Rovereto, nuova Amsterdam trentina con prodotti per la coltivazione di Cannabis in vetrina?

Su segnalazione di alcuni roveretani vengo ad esporre una situazione che provoca non pochi malumori e perplessità. Al civico n. 44 di via Mercerie è stato aperto un negozio dal nome “Mad Hatter” (tradotto: “Il cappellaio matto”) rivolto presumibilmente ad un pubblico di ragazzi. Sembrerebbe tutto nella norma, con vendita di piercing, dilatatori per naso e orecchie, collane, magliette. L’assortimento si indirizza poi sui “bong”, una sorta di pipa ad acqua usata per fumare, solitamente, tabacco e tabacchi aromatizzati, o preferibilmente marijuana e hashish.

Tra i prodotti in evidenza in vetrina vi è la presenza di fertilizzanti, energizzanti e correttori di pH posizionati in vetrina. La cosa risulta alquanto strana in quanto l’attività commerciale in questione non risulta avere la vocazione della vendita di articoli per il giardinaggio. Da una ricerca sul web delle marche esposte, scopro che si tratta di prodotti utilizzati specificatamente per la concimazione di terriccio destinato alla coltivazione di piante di Cannabis. Ma non solo, tra i prodotti esposti e in vendita viene promossa la “Cultibox 60x60x140”, ovvero una “grow room indoor”, che tradotto corrisponde a un modello di serra da interno che permette la coltivazione in condizioni controllate di luce e temperatura, utilizzata notoriamente per la coltivazione di Cannabis e per indurne la fioritura. Il nome stesso del negozio apprendo sia riconducibile ad una tipologia di cannabinoidi proveniente dal Vietnam e da due stati dell’Africa (Congo e Swaziland).

Sono innumerevoli gli studi medici che collegano in particolare l’età di inizio dell’utilizzo di Marijuana con la probabilità di passare all’uso di altre sostanze illecite e sappiamo bene quale sia la posizione ufficiale delle istituzioni in materia e quanto ingenti siano le risorse messe a disposizione del servizio sanitario per interventi di prevenzione e cura delle tossicodipendenze.

Sebbene appaiano non particolarmente utili alcune mode giovanili (tatuaggi, piercing, dilatatori, ecc…), aprire negozi per tale clientela risponde a lecite esigenze di mercato. Si ricade però nel torto, allorché si attuano scelte commerciali che appaiono poco limpide o addirittura incentivanti l’uso illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope. Un conto è aprire un negozio online, sfruttando magari le spedizioni dall’estero per aggirare le leggi nazionali, altro conto è aprire un negozio fisico vero e proprio in centro città.

Non è concepibile che in un centro storico vengano esposti in vetrina con nonchalance prodotti di supporto alla produzione domestica di Marijuana e relativi prezzi di vendita al pubblico. Il messaggio che si dà è fortemente diseducativo, posto che su quel tratto di strada circolano ogni giorno centinaia di ragazzi. La Provincia, nella sua missione di prevenzione e lotta alle tossicodipendenze, ha il dovere di intervenite affinché questa situazione sia chiarita ed eventualmente sanata.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se intende attivarsi con il Comune di Rovereto al fine di comprendere sulla base di quali requisiti si è consentito e tuttora si consente ad un negozio di esporre in vetrina fertilizzanti e altri prodotti destinati esclusivamente alla coltivazione di Cannabis per la produzione domestica di Marijuana, e se nel territorio provinciale risultano altre attività commerciali dedite alla vendita di questi prodotti;
  2. se c’è coerenza tra l’apertura di un negozio che pare promuovere la coltivazione di Marijuana e la lotta alla tossicodipendenza, a causa della quale la Provincia sta investendo notevoli risorse economiche sia nella prevenzione che nel recupero;
  3. quanto ha investito in attività di prevenzione primaria negli ultimi 5 anni, quanto sono costati gli interventi di recupero dei singoli ragazzi negli ultimi 5 anni, quanti ragazzi sono stati interessati dalle attività di recupero negli ultimi 5 anni, e quanto viene speso mensilmente per singolo ragazzo in attività di recupero, indicare contestualmente l’età media e la fascia d’età delle persone coinvolte.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 6 aprile 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2953/XV

 

Risposta ricevuta il 20 maggio 2016: risposta interrogazione 2953 – Cannabis

 

 

L’articolo su “l’Adige online”: Piercing e fertilizzanti dal cappellaio matto

 

L’articolo sulla stampa locale: Fertilizzanti per Cannabis? No, piante “officinali”…

 

 

Alcune foto:

 

 

 

Alcuni link sui prodotti venduti…

 

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