Punti nascita, copione scontato con finale “balneare”

Depotenziamento e progressiva chiusura dei punti nascita siti in località periferiche e montane. Prima Rossi, poi Borgonovo Re e infine Zeni, in qualità di assessori sulla materia, hanno tracciato di concerto con Flor e ora il suo successore il percorso destinato a mettere una pietra tombale sulla qualità e sicurezza dei servizi in periferia cui ogni cittadino dovrebbe poter accedere. Un finale pianificato da tempo, preludio di una politica che mira a smantellare anche altre unità operative e servizi essenziali nelle nostre valli. Ormai il dado è tratto: da anni la propaganda batte il chiodo sull’imperativo categorico del centralizzare la sanità e non solo. Le decisioni prese sono irrevocabili e le conseguenze prevedibili.

Certo non fa piacere assistere alla gambizzazione della sanità trentina. Siamo preoccupati, e ci sentiamo traditi da una classe politica che con proclami esalta le valli dove ha la presunzione di “pescare voti”, ma poi nei fatti le spoglia progressivamente di servizi e opportunità lavorative, pur consapevole del fatto che queste sono di per sé più svantaggiate rispetto la città. E lo fanno con assoluta nonchalance.

L’ipocrisia si è rivelata in tutta la sua indifendibilità, nel momento in cui il ministro Beatrice Lorenzin si è dichiarata disponibile a concedere una deroga per i punti nascita con meno di 500 parti annui. Rossi non poteva più vantare un alibi. I tagli al personale medico-infermieristico non potevano più essere giustificati addossando la colpa al governo nazionale, così la Provincia, per proseguire e motivare la sua azione politica, ha preferito giocare la carta “Europa”, la cui normativa stabilisce per i professionisti del settore un riposo obbligatorio di 11 ore tra un turno e l’altro.

La chiusura dei punti nascita appare dunque inesorabile, nonostante le menzogne che ci vengono propinate. Dopo Tione ora tocca Arco e non sarà neppure l’ultimo. Rossi e la sua controfigura Zeni ignorano che oltre ai quarantamila residenti distribuiti nella Busa e dintorni, il flusso di turisti è impressionante e in crescendo: le presenze sono state di 3.082.683 nel 2013, 3.100.904 nel 2014 e 3.234.391 nel 2015.

Dà fastidio constatare come questi provvedimenti “balneari” vengano adottati in un periodo di distrazione estiva, di Feste Vigiliane o, per dirla alla latina, “Panem et circenses”… il rispetto dell’Autonomia si misura anche da questo.

Claudio Cia – (AGIRE)

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 24 giugno 2016:

Punti nascita, non saranno gli ultimi a chiudere

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 23 giugno 2016.

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Punto nascita Arco, copione scontato, verdetto inaccettabile

 

 

 

Le stupende vignette di Domenico La Cava:

 

CLONE

 

PUNTI

 

 

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