Pulizia dei corsi d’acqua trentini, Cia (FdI): “Grazie a chi si impegna giornalmente per lo svolgimento degli interventi di manutenzione”

L’ultimo rapporto Ispra sul rischio idrogeologico in Italia ha visto la Provincia di Trento posizionarsi al secondo posto per esposizione alle frane, con il 64,9% del territorio provinciale classificato come area a pericolosità da frana. Dal 2010 al 2020 Trento è stata tra le 8 province italiane in cui si è registrato il più alto numero di eventi franosi definiti come “principali, cioè eventi che causano morti, feriti, evacuati e ingenti danni alle infrastrutture. In Trentino 115.862 abitanti, ovverosia il 22,1% della popolazione, sono esposti a questi rischi. La situazione è confermata dalla carta di rischio idrogeologico della Provincia autonoma di Trento.

Recentemente, nel corso della seduta del Consiglio provinciale del 27 settembre 2022, nel rispondere a un’interrogazione a risposta immediata presentata dal sottoscritto, l’Assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli ha ribadito come la Giunta provinciale – nel corso della presente legislatura – abbia sostenuto il Servizio Bacini Montani al fine di garantirne la piena efficienza tramite gli stanziamenti annuali al bilancio provinciale e le specifiche per gli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua, tra cui gli svasi in alveo e gli interventi di trattamento della vegetazione presente all’interno dello stesso.

Secondo quanto previsto dall’art. 85 della l.p. n. 11/2007 (legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura) il Servizio Bacini Montani è dotato di un proprio Piano degli interventi per la sistemazione idraulica e forestale approvato dalla Giunta provinciale, alla definizione e aggiornamento del quale partecipano sia i Comuni trentini che le Comunità di Valle. Il quinto aggiornamento del Piano 2019 – 2023 è stato approvato dalla Giunta provinciale con deliberazione n. 1754 del 30 settembre 2022. Sempre nell’ambito della seduta consiliare del 27 settembre 2022, l’Assessore Zanotelli ribadiva come le opere di sistemazione idraulica costituiscano un irrinunciabile strumento di prevenzione dei fenomeni alluvionali, ma che la maggior parte degli eventi non possono garantire l’annullamento dei danni causati da alluvioni.

A seguito dei recenti eventi meteorologici di natura intensa che hanno caratterizzato il nostro Paese, nonché delle notizie riportate sulla stampa riguardanti le situazioni di maltempo presenti nella Regione Marche, sono giunte molte segnalazioni presso l’ufficio del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia secondo le quali parrebbe che nella zona di confluenza del rio Val Furesta con il torrente Vermigliana, a seguito dell’ultima alluvione, a causa del versamento di detriti dal rio, l’alveo dello stesso si sia alzato di circa 1,50 m sopra il livello di sfioro della briglia di trattenuta per un tratto lungo circa 80 m a monte del torrente Vermigliana. Per questo motivo, abbiamo depositato un’interrogazione a seguito della quale è stato effettuato un intervento di manutenzione con asporto del materiale detritico e pulizia delle briglie filtranti.

Ritengo quindi di fondamentale importanza ringraziare chi giornalmente si impegna per lo svolgimento di interventi di manutenzione e pulizia dei corsi d’acqua trentini, compiendo un’operazione di fondamentale importanza dal punto di vista della riduzione del rischio idrogeologico. E’ da evidenziare come tale azione, favorendo lo scorrimento all’interno dell’alveo del corso d’acqua, garantisce altresì la naturale integrità ecologica dello stesso (con particolare giovamento a favore della tutela della vita acquatica), un aumento della capacità di auto-depurazione delle acque e la riduzione del trasporto e dell’accumulo di detriti presso gli impianti di produzione di energia idroelettrica, fattore che finirebbe inevitabilmente per generare problematiche di funzionamento degli stessi.

Cons. Claudio Cia – Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia

Dopo la mia interrogazione, è finalmente partito l’intervento di manutenzione nella zona di confluenza del rio Val Furesta con il torrente Vermigliana (foto di novembre 2022):

Esito dell'iniziativa

 

Intervento predisposto per la sezione “Nero su Bianco” del periodico “Consiglio provinciale cronache”.

 

Segui l’iter dell’interrogazione n. 4008/XVI sul sito del Consiglio provinciale:

Interrogazione 4008/XVI

 

 

L’articolo sul giornale on-line “Nos Magazine“:

Rio Val Furesta e Vermigliana, alla confluenza il livello dell’alveo supera la briglia di 1,5 metri

 

 

L’articolo sul giornale on-line “Nos Magazine”:

Vermiglio, il Rio Val Furesta messo in sicurezza

 

 

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