Quanto costa alla Provincia foraggiare le associazioni Lgbt?

Sulla costante spinta di organizzazioni internazionali e non governative, a ritmo continuo vediamo i mass media locali e nazionali trattare sempre lo stesso tema dei “diritti per tutti”, caro alla rumorosa minoranza Lgbt e riproposto sotto mutevoli espressioni, talvolta edulcorate: contrasto al bullismo omofobico (vedasi “introduzione di teorie di genere nelle scuole”), gestazione per altri (vedasi “utero in affitto”), identità di genere (vedasi “ideologia gender”), matrimonio egualitario (vedasi “caricatura del matrimonio tradizionale ed oltraggio alla Costituzione italiana”), omogenitorialità (“vedasi “adozioni gay”).

Duole constatare come il furore ideologico abbia contagiato gli ambienti politici e persino accademici, spingendoli a perdere la loro libertà ed autonomia, fino ad agire con parametri diametralmente contrari alla realtà, al buonsenso, alla coscienza umana, alla biologia, al diritto.

Il fatto che vi siano associazioni di disturbo così piccole, frammentate ed al tempo stesso influenti è uno strano paradosso che merita risposte chiare dalle istituzioni. Risulterebbe grave ed indecoroso scoprire che queste ultime siano solite operare in un regime di non imparzialità e di eterodirezione. Inoltre è risaputo che non solo i meri princìpi guidano le azioni e i pensieri dell’uomo ma anche il “vil denaro”, che assume in molti casi una funzione agevolatrice, permettendogli quasi di accrescere la sua forza di volontà in vista di un determinato fine.

Arcigay, ArciLesbica, Famiglie Arcobaleno, Rete trentina contro i fascismi, Rete per il benessere ELGBTQI*, Associazione culturale [email protected], Laici Trentini per i diritti civili, sono alcune delle plurime associazioni Lgbt e affini nostrane. Non è azzardato evincere che le stesse si prodighino quotidianamente grazie alle elargizioni di una politica che fa degli hashtag e di vuoti slogan i suoi cavalli di battaglia, mentre le questioni più serie continuano ad essere trascurate e/o rimandate. Obiettivo dell’interrogante è pertanto avere un quadro chiaro della galassia Lgbt e comprendere se vi sia la radicata consuetudine di concedere finanziamenti o patrocini, quantomeno per un dovere primario di onestà e trasparenza nei confronti del cittadino.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. quali e quante siano le associazioni sul territorio della Provincia impegnate contro il bullismo omofobico, per l’omogenitorialità, per i diritti civili e per ogni altro argomento collegato;
  2. quanti contributi hanno percepito negli ultimi 5 anni le associazioni sopra indicate e quelle che, pur non indicate, rientrino comunque nella categoria individuata dall’interrogante;
  3. quanti e quali progetti hanno ottenuto il patrocinio della Provincia negli ultimi 5 anni, quali associazioni ne hanno usufruito, e quali sono i risultati conseguiti.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 15 marzo 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2830/XV

 

 

Risposta ricevuta il 22 aprile 2016: risposta interrogazione 2830 – associazioni Lgbt

 

 

 

Per il Presidente della Giunta Ugo Rossi:

 

“A fronte dell’indeterminatezza dei contenuti, l’amministrazione provinciale è pertanto impossibilitata a dare una risposta soddisfacente che non comporti un eccessivo aggravio per gli uffici”.

 

 

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