Quorum Zero a Trento – proposta dei cittadini

In allegato sono riportati la relazione illustrativa e la schema di delibera proposto dal comitato promotore.

Relazione illustrativa

Schema di deliberazione

 

Vedi anche il blog del comitato che ha promosso la delibera:

www.quorumzerotrento.wordpress.com

 

Estratto verbale dell’adunanza del 5 dicembre 2012:

– o m i s s i s –

Questa delibera proposta dai cittadini, da quello che ho avuto modo di sentire dai colleghi, è una cosa nuova, probabilmente anche in passato prima di questa consiliatura non è mai stata presentata una delibera da parte dei cittadini e questo dimostra che il cittadino si sente un po’ sottovalutato nella sua espressione e nelle sue richieste, quindi giustamente ha portato all’attenzione di quest’aula tale delibera.

È vero quanto hanno detto altri colleghi che sul tema del quorum nei referendum si è tanto parlato anche delle precedenti consiliature, ma mi pare che le bozze a cui faceva riferimento anche il Consigliere Santini sono rimaste solo bozze, in aula non è mai arrivato nulla che potesse dare una risposta alle varie attese sia delle forze politiche sia eventualmente dei cittadini.

La mia sensazione, colleghi, è che questa delibera faccia un po’ paura perché indubbiamente propone di restituire ai cittadini, quando questi lo ritengono opportuno, il diritto di dire la loro. È vero che l’aula è sovrana, nessuno lo mette in discussione, e d’altra parte la stessa delibera riconosce che alla fine il Consiglio comunale non è vincolato dall’esito referendario, per cui riconosce in questa delibera che alla fin fine è l’aula che deve esprimersi, però ovviamente un’espressione referendaria obbliga l’aula a doversi esprimere, ciò che non è stato fatto ad esempio per l’inceneritore. A proposito di argomenti come l’inceneritore, al di là di quanti vi hanno partecipato o meno, c’è da dire che è prevalsa una disinformazione, un silenzio che ha disincentivato la partecipazione del cittadino, infatti pochi volevano imporre una soluzione a molti, e non è un mistero il fatto che ora per vari motivi, nonostante i dati scientifici provassero che era inutile, si è fatta marcia indietro. Su molti temi, quindi, l’arroganza della politica porta a imporre e mantenere un silenzio, un atteggiamento di astensione o comunque di non partecipazione.

Come dicevo, l’aula è sovrana ma non dobbiamo dimenticare che noi siamo eletti non per fare i padroni della città per 5 anni, non possiamo trasformare il voto che riceviamo dalla gente che ci dà mandato come un paravento dietro il quale far passare quello che varie soluzioni politiche e varie correnti politiche intendono imporre al resto della città, non possiamo fare i sordi. Ritengo che la proposta di delibera del quorum zero non priva la città del diritto di essere rappresentata degnamente perché l’esito non è vincolante per il Consiglio comunale ma anche perché, avendo messo tutta una serie di paletti, ad esempio non si possono organizzare più referendum all’anno, occorrono 2.000 firme che non sono poche. Bene ha fatto la collega Coppola quando diceva che chi non raccoglie firme non si rende conto di cosa significhi raccogliere 2.000 firme e, personalmente, ritengo che 2.000 siano più sufficienti. È dimostrato anche dall’elencazione dei Paesi che già applicano questo quorum zero che tale delibera mette minimamente a rischio una democrazia, infatti il quorum non esiste in 23 stati degli Stati Uniti, così come in Svizzera, in Irlanda, in Spagna, ecc. Anche in Italia abbiamo vari Comuni che l’hanno già applicato, e non credo siano a rischio di perdere rappresentatività o autonomia di esprimersi. Quello che ci viene chiesto da questa delibera è in fondo un qualcosa che è già presente in molte realtà e che, da quanto mi risulta, in nessun caso ha dato esiti preoccupanti per la democrazia.

