Reinserire in bilancio la cifra per la sistemazione del rifugio Campel

Premesso che:

Nel bilancio di previsione 2011 e pluriennale 2011-2013 tra le spese di investimento con il codice investimento 4374 è stata inserita la spesa per lo studio di fattibilità per la sistemazione del rifugio Campel a Villamontagna per un importo di 20.000 euro.

Nel bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012-2014 tra le spese di investimento con il codice investimento 4374 è stata inserita la spesa per la sistemazione del rifugio Campel a Villamontagna per un importo di 210.000 euro. Nel bilancio di previsione 2013 e pluriennale 2013-2015 le spese di investimento per la sistemazione del rifugio Campel a Villamontagna non sono variate.

Nel bilancio di previsione 2014 e pluriennale 2014-2016 le spese di investimento per la sistemazione del rifugio Campel a Villamontagna sono state tolte.

Il 24 Novembre 2013 è stata costituita l’A.S.U.C. di Villamontagna. Il rifugio Campel ricade su terreno gravato dagli usi civici ed è quindi di proprietà della comunità di Villamontagna e dal 01/01/2014 sarà gestito dell’A.S.U.C. L’A.S.U.C. non è un soggetto privato ma rappresenta la popolazione residente nella frazione di Villamontagna (circa 1.300 abitanti). Il Comune di Trento quando ha inserito in bilancio le spese per la sistemazione del rifugio Campel era a conoscenza del fatto che il rifugio ricadeva su terreno di uso civico e non su terreno di proprietà Comunale, tutto apparente presso l’Ufficio del Libro Fondiario di Trento. La messa in bilancio non era e non poteva essere condizionata dallo svincolo dell’aggravio dell’uso civico.

La legge provinciale sulle Amministrazioni separate sancisce che nel passaggio di gestione tra Amministrazione pubblica ed Amministrazione separata dei beni civici, quest’ultima assume eventuali passività o eventuali attività. I 20.000 + 210.000 euro previsti da ben due anni e finanziati sul 2013 possono a tutti gli effetti essere considerati un attivo a bilancio.

Appare almeno singolare che il Comune di Trento tolga dal bilancio pochi giorni prima dell’entrata in facenti funzione dell’ASUC di Villamontagna, i soldi per la sistemazione del rifugio Campel. Il Comune di Trento ha già speso risorse economico-umane per la redazione del progetto, per la predisposizione della documentazione necessaria alla deroga urbanistica e per altre attività burocratiche, davvero difficili da giustificare ove venisse tolto il finanziamento. Il rifugio Campel oltre ad ospitare la sede del gruppo Alpini di Villamontagna, ospita un ristorante che più che a servizio della comunità di Villamontagna è stato e tornerebbe ad essere a servizio della città di Trento. Nulla osta tecnicamente al Comune di far gestire all’ASUC i soldi previsti per ristrutturare il rifugio Campel.

Premesso quanto sopra,

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

  1. a reinserire in Bilancio la cifra di € 230.000,00 totali per la sistemazione del rifugio Campel;
  2. a trasferire all’A.S.U.C. di Villamontagna i fondi previsti a bilancio per la ristrutturazione del rifugio Campel.

 

 

Approfondimento: le leggi che regolamentano le A.S.U.C.

LEGGE PROVINCIALE 14 giugno 2005, n. 6

Art. 5 (omissis)

….. L’ASUC provvede all’amministrazione dei beni di uso civico a decorrere dal primo giorno dell’anno successivo a quello in cui è effettuata la consultazione, subentrando al comune in tutti i rapporti attivi e passivi in essere.

Art. 10 (omissis)

Destinazione delle risorse derivanti dai beni di uso civico

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 16, le risorse finanziarie derivanti dai beni di uso civico comunali o frazionali sono destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria nonché all’amministrazione e alla gestione del patrimonio d’uso civico. Le eventuali eccedenze possono essere destinate:

a) all’incremento e al miglioramento del patrimonio di uso civico anche mediante l’acquisizione o la realizzazione di immobili o opere che possano essere gravati dal

vincolo di uso civico ai sensi dell’articolo 17;

b) al finanziamento di servizi pubblici, di interventi o di opere pubbliche rivolti al diretto beneficio della generalità degli abitanti del comune o della frazione;

c) al finanziamento totale o parziale, anche mediante trasferimento di fondi a soggetti terzi, ovvero all’attuazione di attività e di iniziative di interesse comunale o frazionale.

2. Qualora l’ASUC provveda direttamente al finanziamento degli interventi di cui alla

lettera b) del comma 1, va acquisita la preventiva intesa con il comune, che deve verificare la coerenza degli interventi con gli strumenti di programmazione comunali.

Esito dell'iniziativa

 

Esito dell’ iniziativa: respinta

 

Ordine del giorno collegato al bilancio 2014 depositato il 10 dicembre 2013. Votazione nella seduta del 19 dicembre 2013. Guarda il risultato delle votazioni: Votazione “rifugio Campel”

 

 

Guarda l’articolo Rifugio Campel, scontro sulla ristrutturazione

 

 

 

Approfondimento:

 

Nel Trentino la superficie gravata da Usi Civici è pari a circa il 54% del territorio provinciale (essenzialmente boschi e prati pascoli) pari a 336.000 ettari; di questi circa 75.000 sono oggi amministrati da 99 ASUC presenti in 42 comuni, mentre la parte restante più consistente rimane in gestione fiduciaria ai consigli comunali.

 

Il concetto di proprietà delle ASUC assume un significato particolare, in quanto la giurisprudenza assegna a questo tipo di Enti l’amministrazione delle proprietà pubbliche, riferibili alla singola frazione, gravate di uso civico. I beni di uso civico (boschi, pascoli, strade e costruzioni) consistono in un patrimonio di proprietà dei censiti delle singole frazioni.


Gli usi civici sono sorti prima della nascita dei Comuni e costituiscono le antiche assemblea di persone abitanti nello stesso luogo con interessi o beni comuni, le Magnifiche Comunità, ecc… nelle quali i valligiani, esercitando la vera democrazia, inventarono i regolamenti che più tardi divennero gli Statuti delle Comunità. Gli antichi frazionisti hanno acquisito il loro patrimonio durante o a volte prima del medioevo, lo hanno mantenuto ed ampliato, ed hanno imparato ad amministrarlo, dandosi regole autonome, rigide e sagge per conservarlo.

 

Va sottolineato che i diritti che gravano sui beni di uso civico oggi non riguardano tanto il legnatico, il pascolo, lo sfalcio del fieno, lo stramatico, ma hanno un significato ben più ampio: di carattere ecologico, sociale, culturale ed economico, come la difesa dell’ambiente, la tutela della montagna, la salvaguardia del territorio.

 

La presenza delle amministrazioni separate frazionali ASUC crea un fecondo legame della gente con il territorio,  rafforza significativamente il senso di appartenenza e di autodisciplina di chi lo vive,  rinsalda il legame con la propria terra creando una simbiosi con lo stesso, valorizza le autonomie locali e il principio di sussidiarietà.

 

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.