Pubblicità “progresso” della Provincia nei cinema trentini e tv locali… qual è il conto totale?

Chi si reca nelle sale cinematografiche del Trentino è costretto a seguire, nell’usuale spazio pubblicitario che precede la proiezione cinematografica, spot che promuovono le attività istituzionali della Provincia.

Con l’interrogazione l’interrogazione n. 2350/XV chiedevo i costi della pubblicità che promuoveva il trilinguismo, con un bambino che si arrampica su tre vocabolari impilati per raggiungere un mappamondo chiuso in un armadio, costato da solo quasi 38.000 euro. Assieme a questo spot ve ne sono però altri, come quello della Commissione Provinciale per le Pari Opportunità.

Un palco scuro e una donna sola in penombra, con immagini alternate di un tavolo di riunione con soli uomini, terribili uomini con sguardo truce che sembrano intenti a tramare qualcosa di losco. Mentre la donna si muove lentamente su una musica angosciante una voce di fondo, naturalmente femminile, ci ricorda che “poche donne nelle istituzioni = spreco di risorse e competenze a danno dell’intera collettività”. Ma ecco che il palco si illumina, parte la musica liberatoria, e la donna sul palco inizia a muoversi quasi come tarantolata. Ed ora riappare anche il tavolo di riunione, ora con quasi solo donne, tutte naturalmente sorridenti e solari che si scambiano foglietti di carta e annuiscono in gruppo. Torna poi la voce di fondo che con tono di vittoria annuncia che: “Se mancano le donne la democrazia è più debole, io voto, io cambio, io sostengo la parità”. Infine delle inquietanti scritte rosse su sfondo nero vengono battute “a macchina da scrivere” per imprimere nelle menti degli spettatori e rendere noto al mondo che “la commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo sostiene l’introduzione nella legge elettorale provinciale della doppia preferenza di genere e di liste elettorali formate dal 50% di donne e per il 50% di uomini in ordine alternato (Esempio: Bianchi Anna, Rossi Antonio, Neri Maria, Verdi Giacomo…)”.

Charles Maurras ebbe a dire che “L’uguaglianza non può regnare che livellando le libertà, diseguali per natura”, mentre il buon Goethe scriveva che “I legislatori o rivoluzionari che promettono insieme uguaglianza e libertà sono o esaltati o ciarlatani”.

Al netto delle considerazioni sull’utilità di spendere denaro pubblico per evidenziare che uffici della pubblica amministrazione stanno facendo quello per cui sono stati istituiti, viene però da pensare che questi due spot non siano gli unici capolavori del marketing promossi dalla Provincia Autonoma di Trento.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quante e quali pubblicità sono state predisposte negli ultimi 10 anni per promuovere le attività istituzionali della Provincia e quale dipartimento/assessorato le ha commissionate;
  2. quali sono i costi riconducibili ai singoli spot e chi ne è stato il beneficiario;
  3. da che iniziative sono costituite in dettaglio le diverse “linee pubblicitarie”.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 24 marzo 2016, sollecitata in data 8 luglio, 24 agosto, 15 settembre, 19 settembre 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2876/XV

 

 

Risposta ricevuta il 19 settembre 2016 (ritenendo la risposta incompleta mi riservo di ripresentare una nuova interrogazione): risposta interrogazione 2876 – spot istituzionali provincia

 

 

 

Lo spot citato nell’interrogazione:

 

 

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