Richiedenti asilo: “mercato nero” con i farmaci, pagati a da Cinformi?

Le regole chiare sulle quali poggia l’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo approvate in Giunta nella seduta del 20 gennaio 2017, mostrano fin da subito la loro mancanza di visione, una incompleta aderenza alla realtà della situazione vera dei richiedenti asilo e la pochezza culturale della tanto sbandierata solidarietà del centro sinistra. A fronte di un decalogo di violazioni gravi della Disciplina che comportano l’immediata revoca dell’accoglienza che sollevano qualche perplessità, soprattutto per quanto riguarda la reale possibilità di un’applicazione di tali sanzioni e perché ignorano del tutto la prevedibile sussistenza di un possibile conflitto di interessi che coinvolge di fatto l’ente gestore (Cinformi) nel coprire in tutti modi i comportamenti devianti, viene da chiedersi il perché, per i comportamenti ritenuti “veniali” si debba attendere la reiterazione di 4 volte dello stesso comportamento.

Per esempio se un ospite consuma super alcolici nell’alloggio che lo ospita, e viene “beccato” per 4 volte di seguito nella reiterazione del comportamento, si avvia la procedura di riduzione dei benefici fino all’espulsione. L’assurdo è che questi super alcolici, causa di tanti problemi nelle strutture d’accoglienza e anche fuori, sono acquistati usando buoni spesa o la tessera Poket Money forniti dallo stesso Cinformi.

Al contrario, quando chi è ospitato deve comprare farmaci, così detti da banco, un’aspirina, una tachipirina, una crema base, shampi, ecc… questi vengono fatturati e pagati a parte direttamente da Cinformi al di fuori del Pocket Money o dei Buoni spesa, come non succede ai nostri anziani che invece si pagano personalmente il tutto attingendo alla loro, magari, pensione minima.

Non si comprende la diversità di trattamento e come, tale gestione del denaro pubblico, si concilia con il perseguimento dell’integrazione ai nostri canoni civili e morali, soprattutto per quanto concerne l’accesso ai farmaci e la tolleranza dell’acquisto e consumo di alcool di cui sopra.

Questo è oltremodo negativo se si considera che per i richiedenti asilo questi prodotti farmaceutici, facili da ottenere, non di rado costituiscono fonte di reddito illecito attraverso il “mercato nero” degli stessi. Anche questa è una piccola crepa nella nuova disciplina che vorrebbe regolamentare l’accoglienza ed una grande ingiustizia verso altre fasce della popolazione autoctona.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. quanto è stato fatturato a Cinformi, dall’inizio del progetto di accoglienza, per l’acquisto di farmaci cosiddetti da banco?
  2. a quale farmacia si appoggia Cinformi per l’acquisto dei farmaci cosiddetti da banco?
  3. per quale motivo, ai richiedenti asilo è consentito acquistare con i buoni spesa o la tessera Poket Money alcolici e superalcolici, ma non i farmaci così detti da banco?
  4. se è a conoscenza che i farmaci cosiddetti da banco pagati da Cinformi, non di rado costituiscono fonte di reddito illecito attraverso il “mercato nero” degli stessi.
  5. quale provvedimenti la Provincia intende adottare per correggere questa evidente stortura nel meccanismo dell’accoglienza.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata l’11 aprile 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 4347/XV

 

Risposta ricevuta il 19 aprile 2017: risposta interrogazione 4347 – farmaci pagati da Cinformi

 

 

 

 

La vignetta di Domenico La Cava su “Edicolando”:

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Richiedenti asilo: “mercato nero” con i farmaci, pagati a da Cinformi. Claudio Cia interroga.

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Richiedenti asilo: Cia, farmaci pagati dal Cinformi rivenduti al mercato nero?

 

 

 

 

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