al caso specifico, operanti presso le strutture pubbliche e, se ritenuto necessario, può disporre che il ricorrente sia sottoposto ad accertamenti sanitari presso le strutture sanitarie pubbliche. La commissione, inoltre, può avvalersi della consulenza di professionisti dell’esercizio fisico in grado di dirimere a qualsiasi titolo il dubbio d’idoneità.

5. La commissione esamina la documentazione avverso il giudizio di inidoneità sanitaria entro trenta giorni dalla ricezione del ricorso e decide definitivamente previa eventuale integrazione degli accertamenti. L’interessato può essere assistito da un medico di sua fiducia, a proprie spese.

6. La decisione della commissione è inviata all’interessato, allo specialista che ha certificato la non idoneità e alla società o organizzazione sportiva o ente a cui l’interessato è iscritto.

7. Ai componenti della commissione spetta solo il rimborso delle spese nella misura prevista dalla normativa provinciale in materia di organi collegiali.

Art. 11

Obblighi e divieti per gli enti sportivi

1. Le società e le organizzazioni sportive subordinano il tesseramento e la partecipazione all’attività sportiva dei propri iscritti agli accertamenti e alle certificazioni previsti da questa legge, conservando i relativi certificati per il periodo di validità e verificandone le scadenze. Le medesime società e organizzazioni sono invitate a collaborare con l’APSS e con le strutture e i medici privati autorizzati per una efficace programmazione delle visite di idoneità agonistica, secondo le indicazioni del CONI.

2. Ai fini della pratica sportiva agonistica i soggetti indicati nel comma 1 non possono accettare i certificati rilasciati da strutture e da professionisti diversi da quelli specificati in questa legge e che non recano il numero di autorizzazione provinciale, in quanto privi di validità medico-legale.

3. Chiunque organizzi manifestazioni sportive di rilevanza nazionale, regionale, provinciale o locale è tenuto ad assicurare, a proprie spese, per i partecipanti alle competizioni, i servizi di assistenza medica e di pronto soccorso previsti dai regolamenti delle federazioni sportive nazionali e internazionali. Sono assicurati adeguati servizi medici anche per attività e manifestazioni ludico-motorie o sportive pubbliche, nonché per quelle a partecipazione libera.

Capo IV

Strumenti per l’idoneità sportiva

Art. 12

Libretto sanitario

1. È istituito il libretto sanitario a uso medico sportivo, secondo un modello standard di libretto, con pagine numerate progressivamente, valido dieci anni, predisposto dalla struttura provinciale competente in base a quanto stabilito dalla normativa statale in materia.

2. L’APSS provvede alla stampa e alla distribuzione dei libretti sanitari. Il libretto sanitario dello sportivo è consegnato all’interessato dallo specialista in medicina dello sport al momento della prima visita e aggiornato nelle successive visite.

3. Il libretto sanitario è strettamente personale. Nel libretto sanitario sportivo sono annotate:

a) le generalità dell’atleta;

b) lo sport praticato;

c) la società sportiva di appartenenza;

d) la data della visita di idoneità;

e) gli accertamenti eseguiti;

f) l’esito finale della visita;

g) le visite di controllo;

h) la data dell’effettuazione dell’ultimo richiamo della vaccinazione antitetanica;

i) eventuali annotazioni di interesse medico-sportivo, nel rispetto delle norme che tutelano la riservatezza.

4. Il libretto è ritirato da parte dello specialista che effettua la visita di idoneità alla pratica dell’attività sportiva agonistica e non agonistica e restituito all’atleta al termine della medesima, completato dai dati previsti. Nessuna visita può essere effettuata se non previa esibizione del libretto sanitario.

Art. 13

Istituzione del registro informatico provinciale delle idoneità sportive

1. La Provincia istituisce il registro informatico provinciale delle idoneità sportive, ad accesso controllato e sicuro in modalità web, in cui i medici certificatori registrano le idoneità sportive riconosciute, verificando previamente i dati dell’utente, l’esistenza di eventuali idoneità in corso di validità ed eventuali motivazioni ostative.

2. Il registro consente agli ufficiali di gara e agli incaricati di federazioni ed enti di promozione sportiva la visualizzazione dei dati anagrafici degli sportivi con certificazione in corso di validità unitamente all’indicazione dell’idoneità ad una o più discipline sportive, con connessa data di scadenza. Il difetto di idoneità non è indicativo di una condizione di salute e può essere desunto semplicemente dalla mancata visualizzazione nel sistema.

3. Il registro informatico provinciale delle idoneità sportive può sostituire il libretto sanitario dello sportivo previsto dall’articolo 12 e integrare il fascicolo sanitario elettronico. La Giunta provinciale con propria deliberazione dispone la data di applicazione del registro.

Capo V

Supporto alle funzioni della Provincia

Art. 14

Comitato tecnico consultivo per la medicina dello sport

1. La Provincia istituisce un comitato tecnico consultivo per la medicina dello sport composto da:

a) l’assessore competente in materia di salute, o un suo delegato, con funzioni di presidente;

b) un rappresentante designato dalla federazione provinciale degli ordini dei medici;

c) un rappresentante designato su base provinciale dalla FMSI;

d) un rappresentante designato su base provinciale dal CONI;

e) un rappresentante delle istituzioni scolastiche provinciali.

