Prosegue il tour tra i territori colpiti dai tagli alle guardie mediche: opposizione a Cavalese

Continua, nonostante il taglio dei servizi sanitari sul territorio sembri già irreversibile, il tour tra i territori colpiti dai tagli alle guardie mediche per i consiglieri provinciali Claudio Cia, Maurizio Fugatti e Manuela Bottamedi, questa volta a Cavalese. Nelle scorse settimane insieme al collega Bezzi erano già intervenuti a Segonzano, Baselga di Piné, Tione e Mori, altre aree che hanno subito le scelte della Giunta provinciale.

Presenti alla conferenza stampa anche diverse guardie mediche della zona.

Fugatti (Lega Nord) ha ricordato come in Val di Fiemme nel mese di novembre risultino 14.600 presenze che vanno a sommarsi ai circa 20.000 residenti. Ad agosto le presenze sono 856.000 più i residenti (dati 2015). Il consigliere ricorda come Cavalese e Predazzo disponessero prima dei tagli di 6 guardie mediche, 7 nel periodo estivo, mentre con la scelta della Giunta provinciale si passa da 6 a 4, con la perdita del presidio di guardia medica a Cavalese.

Per Maurizio Fugatti «i tagli, alla luce delle presenze sul territorio, avranno innegabili ripercussioni negative, soprattutto sull’ospedale di Cavalese, visto che la popolazione si rivolgerà direttamente al Pronto Soccorso, dovendo pagare anche il ticket», ribadendo come la contestazione a queste scelte andrà avanti nonostante la Giunta dimostri di voler procedere su questa strada.

Manuela Bottamedi ha ribadito il senso di questi incontri sul territorio come volontà di ascoltare e confrontarsi con chi opera quotidianamente all’interno dei servizi sanitari, ciò che per la consigliera non ha fatto l’Assessore Zeni.

La consigliera ha ricordato come secondo le dichiarazioni dello stesso Assessore alla sanità i pazienti che non disporranno più del presidio di guardia medica si dovranno rivolgere al pronto soccorso, quando proprio lo stesso Zeni poche settimane fa ricordava che la guardia medica non va considerata sostitutiva del servizio di emergenza. «È evidente una schizofrenia dell’assessorato e la mancanza di una visione chiara della riorganizzazione sanitaria. Una sanità pubblica che si sta progressivamente privatizzando, diventando sempre più un servizio a pagamento. Questi tagli creeranno ulteriore carico alle guardie mediche “sopravvissute”, nonché un aumento degli accessi al pronto soccorso». Bottamedi auspica che se una riorganizzazione si rende necessaria, questa non possa prescindere dall’ascolto e dal confronto con i cittadini e soprattutto chi opera ogni giorno all’interno dei servizi sanitari.

Claudio Cia (Agire) ironizza evidenziando come a tanta attenzione posta dalla Giunta provinciale nell’introduzione dell’orso sul territo, è corrisposta una analoga attenzione ad eliminare i servizi essenziali dalle valli.

Il consigliere di Agire evidenzia come ai tagli non corrisponda una alternativa: «se ad esempio ai tagli di guardia medica fosse corrisposto il potenziamento di una figura di supporto come quella dell’infermiere di comunità, che si sta sperimentando in altre regioni, probabilmente il pronto soccorso non si ritroverebbe assediato dai codici bianchi, dando l’idea che la Provincia ha una proposta alternativa che non miri solo a tagliare i servizi. Quello della Valle di Fiemme è un territorio di 415 km quadrati, e le guardie mediche già a fatica coprono una tale superficie».

Per il consigliere la Giunta sta tagliando proprio nelle zone che meriterebbero una maggiore attenzione, evidenziando come a Trento, dove il territorio è ben più comodo di quello della valle di Fiemme, le guardie mediche sono state invece potenziate.

Infine una domanda: la Giunta provinciale ha una visione complessiva di quello che sarà la riorganizzazione sanitaria sul territorio? L’impressione dei tre consiglieri è estremamente negativa in proposito, sostenendo come piuttosto si tratti di un’operazione per recuperare qualche risorsa per coprire le politiche azzardate degli ultimi anni, come ad esempio la Protonterapia e la questione NOT, facendo pagare tutto questo ai cittadini togliendo servizi.

Durante la conferenza stampa si è ricordato come la Valle di Fiemme si ritrova con un ospedale che ha già i suoi problemi e con un’anestesia che nelle ore serali non c’è più. Questo significa che in valle non c’è un rianimatore di notte.

Inoltre per come è impostato il servizio di emergenza del 118, ci si trova nella maggior parte dei casi con ambulanze convenzionate senza un medico a bordo, e se l’elicottero non può alzarsi in volo, è un grave problema. Inoltre di notte l’elicottero impiega il doppio del tempo rispetto al giorno. Tutte queste problematiche sommate portano a situazioni imbarazzanti, dove in casi di estrema emergenza rischia di trovarsi a intervenire personale non idoneo.

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 20 ottobre 2016:

Agire

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 20 ottobre 2016:

guardia-medica-la-battaglia-dei-tre-consiglieri

 

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 19 ottobre 2016.

 

 

Il servizio del TGR del 19 ottobre 2016:

 

 

 

La conferenza stampa del 19 ottobre 2016:

 

 

 

 

L’articolo su “Il Dolomiti”: Cavalese, cresce il no al taglio delle guardie mediche

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Prosegue il tour dell’opposizione tra i territori colpiti dai tagli alle guardie mediche

 

 

 

I tagli previsti:

 

tagli guardie mediche

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