Domandiamoci perché è nata questa delibera, io l’ho fatto. Non mi sono confrontato con i proponenti ma la mia impressione è che sia nata anche in risposta all’atteggiamento della politica a cui noi abbiamo assistito in questi ultimi anni di fronte ai vari referendum, non ultimo quello sulle Comunità di Valle in cui la politica ha fatto un lavoro di sabotaggio per non far conoscere questo referendum, a cui era seguito un impegno non indifferente di raccolta firme regolari, un referendum finanziato da risorse pubbliche che figure istituzionali hanno fatto di tutto perché venisse disertato, figure che ci sono sottratte dal motivare la contrarietà. Quello che va rimproverato alla politica non è il fatto di non condividere un quesito referendario ma di non motivare la contrarietà e, quindi, a disincentivare la partecipazione. Secondo me questa delibera nasce anche da questa constatazione, che la politica di fronte a quesiti che molti cittadini ritengono importanti si dilegua, sparisce, con furbizia perché non può sottrarsi dal finanziarlo e non può dire di non farlo perché la legge glielo impone. All’ultimo referendum in cui si chiedeva l’abolizione delle Comunità di Valle abbiamo ad esempio assistito alla furbizia di collocarlo in mezzo a un ponte: per cui c’è stata disinformazione, il politico contrario non ne parlava perché meno se ne parla e meno si conosce, inoltre è stato messo a cavallo di un ponte, di conseguenza molta gente non vi ha partecipato. Se poi arriva anche l’invito di andare in montagna o al mare, tutto salta.

Questa delibera non toglie la possibilità a tutti di esprimersi. Si è detto che pochi arrivano a imporre qualcosa a molti, ma noi abbiamo assistito al contrario, pochi politici che con furbizia hanno condizionato la partecipazione di molti. Questa delibera, se venisse approvata, obbligherebbe tutti i politici, da quelli che propongono a quelli che sono contrari a un referendum, a motivarne il perché, quindi permetterebbero ai cittadini di sentire e di sapere di cosa si sta parlando. È inutile poi che in Provincia, com’è successo all’ultimo referendum che non ha avuto l’esito sperato in quanto vi ha partecipato il 27%, i politici scaltri si straccino le vesti dicendo: abbiamo buttato via non so quante centinaia di migliaia di euro. Se questa spesa è stata inutile, non è per colpa di chi ha proposto questo referendum con firme autenticate, ma di chi ha fatto di tutto perché la gente non sapesse. Ecco perché questa delibera, se venisse votata, aprirebbe la strada a una partecipazione consapevole di tutti, non a un’astensione per ignoranza o per pigrizia.

La Civica per Trento sostiene in pieno questa delibera così com’è senza ritoccare nessun parametro indicato. Se cominciamo a dire 5.000 firme o 4.500 – ripeto, cosa non semplice – e un abbassamento al 30%, secondo me le cose non cambiano. A questo punto vale la pena lasciare le cose come sono perché è una presa in giro, questa è la mia impressione. Inoltre, ricordiamoci che qualunque sia l’esito di questo referendum non vincono i Comuni, quindi 30% e 4.500 o 5.000 firme capite che a questo punto fanno davvero sorridere. Credo che dovremmo avere il coraggio di lasciare al cittadino l’espressione di una volontà non solo quando chiediamo loro il mandato per arrivare in Consiglio comunale o quant’altro, il diritto di essere ascoltati e presi seriamente, quindi il quorum zero non toglie nulla al Comune perché rimane sovrano, respingere questa delibera personalmente ritengo sia più un segnale di paura verso il cittadino.

Grazie.

– o m i s s i s –

 

 

 

Esito dell'iniziativa

 

Esito dell’ iniziativa:

 

Non approvata: favorevoli 10, contrari 23, astenuti 9

 

Estratto video della seduta consiliare del 5 dicembre 2012

 

 

In allegato il verbale della deliberazione con i voti espressi.

 

Verbale deliberazione “Quorum Zero a Trento”

 

 

Aggiornamento:

 

Il 23 aprile 2013 è stata in seguito discussa la proposta di deliberazione di modifica dell’art. 19 dello Statuto comunale e degli artt. 17 e 29 del Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare.

 

Dopo un vivace dibattito riportato dal comitato promotore per il quorum zero a Trento si è approvato il nuovo Statuto e Regolamento con quorum 30% e 2700 firme da raccogliere in 120 giorni.

 

Il mio intervento in aula: estratto adunanza 23 aprile

 

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