Fratelli d’Italia in Bondone contro il provvedimento chiudi-impianti: “La montagna merita rispetto, non Speranza”

Nella giornata odierna si è svolta sul Monte Bondone, in località Vason, presso gli impianti di risalita Palon un’iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia per protestare contro il provvedimento firmato dal Ministro della Salute Roberto Speranza lo scorso 14 febbraio che proroga il divieto dello svolgimento delle attività sciistiche fino al 5 marzo 2021. Un’ordinanza giunta a poche ore dalla riapertura delle piste che ha finito per umiliare un intero comparto che – da mesi – si stava preparando (investendo importanti risorse finanziarie anche per rispettare le regole imposte dai protocolli e vademecum) in vista di una riapertura che non c’è stata.

Questo ennesimo rinvio condurrà inevitabilmente ad ulteriori e gravissimi problemi socioeconomici, non solo per coloro che si occupano della gestione degli impianti sciistici ma anche per l’intera filiera del turismo invernale (passando dal settore alberghiero e della ristorazione, fino al commercio, all’edilizia e all’artigianato che ad esso sono strettamente collegati), che prima dell’emergenza Covid-19 poteva contare su un valore stimato tra i 10 ed i 12 miliardi di euro all’anno tra diretto, indotto e filiera.

Presenti il Senatore Andrea de Bertoldi (che sull’argomento ha presentato un’interrogazione parlamentare e che nell’aula del Senato ha richiesto al Presidente del Consiglio Mario Draghi che venga dichiarato lo Stato di crisi del Turismo ai sensi dell’art. 107 comma 2 dei Trattati UE, fatto che permetterebbe di evitare i limiti agli aiuti di Stato per il settore), il Consigliere Provinciale Claudio Cia, il Capogruppo nel Consiglio comunale di Trento Giuseppe Urbani, il Presidente del Circolo “Città di Trento” Roberto Biscaglia e molti militanti del partito presieduto da Giorgia Meloni che hanno esposto uno striscione con la scritta: “La montagna merita rispetto, non Speranza”.

Fratelli d’Italia Trentino – Ufficio stampa e Comunicazione

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 21 febbraio 2021:

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