Rimborsi alla Giunta provinciale: quando la trasparenza diventa un optional

In riferimento alla mia interrogazione n. 1139 dd. 3 gennaio 2015, prendo atto che nella risposta inviata dal Presidente della Provincia con comunicazione dd. 18 marzo 2015, Prot. n. A001/150169, viene evidenziato che i rimborsi spesa del Presidente e degli Assessori componenti la Giunta provinciale sono previsti e disciplinati da altra norma rispetto a quella – Deliberazione del Consiglio provinciale n. 6 dd. 11.04.2013 – che stabilisce analoghi rimborsi per i Consiglieri provinciali.

Tuttavia, la risposta del Presidente Rossi risulta evidentemente superficiale e gravemente reticente nel momento in cui dà riscontro alla mia richiesta di acquisire copia dettagliata delle varie richieste di rimborso presentate dai componenti della Giunta provinciale, con l’indicazione delle spese effettivamente sostenute e la verifica della relativa documentazione. A tale mia richiesta, che riguarda – è utile sottolinearlo e risottolinearlo – l’utilizzo di denaro dei contribuenti trentini, viene opposto l’argomento – del tutto inconsistente – in base al quale si tratterebbe di “dati che rivestono un profilo di riservatezza” (!!!), con riferimento a quanto previsto dal regolamento del Consiglio provinciale all’art. 147: in pratica, si tratterebbe di dati per la messa a disposizione dei quali le strutture dell’Amministrazione provinciale dovrebbero eccepire al Consigliere provinciale richiedente- non si precisa in base a quali normel’esistenza del segreto d’ufficio o dell’obbligo di riservatezza. A fronte di tale vincolo, il Consigliere dovrebbe rivolgere la richiesta di documentazione al Presidente della Provincia, potendo quindi prendere visione degli atti, ma con il dovere di rispettare il segreto d’ufficio o l’obbligo di riservatezza.

Ora, per fortuna il Presidente Rossi, tra i suoi molti poteri, non ha – almeno per ora – quello di stabilire quali siano gli atti da sottoporre al segreto d’ufficio o all’obbligo di riservatezza. Personalmente, tendo a dare maggior credito, su tale questione squisitamente giuridica, al prof. Andrea Di Franciagià docente di Diritto Privato presso l’Università di Trento e attualmente Garante del contribuente -, il quale interviene proprio oggi su l’Adige chiarendo di non rilevare alcun motivo di segretezza circa i dati che il sottoscritto ha richiesto, poiché l’impiego di denaro pubblico impone la trasparenza senza “se” e senza “ma” (leggi l’intervento del Garante dei contribuenti). E che di denaro pubblico stiamo parlando, è fuori discussione. Ai contribuenti – sottolinea Di Francia – vengono sottratte risorse, del cui impiego è necessario rendere conto. Il Garante dei contribuenti lamenta di aver ricevuto risposta “del tutto evanescente” alla richiesta circa la previa autorizzazione dei viaggi per i quali i Consiglieri provinciali hanno ricevuto rimborsi e si augura un’azione più incisiva da parte della Corte dei Conti.

Ad evidenziare, poi, l’ennesima disparità di trattamento tra Giunta e Consiglio, valga la circostanza acclarata per la quale le cifre relative ai rimborsi chilometrici versati ai Consiglieri provinciali per i tragitti dal luogo di residenza a Trento per lo svolgimento della loro attività politico-amministrativa, sono stati addirittura pubblicati dalla stampa locale. Altro che segreto d’ufficio! Non risulta che in tale circostanza il Presidente Rossi si sia stracciato le vesti e abbia tirato in ballo segreti d’ufficio o obblighi di riservatezza. Guarda un po’, l’elenco pubblicato non comprendeva le spese di viaggio dei Consiglieri membri della Giunta, mentre quelle dei Consiglieri semplici erano assai dettagliatamente riportate! Alla luce di queste considerazioni, mi vedo sostanzialmente costretto a proporre all’attenzione della Giunta provinciale alcuni ulteriori quesiti.

Per questo, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. se non ritenga doveroso, a questo punto, consentire ai Consiglieri che ne facciano richiesta di acquisire dagli uffici dell’Amministrazione provinciale i dati relativi alle richieste di rimborso delle spese sostenute dal Presidente della Provincia e dagli Assessori;
  2. a quale struttura dell’Amministrazione provinciale ciascun Consigliere possa rivolgersi per acquisire i dati di cui al punto 1. e la relativa documentazione;
  3. per quale motivo il Garante del contribuente per la Provincia autonoma di Trento si sia scontrato con difficoltà e reticenze circa la messa a disposizione di dati di indiscutibile interesse pubblico.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 31 marzo 2015 in seguito alla risposta non soddisfacente della precedente (Alla Giunta provinciale rimborsi non dovuti?). L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 1483/XV

 

 

Risposta ricevuta il 26 maggio 2015: risposta – rimborsi Giunta

 

 

 

 

Leggi anche l’intervento del Garante dei contribuenti pubblicato sul quotidiano “l’Adige”: Rimborsi, non ci devono essere segreti

 

 

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