Quando l’elisoccorso diventa un elitrasporto…

È risaputo che l’attivazione dell’elisoccorso è regolata da uno specifico protocollo che riporta un dettagliato elenco di situazioni che, indipendentemente dalla gravità presunta, giustificano il suo intervento. Là dove ci sono feriti, lo possiamo vedere in azione in seguito a un incidente stradale, sui luoghi di lavoro e in montagna, ma altresì anche in tutti i casi di trauma o malore in assenza di notizie sulle condizioni della persona bisognosa di soccorso.

Mercoledì 28 gennaio 2015, intorno alle ore 10:30, in fondo alla pista a pochi metri dalla strada in località Vason sul Monte Bondone uno sciatore è incappato in un caduta procurandosi un trauma alla spalla. Prontamente soccorso dai due agenti della polizia municipale di Trento presenti sulla pista, l’infortunato si è presentato lucido, collaborante, con dolore alla spalla, tanto da far affermare ad uno degli agenti che con tutta probabilità si trattava di una lesione alla clavicola. In definitiva nulla di grave, tant’è vero che è stato aiutato a salire sulla motoslitta in dotazione agli agenti e traghettato verso la strada.

Ciò che non si comprende è come mai, per un incidente di questa portata, in relazione al quale ad intervenire per primi sono stati agenti pure formati a prestare un primo soccorso e a relazionarsi con i sevizi di emergenza, sia stato attivato addirittura un elicottero.

La cosa appare tanto più assurda considerando che quotidianamente al Pronto Soccorso degli ospedali distribuiti sul territorio arrivano con le proprie gambe persone con frattura alla clavicola o comunque con traumi alla spalla. Simili episodi sono inaccettabili nel momento in cui è all’ordine del giorno il tema dei tagli al Servizio Sanitario trentino che la Provincia intende operare, secondo linee individuate dall’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari, le quali penalizzano gli operatori della sanità anziché partire da una sistematica lotta agli sprechi che anche in questo settore appaiono rilevanti.

Premesso quanto sopra si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. come sia possibile che, per un infortunio in seguito al quale era evidente che la persona coinvolta non presentava condizione di imminente pericolo di vita, sia intervenuto l’elisoccorso e non una comune ambulanza;
  2. quali siano state le informazioni che hanno determinato l’intervento dell’elisoccorso e chi le ha trasmesse;
  3. chi abbia assunto la responsabilità di mettere in volo l’elisoccorso e a quanto sia stimato il costo di tale intervento;
  4. se l’infortunato sia stato ricoverato e, in tal caso, per quanti giorni e quale sia la diagnosi di dimissione.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo pubblicato su quotidiano “l’Adige” del 30 gennaio 2015:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta depositata il 28 gennaio 2015.

 

 

 

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