Psichiatria dalla Val di Non alla Serbia, a spese di chi?

Proprio in questo periodo di ristrettezze economiche, nel quale la politica è intervenuta in più occasioni con tagli nel settore della sanità, ecco un’iniziativa che sembra avere poco a che fare con il risparmio di soldi dei contribuenti.

Veniamo infatti a sapere da un articolo sui quotidiani locali (“l’Adige” – 29 gennaio 2015) che in questi ultimi tre anni ci sono stati notevoli spostamenti tra la Val di Non e la Serbia, con scambi e visite di delegazioni, da parte degli operatori del servizio di salute mentale di Cles con in testa il loro Primario. Quest’ultimo spiega nell’articolo che siccome la salute mentale in Serbia “è un disastro” il Servizio di Salute Mentale deve siglare un aiuto, una collaborazione, per attivare in Serbia un centro in convenzione con l’Unità operativa di psichiatria di Cles. Viene inoltre citato, per sostenere il progetto, che per accedere all’Unione Europea una condizione imposta alla Serbia è uno sviluppo della psichiatria di comunità, proprio su modello di quella anaune.

Sembrerebbe che il Primario dell’Unità operativa di psichiatria di Cles abbia parlato addirittura con vari Ministeri e Organi Politici dello stato Serbo che si sono quindi convinti, vista l’importanza della posta in gioco, di prendere a modello per la loro riorganizzazione il servizio noneso pena, come già riferito, il rischio di essere esclusi dall’Unione Europea.

In questa cornice si inserisce anche la visita dal 26 al 30 gennaio 2015 in Trentino della delegazione della città di Kragujevac (per intenderci la città dove la FIAT ha delocalizzato la costruzione della 500L a discapito dei lavoratori Italiani), accolta tra l’altro dal Direttore dell’APSS dott. Flor e dall’assessore alla salute Donata Borgonovo Re.

Immaginando la grande responsabilità sovranazionale che deve essere assunta per sostanziare questo aiuto allo stato Serbo, si ritengono tuttavia necessari alcuni chiarimenti, visto che ciò avviene probabilmente anche grazie a denari pubblici dirottati dalle tasche dei trentini verso attività a favore di un altro Stato Europeo.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

  • il ruolo che l’Associazione “Trentino con i Balcani” ha avuto in questa vicenda;
  • l’ammontare dei viaggi e delle spese sostenute finora e da chi (contribuzioni della PAT, della Regione, dell’APSS, altri…);
  • le ore di lavoro retribuite che gli operatori dell’APSS hanno utilizzato nel partecipare al progetto;
  • i nomi delle persone partecipanti e responsabili del progetto considerato;
  • gli esiti che questi viaggi e attività hanno avuto per le popolazioni Serbe e i rimandi positivi alla nostra Provincia (rimandi misurati e quantificati);
  • le copie e gli estremi delle fatturazioni legate alle attività considerate in questa interrogazione;
  • se la Provincia in questi tempi di ristrettezze non ritenga opportuno interrompere tali attività.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta depositata il 26 maggio 2015. L’iter dell’interrogazione: interrogazione n.1624

 

 

Risposta ricevuta il 27 agosto 2015: risposta interrogazione 1624 – psichiatria Serbia

 

 

 

 

 

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