2. Il comitato, che dura in carica cinque anni, ha funzioni tecnico-consultive, esprime pareri e svolge compiti di indirizzo e analisi sulla tutela sanitaria delle attività sportive nel territorio provinciale, in materia di corretta osservanza delle procedure inerenti alle visite e al rilascio della certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica. Esso, inoltre, coadiuva l’Azienda provinciale per i servizi sanitari nella definizione del fabbisogno per quanto attiene al servizio di medicina specialistica convenzionata.

3. Il comitato si riunisce almeno due volte all’anno e ogni qualvolta se ne determini la necessità in relazione ai compiti istituzionali, su convocazione dell’assessore provinciale competente in materia di salute. Un funzionario della struttura provinciale competente in materia svolge il compito di segretario.

4. La partecipazione al comitato è a titolo gratuito e non comporta l’erogazione di indennità o di gettoni di presenza. Ai componenti della commissione spetta solo il rimborso delle spese nella misura prevista dalla normativa provinciale in materia di organi collegiali.

Art. 15

Osservatorio epidemiologico

1. Presso la struttura provinciale competente è istituito un osservatorio epidemiologico provinciale informatizzato per la medicina dello sport.

2. L’osservatorio provvede all’analisi e raccolta dati concernenti le patologie che precludono l’esercizio dell’attività sportiva agonistica o che da questo conseguono; valuta gli aspetti specifici della materia, con particolare riferimento alle cause di sospensione dell’attività sportiva, alle cause di non idoneità, alla prevalenza di determinate patologie nei soggetti che praticano attività sportiva o motoria. I dati elaborati sono resi pubblici annualmente dalla Provincia.

Art. 16

Gratuità delle prestazioni

1. Le prestazioni per gli accertamenti sanitari previsti dal capo III, compresi quelli di revisione, sono gratuite nei limiti in cui lo sono per la generalità dei cittadini ai sensi delle norme in vigore, salvo quanto disposto al comma 2.

2. Le spese per gli esami e le analisi relativi ai controlli antidoping che non vengano disposti d’ufficio sono a carico dell’ente organizzatore della competizione sportiva.

Capo VI

Disposizioni finali

Art. 17

Disposizioni in materia di protezione dei dati personali

1. Per la realizzazione delle finalità di rilevante interesse pubblico previste da questa legge, riconducibili alla materia di cui all’articolo 2 sexies, comma 2, lettere t) e v), del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE), la Provincia è autorizzata al trattamento dei dati dei soggetti coinvolti dagli interventi, nel rispetto delle sue competenze e funzioni istituzionali, anche per mezzo dei propri enti strumentali e avvalendosi, se del caso, di piattaforme o applicazioni informatiche che assicurino la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati, nel rispetto dei principi di proporzionalità e di minimizzazione di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere b) e c), e all’articolo 25 del regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016 (regolamento generale sulla protezione dei dati).

2. Per le finalità del comma 1 il trattamento di categorie particolari di dati di cui all’articolo 9 del regolamento generale sulla protezione dei dati, in particolare relativi allo stato di salute, avviene con criteri, modalità e misure di sicurezza stabiliti con regolamento, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2 sexies del decreto legislativo n. 196 del 2003. Il regolamento individua altresì la tipologia di dati suscettibili di trattamento, le operazioni eseguibili, le idonee misure di sicurezza adottate ai sensi dell’articolo 32 del regolamento generale sulla protezione dei dati, anche in relazione all’esito della preventiva valutazione d’impatto eseguita ai sensi degli articoli 35 e 36 del regolamento generale sulla protezione dei dati e le garanzie da accordare agli interessati.

3. La Provincia è titolare del trattamento dei dati. L’APSS e gli altri soggetti coinvolti o incaricati dello svolgimento dei servizi di interesse generale ai sensi degli articoli 2, comma 2, sono responsabili del trattamento dei dati ai sensi dell’articolo 28 del regolamento generale sulla protezione dei dati.

Art. 18

Abrogazioni

1. Sono abrogati:

a) il capo III del titolo I della legge provinciale 29 agosto 1983, n. 29 (Disciplina dell’esercizio delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica e norme concernenti il servizio farmaceutico);

b) l’articolo 46 della legge provinciale 22 aprile 2014, n. 1;

c) la lettera d) del comma 2 dell’articolo 1 e l’articolo 53 della legge provinciale 5 novembre 1991, n. 23 (Norme transitorie per l’esercizio delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica);

d) l’articolo 10 della legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 5.

2. In relazione alle abrogazioni delle disposizioni indicate nel comma 1 e fino alla data di entrata in vigore del regolamento attuativo e delle disposizioni a carattere generale previsti da questa legge continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, i regolamenti attuativi e le disposizioni di carattere generale previgenti, relativi alle corrispondenti disposizioni contenute in questa legge.

Art. 19

Disposizione finanziaria

1. Per i fini degli articoli 10 e 14 è autorizzata la spesa di 50.000 euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 nell’ambito della missione 01 (Servizi istituzionali, generali e di gestione), programma 11 (Altri servizi generali). Per gli anni successivi alla quantificazione dell’onere si provvede con i relativi bilanci provinciali.

2. Alla copertura degli altri oneri derivanti dall’applicazione di questa legge provvede l’Azienda provinciale per i servizi sanitari con il proprio bilancio.

 

 

Esito dell'iniziativa

 

Disegno di legge presentato in data 11 marzo 2024. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: disegno di legge n. 18/XVII

 

 

 

L’articolo su “Cronache” del mese di aprile 2024:

 

una svolta nel sistema delle visite di idoneità sportiva

 

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