Punti nascita, l’ennesimo inganno…

Depotenziamento e progressiva chiusura dei punti nascita siti in località periferiche e montane. Prima Rossi, poi Borgonovo Re e infine Zeni, in qualità di assessori sulla materia, hanno tracciato di concerto con Flor il percorso destinato a mettere una pietra tombale sulla qualità e sicurezza dei servizi in periferia cui ogni cittadino dovrebbe poter accedere. Un finale pianificato da tempo, preludio di una politica che mira a smantellare anche altre unità operative. Ormai il dado è tratto: da anni la propaganda batte il chiodo sull’imperativo categorico del centralizzare la sanità. Le decisioni prese sono irrevocabili e le conseguenze terribili.

Certo non fa piacere assistere alla gambizzazione della sanità trentina. Siamo preoccupati, e ci sentiamo traditi da una classe politica che con proclami esalta le valli, ma poi nei fatti le spoglia progressivamente di servizi e opportunità lavorative, pur consapevole del fatto che queste sono di per sé più svantaggiate rispetto la città. E lo fanno con assoluta nonchalance.

L’ipocrisia si è rivelata in tutta la sua indifendibilità, nel momento in cui il ministro Beatrice Lorenzin si è dichiarata disponibile a concedere una deroga per i punti nascita con meno di 500 parti annui. Rossi non poteva più vantare un alibi. I tagli al personale medico-infermieristico non potevano più essere giustificati addossando la colpa al governo nazionale, così la Provincia, per proseguire e motivare la sua azione politica, ha preferito giocare la carta “Europa”, la cui recente normativa stabilisce per i professionisti del settore un riposo obbligatorio di 11 ore tra un turno e l’altro.

La chiusura dei punti nascita appare dunque inesorabile, nonostante le menzogne che ci vengono propinate. Anche gli strombazzati nove milioni di euro stanziati per l’assunzione di nuovo personale sanitario, sono solo l’ultimo inganno, l’espediente per prendere tempo, chetare gli animi e confondere i cittadini. Hanno annunciato che nell’arco di qualche mese verranno assunti un centinaio di operatori, ma hanno taciuto sul fatto che questi non saranno neppure sufficienti a sostituire quelli che sono andati in pensione nel 2015 e che prossimamente vi andranno. Ad esempio nel 2016 si è stimato che saranno tra i 160 e i 200, di questi il 40% saranno infermieri; nel 2015, dal solo ospedale di Trento ne sono andati in pensione 60 a fronte delle 40 assunzioni.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quanti sono ad oggi i medici (specialità per specialità) in forza all’APSS, come sono distribuiti sul territorio e qual è il trend degli ultimi 5 anni;
  2. quanti sono ad oggi gli infermieri, gli operatori socio sanitari, le vigilatrici d’infanzia, gli assistenti sanitari, i tecnici sanitari di radiologia medica, le ostetriche e i fisioterapisti in forza all’APSS, come sono distribuiti sul territorio e qual è il trend degli ultimi 5 anni;
  3. quanti sono ad oggi gli operatori socio sanitari (oss) in forza all’APSS, come sono distribuiti sul territorio e qual è il trend degli ultimi 5 anni;
  4. qual è il trend degli ultimi 5 anni dei pensionamenti delle diverse figure professionali, quale quello delle sostituzioni e quante di queste a tempo determinato;
  5. quanti sono i medici (specialità per specialità), gli infermieri, gli operatori socio sanitari, le vigilatrici d’infanzia, gli assistenti sanitari, i tecnici sanitari di radiologia medica, le ostetriche e i fisioterapisti in forza all’APSS che presumibilmente andranno in pensione nel 2016; quali e quanti di questi verranno sostituiti con nuove assunzioni.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 30 novembre. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2432/XV

 

Risposta ricevuta il 30 marzo 2016:

 

risposta interrogazione 2432 – personale APSS

 

allegato risposta interrogazione 2432 – personale APSS

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 30 novembre 2015: Cento nuove assunzioni, ma nel 2016 ne vanno via 160

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.